Condiscepoli di Agostino
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Dio ha creato dal nulla cielo e terra nel suo Verbo

Il tema della creazione non può non interessare ogni essere umano, fino ad affascinarlo. Nonostante le ricerche e le scoperte della scienza, ne sappiamo gran poco, rispetto all’immensità sconfinata della realtà esistente...

Parole chiave: Mons. Giuseppe Zenti (317), Vescovo emerito di Verona (26)

Il tema della creazione non può non interessare ogni essere umano, fino ad affascinarlo. Nonostante le ricerche e le scoperte della scienza, ne sappiamo gran poco, rispetto all’immensità sconfinata della realtà esistente. Quello degli scienziati è ancora il balbettio di un infante. Non ci resta che incoraggiarne l’impresa. Affronta l’argomento anche Agostino nel libro XII delle Confessioni. Egli parla esattamente della creazione dal nulla. Ecco alcune affermazioni interessanti: “C’eri Tu e il nulla e da questo nulla hai creato il cielo e la terra” (Confessioni 12,7.7). La creazione dal nulla! Precisa, infatti, Agostino la materia informe originaria non l’ha tratta da sé: “Hai creato il cielo e la terra, ma non da Te, altrimenti sarebbero uguali al tuo Unigenito, e quindi uguali a Te” (Ivi). Di fatto, Dio ha creato dal nulla cielo e terra attraverso il suo Verbo che è la sua Sapienza: “Nel principio che è da Te, nella tua Sapienza, che è nata dalla tua sostanza, hai creato qualcosa dal nulla” (Ivi). Interessante il fatto che Agostino, appellandosi alla Scrittura, ha evidenziato questa fase della creazione, quella cioè della materia informe. Una sorta di materia da big bang! E solo di conseguenza, dalla materia caos, Dio, sempre attraverso il suo Verbo, ha dato origine al cosmo, all’armonia dei cieli e della terra: “Tutto già era, tanto da essere in grado di ricevere una forma” (Confessioni 12, 8.8). Preciso il fatto che il termine forma sta ad indicare l’insieme dei lineamenti che rendono inconfondibile una realtà nella propria identità. E prosegue: “Tu, infatti, Signore, hai creato il mondo da una materia informe, un quasi nulla che ha creato dal nulla, per formare (cioè dare forma) da essa grandi cose, che noi, figli degli uomini, ammiriamo” (Ivi). L’uomo mostra la sua saggezza nel riconoscere l’artefice del cielo e della terra e, nell’ammirarne la bellezza armoniosa, lodarne Dio! C’è di che stupirsi del cielo: “Veramente mirabile è questo cielo che Tu hai creato” (Ivi). E la terra! Una meraviglia: “La terra stessa da Te creata era materia informe, in quanto era invisibile e disordinata e le tenebre erano sopra l’abisso (Cfr. libro della Genesi). E da questa terra invisibile e disordinata, da questa realtà informe, da questo quasi nulla dovevi poi creare tutte le cose di cui questo mondo mutevole consta e non consta, nel quale appare la stessa mutabilità che dà la possibilità di percepire e misurare i tempi, in quanto il tempo deriva dalle mutazioni delle cose, dal variare e dal succedersi delle forme” (Ivi). Sorprende la creazione della materia informe dal nulla. Ma soprattutto siamo sospinti ad ammirare, oranti e riconoscenti, la creazione di un universo e di una terra che si sono trasformati, e si stanno trasformando, nella linea di una armonia da ecosistema che lascia incantati. È l’ecosistema metafisico divino che sta a parametro di ogni altro ecosistema.

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