Editoriale
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La reggia di Versailles e Verona Sud

Si narra che il Re Sole conoscesse benissimo i giardini della sua reggia e amasse mostrarli ai suoi ospiti in visite guidate per le quali fece perfino redigere una specie di guida turistica.
La scorsa settimana i giardinieri sono scesi in piazza chiedendo rispetto.

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Si narra che il Re Sole conoscesse benissimo i giardini della sua reggia e amasse mostrarli ai suoi ospiti in visite guidate per le quali fece perfino redigere una specie di guida turistica.
La scorsa settimana i giardinieri sono scesi in piazza chiedendo rispetto.
Proprio così. Sabato scorso si è svolta una manifestazione di cittadini che protestavano perché l’amministrazione sta rovesciando su Verona Sud una fiumana di cemento per costruire nuovi centri commerciali.
C’erano famiglie, nonni e bambini, ma anche giovani con cartelli, striscioni, tamburi e fischietti. Gente di Borgo Roma, Golosine, Tomba e Tombetta, del quartiere Zai e di Santa Lucia. Tutti a chiedere rispetto.
I progetti già autorizzati o in via di approvazione sono ormai noti. Si tratta anzitutto di due supermercati: un Esselunga di fronte alla Fiera e un Tosano in Via Forte Tomba. A cui si aggiungeranno il Bricoman in via Flavio Gioia, il centro commerciale Adigeo in Viale delle Nazioni con l’Interspar (altro supermercato). Per concludere con Eataly agli ex Magazzini Generali e il mega-progetto Ikea alla Marangona.
A fronte delle prevedibili conseguenze delle nuove strutture commerciali, destinate a portare 170mila movimenti veicolari in più al giorno in un’area tra le più inquinate della città, la gente chiede rispetto. L’assessore all’urbanistica Caleffi (tecnico) sostiene che i progetti previsti nel Pat per Verona Sud sono gli stessi pianificati anni prima dall’amministrazione del sindaco Zanotto e poi da quelle del sindaco Tosi.
Sarà. Purtuttavia val la pena sottolineare una piccola eccezione di metodo. L’allora assessore, il prof. Roberto Uboldi (di cui in dicembre ricorrono cinque anni dalla scomparsa) riteneva essenziale per la sua riuscita ciò che chiamava “la socializzazione del progetto” perché – sosteneva – “è la condizione per il suo decollo”. Ricordo la sua instancabile energia, le iniziative, gli incontri e le riunioni per coinvolgere tutti i soggetti su cui andava a ricadere il piano di riqualificazione urbano di Verona Sud. È venuto perfino in congrega per illustrare il progetto e confrontarsi con i preti della zona. Io c’ero. In termini di Dottrina Sociale della Chiesa tale approccio politico si chiama “partecipazione, corresponsabilità, condivisione, sussidiarietà…” insomma ha un sacco di nomi. I cittadini di sabato scorso lo hanno chiamato “rispetto”!
Le persone scese in strada hanno denunciato ancora una volta l’arrogante estraneità e l’insopportabile distanza della politica “rispetto” ai problemi quotidiani della gente.
E si pensa di giustificare il tutto ricorrendo al refrain della creazione di nuovi posti di lavoro (1.300 certo che non sono pochi!). Ancora una volta si pone surrettiziamente in conflitto il diritto al lavoro con il diritto alla salute. Pretesto furbesco e artificioso. Una grande panzana. Rimane che la distanza tra i luoghi dove si prendono le decisioni e la vita della gente è sempre più inaccettabile. È una tendenza che favorisce qualunquismo e populismo.
Si racconta infine, che per quanto monarca assoluto, anche il Re Sole ascoltasse le opinioni dei suoi giardinieri.

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