Editoriale
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Una bella festa di popolo

Una festa di popolo. Questa è stata la visita di papa Francesco a Verona sabato 18 maggio. Le caratteristiche c’erano tutte: la gioia, tantissima gente, l’armonia pure tra forme e punti di vista diversi...

Parole chiave: Editoriale (392), Vescovo di Verona (247), Mons. Domenico Pompili (15), Papa Francesco (121)
Una bella festa di popolo

Una festa di popolo. Questa è stata la visita di papa Francesco a Verona sabato 18 maggio. Le caratteristiche c’erano tutte: la gioia, tantissima gente, l’armonia pure tra forme e punti di vista diversi. Si è fatto festa già a San Zeno dove, separati solo dal portale di bronzo, si sono ritrovati con il Papa all’interno i preti, le religiose e i religiosi e all’esterno i bambini: due mondi apparentemente lontani, ma che ordinariamente nella nostra chiesa si incrociano ancora e hanno unito anche le voci, facendo sorridere qualcuno quando all’esterno si sentivano le preghiere dentro e in Basilica le canzoni di chi era fuori.
Si è fatto festa in Arena di pace: tante parole forti e pregne, mescolate con tutte le arti, in particolare la musica e la danza. La stessa Casa circondariale di Montorio ha vissuto una grande festa, che ha visto unirsi in sorrisi e canti tutte le realtà che lo compongono: detenuti, volontari, agenti di polizia penitenziaria con i loro familiari che hanno accolto il Papa all’ingresso. Lo stadio, completamente esaurito, è stato poi il momento di massimo entusiasmo e allegria, grazie anche all’animazione che ha preparato l’arrivo di Francesco; in un’atmosfera di grande famiglia, abbiamo celebrato la Pentecoste, con tanti momenti speciali e con la Corale che ha unito le voci con molti cori ritmici e tutta la gente. Caldo e rispettoso è pure stato il bagno di folla lungo le strade, che ha molto colpito il Papa, insieme alla bellezza della città arricchita da tanti fiori.
Hanno avuto un posto speciale in questa festa i più fragili, a partire da anziani, bambini malati e disabili, a molti dei quali papa Francesco è riuscito almeno a toccare teneramente la mano.
Tutto questo è stato possibile per la professionalità, la disponibilità e l’energia di tante persone e istituzioni, a cui va tanta gratitudine. L’audacia e l’intraprendenza tipica dei veronesi, che Francesco ha ricordato sabato in San Zeno, ha visto tutti lavorare nella stessa direzione e in un’unità concorde. Questo ha permesso che sia stato un momento pieno di felicità, non solo per chi l’ha vissuto in presenza, ma perfino per quelli che l’hanno seguito attraverso gli strumenti della comunicazione sociale. Di sicuro, la Pentecoste 2024 è destinata a lasciare una traccia anche in quelle che verranno.

* Vescovo di Verona

@FotoExpress - Francesco Grigolini

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