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Buone notizie dall’Italia che funziona

Buone notizie non è solo uno dei migliori annunci che si possa rivolgere a qualcuno, ma è anche il titolo di una rubrica in onda il lunedì nel preserale di Tv2000.

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Buone notizie dall’Italia che funziona

Buone notizie non è solo uno dei migliori annunci che si possa rivolgere a qualcuno, ma è anche il titolo di una rubrica in onda il lunedì nel preserale di Tv2000. Il programma si premura di fornire informazioni che permettono a chi si mette davanti al piccolo schermo di non intristirsi, commentando sconsolato che il mondo va male. Per mezz’ora, la lunghezza abituale di un tg, si è informati soltanto di ciò che va bene in Italia. Niente d’eccezionale, ma semplicemente una galleria di tante storie del nostro Paese in cui il bene e la generosità, spesso della gente comune, riescono a creare situazioni ricche di speranza.
Cesare Davide Cavoni (nella foto) è autore e conduttore di questa trasmissione che, andando in cerca di ciò che funziona o ha ripreso a funzionare dopo qualche difficoltà, permette idealmente di integrare quanto è mandato in onda durante tanti altri programmi di approfondimento giornalistico. Non ci si limita, infatti, a far salotto, intervistando persone che hanno motivi per essere ottimiste, ma anche di fornire indicazioni che permettono di migliorare la vita quotidiana. Il tono del programma, scandito dai diversi servizi e talvolta anche dalla conversazione con qualche ospite in studio, descrive l’Italia piena di fiducia che non si arrende mai. Scorre, perciò, sul teleschermo un’interessante passerella di personaggi e situazioni: dai piccoli episodi con le persone della porta accanto, fino a eroi poco conosciuti come i militari rientrati in attività dopo una disabilità permanente dovuta a incidenti durante il loro servizio per la patria. Lo studio televisivo, che riproduce in forma stilizzata il panorama notturno di una città, lo stile del programma e le domande poste ricordano Sottovoce di Gigi Marzullo che, nel cuore della notte, pone interrogativi esistenziali ai suoi ospiti. Per diffondere delle belle notizie ci si sarebbe aspettati una scenografia inondata di luce, ma la trasmissione non è uno show spensierato che invita a evadere dalla vita, bensì molto spesso è la testimonianza, magari sofferta, di chi, nel buio causato da una brutta esperienza, tiene accesa la fiammella della speranza. Ben vengano, dunque, le buone notizie, con l’auspicio che non si debba più relegarle in spazi mediatici angusti e di secondo piano, ma che entrino, a buon diritto, nella scaletta dei telegiornali abituali.

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