Una giornata particolare
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Raccontare la fraternità possibile per costruire una vera pace

Lunedì 16 maggio si celebra la “Giornata internazionale del vivere insieme in pace”, che mette a tema i valori dell’armonia, della riconciliazione e della tolleranza...

Raccontare la fraternità possibile per costruire una vera pace

Lunedì 16 maggio si celebra la “Giornata internazionale del vivere insieme in pace”, che mette a tema i valori dell’armonia, della riconciliazione e della tolleranza. Proclamata l’8 dicembre 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dall’anno successivo è stata vissuta stabilmente in questa data. L’edizione 2022 appare ancora più importante data la situazione di tensione internazionale, di fratture interne alle diverse società e anche in rapporto alla questione di cosa sia il pacifismo. In nome del buon “vivere insieme”, infatti, soprattutto nei programmi televisivi italiani si sono scontrate non solo legittime posizioni diverse, ma persone che, con un pizzico di violenza, si proponevano come giudici e depositari del pacifismo vero e puro. Perfino papa Francesco è stato preso in mezzo per proposte che da più parti sono state definite pazze e retrograde. Sui social, poi si è molto scherzato, soprattutto all’inizio del conflitto, sul fatto che il pacifismo cattolico sia inviare preghiere e aspettare il miracolo. In realtà non c’è leader più lontano del Pontefice da quella retorica popolare sulla pace, messa a nudo da Valerio Lundini con i VazzaNikki sul palco del Concertone del primo maggio. Con la sua faccia tosta, infatti, ha smascherato come sia ridicolo pensare che bastino qualche bella canzone, fare l’amore invece che la guerra e mettere fiori nei cannoni a convincere Putin e a donarci un mondo in cui vivere bene insieme. Qualche proposta ben più seria viene di certo da quel Papa accusato di spiritualismo: nel messaggio per l’ultima Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2022) ha sottolineato come essa non sia solo un dono da attendere dall’alto, ma il frutto di “un impegno condiviso” e di un vero e proprio lavoro di edificazione, dove ci sono alcuni architetti, ma soprattutto tanti artigiani che “possono collaborare a edificare un mondo più pacifico”. Se in quel messaggio ha indicato vie fondamentali – dialogo tra le generazioni, educazione, lavoro – è stato particolarmente stimolante quanto ha detto nel recente incontro per i 100 anni della Rivista Terra Santa, proponendo un altro metodo fondamentale per costruire e mantenere la pace: il raccontare la fraternità possibile. Proprio questa è la radice della “Giornata internazionale del vivere insieme in pace” che nasce per testimoniare il successo ottenuto in Algeria, dove con molti sforzi si è riuscito a promuovere e far trionfare una cultura di dialogo, di rispetto reciproco e di tolleranza tra i popoli. Essa, infatti, è una riproposizione su scala mondiale di un progetto nato nel 2014 su questo territorio spesso martoriato, grazie anche all’impegno della confraternita sufi della Alawiyya, che ha sede a Mostaganem, città dell’Algeria nordoccidentale. Quest’ultima porta avanti la dimensione mistica dell’islam, ricorda che il Corano parla di rispetto e amore, ed è molto attiva, sia a livello locale che transnazionale, nel promuovere una società più tollerante, fraterna e collaborativa. 

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