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Il giallo è tornato di moda tra bugie, segreti e gelosie

Glass Onion - Knives out
(Stati Uniti, 2022)
Regia: Rian Johnson
Con: Daniel Craig, Edward Norton, Janelle Monáe, Kathryn Hahn
Durata: 139 minuti
Valutazione Cnvf: consigliabile/brillante/problematico

Parole chiave: Glass Onion - Knives out (1), Film (105), Cinema (101)
Il giallo è tornato di moda tra bugie, segreti e gelosie

Il genere giallo, senza elementi di thriller, sembrava un po’ sorpassato. Negli ultimi anni, invece, ha ritrovato spazio: il remake di Assassinio sull’Orient Express (2017), Knives OutCena con delitto (2019), Assassinio sul Nilo (2022) e ora Glass Onion – Knives out.

Sembra anche che Daniel Craig, dopo aver lasciato il ruolo di agente segreto di sua maestà britannica, si sia particolarmente divertito nel nuovo ruolo di Benoit Blanc, arguto e sagace investigatore. Si trova a gestire, infatti, un nuovo caso decisamente alla sua altezza.

Un esaltato miliardario, Miles Bron (Edward Norton), organizza, su un’isola greca, l’annuale raduno della cerchia degli amici più stretti: la sua ex socia in affari Cassandra Brand (Janelle Monáe), la governatrice del Connecticut Claire Debella (Kathryn Hahn), lo scienziato Lionel Toussaint (Leslie Odom Jr.), l’ex modella diventata stilista Birdie Jay (Kate Hudson), la sua l’assistente Peg (Jessica Henwick) e l’influencer attivista per i diritti degli uomini Duke Cody (Dave Bautista) con la sua fidanzata Whisky (Madelyn Cline). Per qualche strano motivo, arriva sull’isola con gli invitati anche Benoit Blanc. Quella che doveva essere una finta “cena con delitto” si trasforma in un vero giallo. L’investigatore, quindi, dà il meglio di sé nello scoprire bugie, segreti e gelosie dei diversi personaggi. Una sceneggiatura che, come dice il titolo, sembra una cipolla: non perché faccia piangere, ma perché durante tutto lo scorrere del film approfondisce e porta alla luce diversi tratti dei caratteri della compagnia presente sull’isola, come fossero strati che vengono rimossi: dall’iniziale superficialità si giunge all’interiorità.

Anche se la scrittura non è del livello dei romanzi di Agatha Christie, comunque il risultato finale è sorprendente. In una confezione di tutto rispetto con un cast stellare, una coloratissima e luminosa ambientazione greca, un delitto per niente banale da risolvere, diversi momenti divertenti e leggeri, si può intravvedere anche qualcosa di più. Il tratto di ironia e critica rispetto alla contemporaneità, infatti, non passa inosservato: dal miliardario eccentrico alla governatrice di uno Stato, dall’influencer alla stilista. Un racconto che prende di mira inconsistenze e ipocrisie delle persone che, per diversi motivi, si mettono in mostra. Individui che, giunti al successo, sono debitori nei confronti di coloro che hanno reso possibile l’acquisizione di privilegi. Il risultato, però, non può che essere un “delitto corale”: in una tale situazione, chiunque potrebbe avere il movente e cercare l’occasione per sferrare il colpo fatale.

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