Il Calciastorie
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Tre traverse in cinque secondi ma non chiamatela (s)fortuna

Il suo nome è Daniel Lewis e la sua missione difendere i pali del Kidderminster United. Non facile, perché il 4 gennaio 2014 nel piccolo Aggborough Stadium (capienza poco superiore ai 6mila spettatori) arriva il più quotato Peterborough United...

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Tre traverse in cinque secondi ma non chiamatela (s)fortuna

Il suo nome è Daniel Lewis e la sua missione difendere i pali del Kidderminster United. Non facile, perché il 4 gennaio 2014 nel piccolo Aggborough Stadium (capienza poco superiore ai 6mila spettatori) arriva il più quotato Peterborough United. In gioco c’è il passaggio al quarto turno di Fa Cup, una competizione nella quale anche le piccole squadre, partita dopo partita, possono arrivare a giocarsela con i colossi della Premier League (e, nel 99% dei casi, perdere, ma con la soddisfazione di essere arrivati fin lì). La partita è ferma sullo 0-0, nonostante qualche buona occasione anche dei padroni di casa, ma al minuto 86 è il Peterborough a farsi avanti, con una punizione dalla distanza. Sulla battuta si presenta Lee Tomlin, il cui tiro sorvola la barriera e si dirige verso l’angolino alto alla destra del portiere. Lewis si tuffa ma – non per colpa del recente cenone di capodanno – non arriva sulla palla. Questa colpisce la traversa e rimbalza nell’area piccola. Il primo ad avventarsi è un altro giocatore in maglia blu, l’attaccante congolese Britt Assombalonga. Lewis è a terra, si sta girando per vedere quello che accade. E accade che il tocco ravvicinato viene deviato da un difensore del Kidderminster che, pur di evitare il gol, finisce la sua corsa in fondo alla rete con la grazia di un sacco di patate. Ma di meglio non poteva fare. La palla schizza di nuovo sulla traversa e torna di nuovo in gioco, sui piedi di Shaun Brisley, che del Peterborough è difensore ma per l’occasione si inventa centravanti. La coordinazione è buona: la palla viene schiacciata sul terreno in modo da schizzare verso la rete. La distanza dalla porta è minima, e peraltro il portiere Lewis è ancora a terra a guardare. Ma è un altro difensore, nell’ennesimo tentativo disperato, a deviare di testa sulla traversa, la terza di fila; il pallone passa poi tra le gambe di cinque giocatori e finisce sul fondo. Lewis riceve l’abbraccio dei compagni. Ma, come ammetterà candidamente a fine partita, «io il pallone non l’ho neanche toccato». Il regolamento non prevede supplementari: nella ripetizione del match il Kidderminster compirà la sua piccola impresa, vincendo 3-2 in trasferta. Ma, tornando allo 0-0, tra legni e difensori, dove finisce la fortuna e dove inizia il merito? Non è dato sapere, ma chi lancia invettive quando la sua squadra centra un palo, sappia che altri tifosi ne hanno dovuti subire tre in cinque secondi.

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