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Parliamo dell’amore vero

La verità, vi prego, sull’amore. È il titolo di una raccolta di poesie di W. H. Auden (1907-1973). Una frase che descrive bene la sua faticosa ricerca...

Parole chiave: Annalena Tonelli (1), Editoriale (374), Direttore (6), Luca Passarini (73), Amore (5)
Parliamo dell’amore vero

La verità, vi prego, sull’amore. È il titolo di una raccolta di poesie di W. H. Auden (1907-1973). Una frase che descrive bene la sua faticosa ricerca, ma che inchioda pure noi nella ricerca della verità su quello che Annalena Tonelli diceva essere “ciò che conta nella vita”. Proprio nella serata dedicata a lei, il 17 novembre (vedi art. a pagina 8), con Benini e Zuppi, si è parlato di amore come desiderio, dono di sé per gli altri, il fuggire la mediocrità e la futilità, l’agire nel silenzio e disposti al rischio di non essere capiti. Lo si è fatto proprio nei giorni in cui ancora una volta la cronaca ci ha inchiodato con “l’amore che non è”, come Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di polizia a Peschiera, chiama in un suo bel libro ogni violenza sulle donne. Bisogna fare qualcosa, insieme e bene, come istituzioni, comunità cristiane e singole persone; non possiamo più sottrarci dall’operare per una conversione integrale che apra a fraternità, rispetto, dignità, uguaglianza. Personalmente non mi permetto di presentarmi come colui che ha soluzioni semplici per un problema così complesso, ma pongo alcuni dubbi solamente riguardo la comunicazione.

Doveroso non tacere sulla violenza sulle donne e sui tanti temi che rischiano di essere nascosti da quella che il vescovo Domenico denuncia nella sua lettera pastorale come omertà e mutismo colpevole; ma siamo proprio sicuri che sia corretto che tutti ne parlino “quando va di moda”, per poi proporre abitualmente una comunicazione che si dimentica di dignità e cura?

Importante parlarne sui media, ma siamo proprio sicuri che la direzione giusta sia quella di indugiare su dettagli scabrosi, dichiarazioni a familiari sconvolti, consigli non richiesti?

Fondamentale che si affronti con decisione la questione anche nelle scuole, ma siamo proprio sicuri che un’ora di materia specialistica sia sufficiente ad aprire verso il vero amore (catechismo docet), tra l’altro dovendo prima chiarire che proposta si va a fare di persona, relazione, amore, piacere, sicurezza?

È necessario parlare di quello che “amore non è”, ma siamo proprio sicuri che non valga la pena ogni tanto parlare pure di “amore autentico”, sempre unito alla verità che fa liberi, che rischia di passare come impossibile?

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