Condiscepoli di Agostino
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Gli aforismi di Agostino nel De Trinitate

De Trinitate, cioè il Trattato sul Mistero della Trinità, fa parte della trilogia delle grandi opere di Agostino, assieme alle Confessioni e alla Città di Dio...

Parole chiave: Mons. Giuseppe Zenti (306), Vescovo emerito di Verona (19)
Gli aforismi di Agostino nel De Trinitate

De Trinitate, cioè il Trattato sul Mistero della Trinità, fa parte della trilogia delle grandi opere di Agostino, assieme alle Confessioni e alla Città di Dio. Di queste due ultime opere già abbiamo cercato di individuare i principali aforismi, per scoprirne il valore. D’ora in poi ci daremo la possibilità di gustare i principali aforismi contenuti nel Trattato sul Mistero della Trinità. Prima però di immergerci negli aforismi, è opportuno una breve introduzione dell’intera opera. È costata ad Agostino più di vent’anni per la sua dettatura, che ad un certo punto voleva smettere, a causa di una sottrazione dei libri già scritti, forse ad opera di un suo monaco, per farli pubblicare ancor prima che l’opera intera fosse portata a compimento, come voleva Agostino. Il quale se ne irritò. E, come detto, sospese la dettatura. In che senso? Nell’antichità era abitudine da parte degli autori di non scrivere di proprio pugno il testo, ma concentrandosi con la mente e passeggiando per la stanza, dettavano il loro pensiero. Comunque, su pressione dell’amico vescovo primate di Cartagine Aurelio, continuò l’opera e la portò a compimento. In quindici libri.

Essa è suddivisa in due parti. I primi sette libri sono dedicati alla ricerca dei testi trinitari nella Bibbia, ma, ovviamente, quasi in modo esclusivo, nel Nuovo Testamento. Su questi testi riflette e mette in risalto il senso profondo dell’unità di Dio, in quanto vi è un solo Assoluto di essere, Dio, appunto. Ma, una volta attestata l’unità di Dio come Assoluto di essere, Agostino insiste sul fatto che tale Assoluto è vissuto dal Padre come fonte dell’essere, dal Figlio generato dal Padre, distinto da Lui, ma uguale a Lui, e dallo Spirito Santo che, in un colpo di genio, definisce “l’abbraccio del Padre e della sua Immagine, cioè del suo Figlio”.

Negli altri otto libri, Agostino analizza il senso più autentico dell’espressione biblica “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”. Se, però, l’uomo è immagine, pur nella somiglianza, di Dio, in quella immagine ci dovranno essere delle segnalazioni del Mistero trinitario. Agostino va alla ricerca dei segni di Dio Trinità dentro l’essere dell’uomo, rintracciandone le principali analogie. Intravvede, ad esempio, l’analogia con la Trinità nella triade che si riscontra dentro l’uomo: memoria, pensiero, amore. L’analogia più evidente è data dalla triade: Colui che ama, Colui che è amato, l’Amore!

Un po’ alla volta entreremo nel pensiero di Agostino sul mistero dell’amore trinitario. E ne verremo inebriati.

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