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Il nuovo volto dell'Arsenale

Presentato a Palazzo Barbieri il progetto di restyling dell'Arsenale austriaco, frutto di una partrnership tra Comune e privati, che godranno di una concessione cinquantennale (per un canone annuo di 60mila euro) a fronte di un impegno economico di 120 milioni di euro, in aggiunta ai 15 comunali. Oltre ad una parte commerciale, sorgeranno una scuola pubblica (infanzia e nido integrato), un auditorium da 450 posti e "la Città dei bambini e dei ragazzi"; un padiglione verrà destinato ad esposizioni museali mentre la corte centrale diventerà una piazza per eventi culturali di arte contemporanea, parzialmente ricoperta da un'architettura di vetro destinata nelle intenzioni a diventare un po' il simbolo del nuovo Arsenale.

Parole chiave: Arsenale (4)
Il nuovo volto dell'Arsenale

È stato presentato oggi a palazzo Barbieri il progetto di recupero e valorizzazione dell’Arsenale. Presenti il Sindaco Flavio Tosi; il presidente di Italiana Costruzioni, Attilio Maria Navarra; gli assessori all’Urbanistica, Gian Arnaldo Caleffi; ai Lavori pubblici, Edoardo Lana; all’Istruzione, Alberto Benetti; allo Sport, Alberto Bozza; il presidente della Terza commissione consiliare Francesco Spangaro.

«L’aspetto più importante del progetto proposto è la concretezza – spiega il Sindaco Tosi –. L’Amministrazione comunale precedente alla nostra si è arenata sull’irrealizzabile progetto dell’architetto Chipperfield, che prevedeva un costo per il recupero di oltre 80 milioni di euro. A chi ancora oggi sostiene che si può accedere a fondi europei e a fondi nazionali per realizzare un intervento di restauro come questo, rispondiamo che, oltre ad aver tentato tutte le strade in questo senso, siamo in grado di dimostrare che le cifre necessarie ad una completa riqualificazione non sono ipotizzabili attraverso quegli strumenti. Certo, con i 100 milioni di euro bloccati dal patto di stabilità, e quindi non utilizzabili, avremmo potuto provvedere da soli alla riqualificazione dell’Arsenale e anche ad altro. Ma se facciamo i conti con la realtà, ci si rende conto che l’unica strada percorribile è quella di questo progetto, che prevede un investimento da parte del Comune di 15 milioni di euro e da parte del privato circa 120 nel corso dei 50 anni di concessione, con una gestione che sarà tutta orientata al pubblico, con una parte commerciale ma anche una parte di verde, una parte coperta ed innovativa con spazi di aggregazione, una scuola dell’infanzia, spazi museali, spazi a disposizione della circoscrizione».

«È un progetto che consente di ampliare l’area pedonale del centro storico con ulteriori 41.500 mq di spazi pubblici – spiega l’assessore Caleffi – e che va nella direzione delle principali città europee, in cui la parte centrale dell’abitato è accessibile solo pedonalmente o con mezzi pubblici. È un recupero che offrirà alla città di Verona un importante elemento in più di attrazione turistica, grazie soprattutto all’aspetto progettuale più interessante, rappresentato dalla copertura in vetro della corte centrale, una particolarità unica nel panorama delle città italiane. Il Piano regolatore del 1972 prevedeva l’abbattimento dell’Arsenale: da allora sono passati molti anni, e molti progetti non realizzati. Oggi siamo in presenza di una proposta realizzabile, con un progetto di restauro che introduce interessanti elementi di novità per la valorizzazione e la fruizione pubblica del bene».
«Da anni come gruppo stiamo portando avanti queste tipologie di valorizzazioni – sottolinea Navarra – soluzioni di partnership pubblico/privato che riteniamo siano oggi l’unica vera possibilità per affrontare progetti complessi come il recupero di beni monumentali. Interventi di pregio su cui abbiamo creduto ed investito molto, concretizzando già in Italia i recuperi di Villa Reale di Monza e Villa Borromeo d’Adda ad Arcore ed ora, con questo terzo grande progetto, la fattiva riqualificazione dell’Arsenale. Fondamentale in queste soluzioni di progetto è comprendere fin dall’inizio come, al termine del suo percorso di recupero, il bene in oggetto sarà utilizzato e reinserito nel contesto urbano in cui si trova e, soprattutto, come sarà possibile farlo sostenere dal punto di vista economico-finanziario e sociale-culturale. Uno sviluppo progettuale, quindi, che punta alla realizzazione di una proposta sostenibile dal punto di vista economico e compatibile con l’esigenza del pubblico».

