A spasso con il cane
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Lungo la Via della lana da Cazzano al Vicentino

Recuperato un antico percorso tra boschi, ciliegi e vigneti. Un itinerario che permette di riscoprire un antico mestiere, offrendo scorci splendidi e sentieri immersi nel verde...

Parole chiave: La via della Lana (1), A spasso con il cane (67), Cazzano (3), Val d'Illasi (1)
Lungo la Via della lana da Cazzano al Vicentino

Un itinerario che permette di riscoprire un antico mestiere, offrendo scorci splendidi e sentieri immersi nel verde. Insieme al nostro cane, con un’adeguata attrezzatura da trekking, andiamo a percorrere una parte dell’antica Via della lana, percorso turistico di recente realizzazione che interessa i territori di sei Comuni nella parte orientale del Veronese e nella Lessinia, tra la val Tramigna e la valle d’Illasi. L’itinerario, lungo ben 48 chilometri e mezzo, attraversa e coinvolge i Comuni di Soave, Cazzano, Illasi, Tregnago, Badia Calavena e Selva di Progno, che in diverse fasi hanno provveduto, anche con il sostegno del Gal, al recupero di vecchi sentieri, mulattiere, percorsi sterrati, creando quindi una rete in grado di collegare territori molto diversi con l’intento di valorizzare un’antica tradizione e promuovere così un turismo sostenibile.
La Vecia Via della lana, come è stato ribattezzato il percorso, permette di riscoprire il sentiero che un tempo veniva utilizzato dai pastori e dagli abitanti delle contrade e dei paesi per trasportare la lana grezza negli stabilimenti della vicina valle del Chiampo. Una volta ritirate, poi, le matasse di lana venivano riportate alle donne che lavoravano ai ferri e confezionavano maglioni, berretti, calze e sciarpe con cui i soldati si scaldavano al fronte, oltre che per l’utilizzo domestico. Ma il sentiero era utilizzato largamente anche per la transumanza: vacche e soprattutto pecore si spostavano durante l’estate ad alta quota, per l’alpeggio, per poi rientrare a valle con l’accorciarsi delle giornate e il calo delle temperature, nel corso di vere e proprie feste della transumanza che coinvolgevano l’intera comunità.
Possiamo arrivare sul territorio di Badia Calavena e imboccare il percorso dove preferiamo. Si trovano segnalazioni chiare e semplici e in diversi punti il percorso è anche contrassegnato con il simbolo bianco e rosso dei sentieri Cai. Superata la località Rancani, dove possiamo vedere anche la bellissima chiesetta della Maternità di Maria, possiamo fare una breve sosta presso il parco della pala eolica. Lì, dopo circa 500 metri saremo alla base di questa pala, in un’area denominata Peper Park, il parco delle rinnovabili. Un cartellone sul ciglio della strada spiega la funzione di questo aerogeneratore, sul cui impatto ambientale si è discusso spesso ma che vede larghissima diffusione in molte parti del mondo.
Proseguendo sulla strada asfaltata, arriveremo a un piccolo spiazzo dove parcheggiare l’auto. A destra e a sinistra si vedrà un tratto della Vecia Via della lana. Passeggiando sul percorso noteremo come i sentieri bianchi si alternino a tratti pavimentati in cemento, che permettono di camminare in sicurezza. In questa parte dell’itinerario il paesaggio è di grande suggestione e la vista potrà spaziare sulle vallate e montagne vicine. In base al tempo e all’allenamento si potrà proseguire lungo il percorso e osservare i grandi cambiamenti di paesaggio: se in certi punti camminiamo immersi nel bosco, in altri tratti si cammina tra i ciliegi della vallata di Tramigna e infine costeggiando i vigneti delle colline di Soave. E con un po’ di attenzione si potranno osservare anche le coltivazioni di fiori dalle preziosissime proprietà, come la lavanda e l’iris, di cui si contano diverse specie native proprio della Lessinia, utilizzati per la produzione di olii essenziali di enorme valore.
Volendo, per gli amanti dei picnic, sono disponibili diversi punti di sosta forniti di tavoli e panchine. Questi sono ben visibili dalla strada e sono muniti anche di cartellonistica dove sono illustrate le specie animali e vegetali di questa area della Lessinia, ma anche gli uccelli, i funghi commestibili, i frutti selvatici. Fanno parte, infatti, della rete di percorsi didattico-ricreativi nel Comune di Badia Calavena. Che, unita alla strada della lana, rappresenta un incentivo in più per attirare visite di escursionisti con ricadute positive anche per le trattorie, cantine, b&b della zona, tutti pet-friendly. Se resta del tempo e la giornata lo permette, si potrà proseguire in direzione di Sprea e Bolca, località a poca distanza e note rispettivamente per il giardino di Don Zocca, con le sue erbe officinali, e il museo dei fossili. Luoghi, anche questi, di grande suggestione e bellezza.

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