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Un Arsenale di Arti, Relazioni, Scienze

Il progetto del nuovo Ars, completo di destinazioni d'uso, tempistiche e finanziamenti

Parole chiave: Riqualificazione (1), Amministrazione Sboarina (1), Arsenale (2), Città (6)
Un Arsenale di Arti, Relazioni, Scienze

Sull'Arsenale il dado è tratto. La Giunta ha approvato le destinazioni d'uso delle palazzine e il piano unitario di riqualificazione. L'intero complesso militare austriaco, 65mila metri quadrati, verrà restituito ai veronesi con la nuova veste di polo della cultura e dell'innovazione

Si chiamerà Ars district: Ars come Arsenale, ma anche come Arti, Relazioni e Scienze, ovvero gli elementi su cui si fonda l'intero progetto. Palazzo Barbieri stanzierà 27 milioni di euro nel prossimo triennio, con l'inizio del cantiere previsto per la seconda metà del 2020. A farla da padroni saranno il parco urbano e grande mercato coperto a chilometro zero, con tanto di ristoranti e 300 posti a sedere, sulla scorta di quello di Firenze visitato ogni anno migliaia di turisti. Ma l'Arsenale riqualificato sarà anche la nuova casa dell'Accademia di Belle Arti, l’ex Cignaroli che attualmente conta quasi 750 studenti spalmati su tre sedi, quella storica a palazzo Verità Montanari e due succursali in via Filippini e in via Dei Mutilati.

Sono queste, in sintesi, le novità presentate dal primo cittadino insieme al vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Luca Zanotto, e agli assessori all'Urbanistica Ilaria Segala, alla Cultura Francesca Briani e al Patrimonio Edi Maria Neri. Pochi giorni fa si è svolto un incontro proprio all'interno della storica struttura, a cui hanno partecipato anche il presidente dell’Accademia, Marco Giaracuni, e una delegazione di consiglieri comunali di maggioranza, fra cui Andrea Velardi – ideatore del nome Ars district e del progetto di rigenerazione della corte centrale – e Paola Bressan. Quest'ultima è presidente della commissione temporanea Arsenale che nei mesi scorsi ha accolto le idee, una sessantina, elaborate dagli enti e dalle associazioni veronesi, e le ha sintetizzate nel nuovo Ars district. Sboarina l'aveva istituita dopo la revoca del project financing ereditato dalla precedente Amministrazione, cancellato perché ritenuto troppo commerciale.

«L'Arsenale – ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina – diventerà polo di innovazione artistica, tecnologica e alimentare. Questo progetto organico di recupero, frutto di un anno di confronto con la città, prevede che l'intera struttura rimanga pubblica e che possa essere vissuta ogni giorno da cittadini e turisti per diverse attività». Vediamole in dettaglio.

La palazzina di comando, all'ingresso del compendio, sarà collegata direttamente con Castelvecchio e avrà funzione museale. Vi saranno allestite le collezioni selezionate di botanica, zoologia e preistoria conservate, ma non visibili, fra il museo di Storia Naturale e lo stesso Castelvecchio. In più l'edificio ospiterà le biblioteche specializzate dei due musei, ciascuna di 60mila volumi, e spazi per servizi, laboratori e caffetteria.

La corte est sarà dedicata alla tradizione del mercato coperto e della botteghe artigiane, mentre la struttura antistante diventerà uno spazio per eventi.

Nei 5mila metri quadrati della corte ovest troverà collocazione l'Accademia di Belle Arti, mentre sarà messa in vendita la sede di palazzo Verità Montanari che è di proprietà del Comune e in concessione a titolo gratuito. «Attualmente quello stabile ha destinazione urbanistica “servizi” – fa sapere l'assessore Neri –. Stiamo aspettando una risposta dall'università, a cui abbiamo proposto l'acquisto dell'edificio per ampliare il confinante dipartimento di Giurisprudenza, che ha bisogno di ampliarsi. Se l'ateneo non sarà interessato, valuteremo di variare la destinazione d'uso a “turistico-ricettivo”. Tutto il ricavato della vendita sarà destinato alla ristrutturazione della corte ovest dell'Arsenale».

La corte centrale sarà la «rock star», come l'ha definita Velardi, dove si concentreranno i servizi e le funzioni destinate ai giovani. Fra gli altri, una foresteria di 2mila metri quadrati con laboratori d'arte, spazi per coworking e ristorante, un parco giochi coperto attrezzato in stile playground e una nursery. Ci sarà anche una galleria dedicata all'arte urbana e di strada, in previsione della candidatura di Verona a capitale della cultura per il 2021.

Il recupero procederà per lotti. Sono quattro quelli individuati: palazzina di Comando con destinazione museale, di cui si occuperà il Comune; corte ovest affidata all'Accademia che ha in mente un restauro reversibile; corte centrale e corte est messe a bando. Il parco urbano è un luogo a sé, lì la priorità è la bonifica del verde per renderlo fruibile prima possibile. Con la sua esplanade di 5mila metri quadrati e la breccia nel muro novecentesco che lo collega a viale Della Repubblica – e idealmente a tutto il quartiere di Borgo Trento –, sarà il cuore dell'Arsenale rigenerato.

Zanotto chiarisce le tempistiche. «Entro fine settembre si concluderanno i cantieri con gli interventi provvisionali sulle coperture. Per quanto riguarda il primo lotto di restauro conservativo delle coperture, entro quest'anno individueremo il progettista, mentre la progettazione definitiva ed esecutiva sarà realizzata l'anno prossimo, la gara d'appalto a inizio 2020 e l'avvio del cantiere nella seconda metà di quell'anno. Nel frattempo, procederemo con la progettazione generale del restauro: entro la prima metà dell'anno prossimo faremo la gara per la progettazione definitiva ed esecutiva che sarà avviata nella seconda metà del 2019».

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