Editoriale
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Cara scuola buona ripresa

All’avvio di un anno scolastico singolare, che mette in trepidazione e in ansia il ministero dell’Istruzione, le varie dirigenze scolastiche, il corpo docenti, le famiglie, oltre che gli alunni che ne sono i protagonisti, come Vescovo della Diocesi di Verona desidero esprimere tutta la mia vicinanza e comprensione...

Parole chiave: Scuola (56), Editoriale (243), Mons. Giuseppe Zenti (222)

All’avvio di un anno scolastico singolare, che mette in trepidazione e in ansia il ministero dell’Istruzione, le varie dirigenze scolastiche, il corpo docenti, le famiglie, oltre che gli alunni che ne sono i protagonisti, come Vescovo della Diocesi di Verona desidero esprimere tutta la mia vicinanza e comprensione.
Dopo sette mesi di stand by dalle lezioni scolastiche in presenza, da pochi giorni si sta sperimentando un ritorno in classe adeguatamente equipaggiati per una avventura del tutto inedita. Non è detto preventivamente negativa. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo modo di essere protagonisti del percorso scolastico. Nessuno nelle retrovie. Tutti in prima fila. Tutti carichi di senso di grande responsabilità gli uni verso gli altri. Formati giorno dopo giorno al senso sociale civile, che fa crescere e maturare in grande la coscienza dell’essere, proprio come classe, un corpo sociale, in cui nessuno è marginalizzato o osteggiato. Di conseguenza, tutti i componenti della classe, alunni, docenti, dirigenti, famiglie, si impegnino a creare un ambiente culturale educativo, antidoto sicuro contro il bullismo, il più pericoloso Covid antisociale, in grado di distruggere una intera classe.
Il rientro in classe, dopo una forzata e troppo lunga assenza, sia una occasione singolare per dare un giro di boa alle relazioni interpersonali tra tutti i componenti, improntate a rispetto, fiducia, stima, confidenza, collaborazione, corresponsabilità, nell’auspicio che abbiano il sopravvento sull’egoismo, sull’individualismo, sulla autoreferenzialità.
Allora in classe si respira un’altra aria. E gli alunni stessi, con i loro docenti, attendono con serenità e gioia di ritornare in classe. Ogni giorno. Mi permetto solo due suggerimenti. Uno agli alunni: date ai docenti la soddisfazione di prepararsi adeguatamente, constatando che la loro fatica è valorizzata e apprezzata. E uno ai genitori: siate collaborativi. Ne va del bene-essere dei figli, dei docenti e della vostra stessa famiglia.
Vi seguo con simpatia. Da amico. Consapevole del mio ruolo di responsabilità educativa, che richiede di entrare in sistema con la varietà di competenze. L’anno scolastico 2020/21 è in mano di tutti insieme e di ciascuno. Sia sotto il profilo della salute, la cui salvaguardia non può non stare a cuore, sia sotto quello della docenza e dell’apprendimento, sia sotto quello della socializzazione.
Si può prevedere la complessità di questo anno scolastico. Facciamo gli scongiuri perché non sia travagliato al punto da subire interruzioni. Possa tradursi per tutti in una palestra permanente al senso della corresponsabilità, in modo che ogni scolaresca dia prova di maturità sociale.
Con i miei migliori auguri. Più che “In bocca al lupo”, preferisco dire a tutti: “Mettete le ali d’aquila” all’impegno personale e all’entusiasmo di classe.

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