Il Progetto, proposto dall’Ati costituita dalle società Italiana Costruzioni e Na.Gest. Global Service e stimato in 45 milioni di euro, verrà realizzato utilizzando un modello di partnership Pubblico-Privata, secondo lo schema della Finanza di Progetto, con una durata della concessione pari a 50 anni.
Il Concessionario dovrà provvedere a sviluppare la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi, che verrà verificata e condivisa con l’Amministrazione e la Soprintendenza in via preventiva. Dovrà inoltre eseguire i lavori di bonifica, di recupero e riqualificazione dell’intero complesso, utilizzando il contributo pubblico disponibile, pari a 14,45 milioni di euro, nel rispetto del limite del 30% di cui al Nuovo Codice dei Contratti.

Come spiegato dai proponenti, il progetto di recupero vuole affermare l’importanza pubblica per la città sia per la valorizzazione delle volumetrie esistenti sia per quella degli spazi esterni dell’Arsenale, proponendo di costruire un sistema di sequenze di spazi pubblici (giardini, boulevard, corti, ecc.) che trovano al centro dell’Arsenale la realizzazione di un Parco dell’Arte Contemporanea. Particolare rilevanza riveste nel progetto la proposta di una grande architettura di vetro che copre parte del cortile interno della Corte Centrale e che si offre come spazio espositivo per l’arte contemporanea con installazioni, sculture, performances estemporanee ed eventi culturali all’aperto per tutto l’anno.

Nell’ambito del progetto l’Amministrazione comunale ha richiesto di realizzare:
una scuola pubblica dell’infanzia con un asilo nido integrato, rispettivamente per 60 e 20 bambini, attualmente mancante nel quartiere; un padiglione, aperto al pubblico e visitabile, dove collocare una parte delle collezioni del Museo di Storia Naturale, comprensivo di altri spazi complementari all’attività museale (laboratori, biblioteche, sezioni scientifiche, sezioni didattiche, spazi per attività formative e di studio).

Lo schema ipotizzato prevede che il Concessionario provvederà a:

a) sviluppare la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi di recupero e valorizzazione e le connesse analisi e indagini propedeutiche,

b) eseguire i lavori di restauro, recupero e riqualificazione, utilizzando contributo pubblico, capitale proprio e di debito necessario per garantire la completa copertura finanziaria del progetto,

c) gestire l’intero complesso per tutta la durata della concessione, nel rispetto dei vincoli e delle obbligazioni previste nello Schema di Convenzione.

In particolare, il Progetto prevede:

- il restauro della Palazzina di Comando con la realizzazione di un auditorium da 450 posti, di spazi per attività congressuali ed espositive, con il Salone delle Colonne e il Salone d’onore da 100 posti, bookshop con caffetteria-ristorante;

- la valorizzazione della Corte Centrale come piazza-giardino parzialmente coperta che si offre come spazio speciale per eventi culturali all’aperto per l’Arte Contemporanea. La nuova architettura di vetro diventerà l’elemento qualificante della Corte Centrale per far diventare l’Arsenale non più un luogo di attraversamento ma di “destinazione”: quindi un grande attrattore nella città antica, sia per i veronesi che per i turisti. Gli edifici 2 e 3 saranno restaurati e in parte ricostruiti laddove crollati o distrutti e ospiteranno spazi per piccole attività commerciali (massimo 11 esercizi singoli ed autonomi) ed esercizi pubblici (caffetterie e ristoranti).

- il restauro degli edifici della Corte Est (Edifici 20, 21, 22 e 23-24), che ospiterà una Scuola dell’infanzia costituita da una Scuola Materna per 60 bambini (Edificio 21) e da un Nido per 20 bambini, con un giardino dedicato. spazi per attività culturali ed espositive;

- i restanti corpi di fabbrica della Corte Est (Edifici 22 e 23-24) saranno destinati a attività ricreative e socio-culturali (la “Città dei bambini e dei ragazzi”). Una parte dell’edificio 23-24 e l’edificio 22 saranno destinati a servizi di bar-ristorazione ed attività commerciali integrati;

- il restauro degli edifici della Corte Ovest (Edifici 10, 11, 12 e 13), che ospiteranno Spazi Museali (Edificio 12) e Servizi direzionali (Edifici 10, 11 e 13);

- la sistemazione del verde e degli spazi pedonali all’interno della cinta muraria, con il restauro di quest’ultima, che saranno liberamente fruibili ai cittadini, e potranno ospitare eventi e manifestazioni nel corso di alcuni periodi dell’anno.

Alcuni dati di dettaglio:

Nel Progetto di Fattibilità approvato, il Comune prevede di destinare 14,85 milioni di euro a fronte di un investimento di circa 45,4 milioni di euro, che il Concessionario dovrà sostenere, oltre oneri di sviluppo e finanziari.

Il Comune “comparteciperà” quindi all’investimento coprendo circa il 29% del valore complessivo degli oneri connessi alla realizzazione del progetto. Il Concessionario dovrà reperire risorse finanziarie per complessivi 35,7 milioni di euro, parte con risorse proprie (cd. Equity), per circa il 30% e parte con risorse a debito, che dovranno essere rimborsate con la gestione degli spazi, con il mix funzionale individuato.

Il Concessionario dovrà sostenere, in media, su base annua, oneri per circa 1,8 milioni di euro, per la gestione e manutenzione del complesso immobiliare e degli spazi verdi riqualificati in modo da garantirne il regolare utilizzo e fruibilità per tutta la durata della Concessione e, alla scadenza della Concessione, riconsegnarle in ottimo stato ed in perfetta efficienza e funzionamento. A tali oneri si aggiungono gli impegni finanziari derivanti dal servizio del debito attivato per consentire la copertura finanziaria integrale del progetto. Considerando solo tali voci, per l’intero periodo di concessione gli impegni finanziari complessivi risultano superiori a 120 milioni di euro, senza considerare gli ulteriori oneri che dovranno essere sostenuti dal concessionario (management dell’operazione di sviluppo, oneri fiscali, imposte).

Oneri a carico dell’Amministrazione Comunale

Per i primi 30 anni di gestione, per gli edifici destinati a Spazi museali e Scuola d’Infanzia, l’Amministrazione sosterrà un corrispettivo di disponibilità annuo stimato in 430mila euro (oltre IVA e adeguamento inflattivo), che poi, dopo i primi 30 anni, si ridurrà a 120mila euro. Oltre tali costi l’Amministrazione avrà solo le utenze per i consumi che effettuerà negli Edifici che andrà ad utilizzare, stimati in circa 30mila euro/anno. Per tutta la durata della concessione, il Comune percepirà un canone di concessione di circa 60mila euro/anno (oltre adeguamento inflattivo). Le risorse pubbliche in fase di gestione rappresentano circa il 13,9% degli impegni finanziari della fase di gestione del complesso.

Le stime di costo per l’Amministrazione Comunale potranno essere migliorate in fase di gara in virtù della competizione fra concorrenti. L’avvio della procedura di gara di livello internazionale, con la pubblicazione dell’Avviso di Preinformazione, avverrà nel corso del mese di dicembre, mentre entro gennaio 2017 sarà pubblicato il Bando di gara. Alla gara sarà chiamato a partecipare, con il diritto di prelazione, anche il Promotore, che dovrà presentare delle offerte tecniche ed economiche migliorative rispetto a quelle poste a base di gara. 

È proprio il caso di dire: chi vivrà vedrà. Nel frattempo le polemiche non tarderanno ad accendersi.

Fonte: Comunicato stampa
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