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Quelle spaccature tra noi cattolici

La vittoria di Joe Biden alle presidenziali statunitensi avrebbe dovuto porre fine ad una campagna elettorale massacrante (in senso letterale)...

Parole chiave: Editoriale (260), Joe Biden (2)

La vittoria di Joe Biden alle presidenziali statunitensi avrebbe dovuto porre fine ad una campagna elettorale massacrante (in senso letterale). Ora alla Casa Bianca sta per entrare il nuovo inquilino, ma c’è ancora quello vecchio che non ha nessuna intenzione di traslocare. Gli avvocati di entrambe le parti sono in gran fermento con le carte bollate; ne sentiremo parlare ancora a lungo, purtroppo. Tutto questo è come un’istantanea della spaccatura profonda nell’elettorato a stelle e strisce. Il repubblicano Donald Trump, uomo d’affari istintivo e populista, e il democratico Joe Biden, politico navigato e molto esperto, esprimono due universi culturali opposti. Il clima politico è ulteriormente avvelenato dall’insorgere di una forte conflittualità sociale caratterizzata da scontri razziali. Infine l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha contribuito notevolmente nel determinare il peggior scenario elettorale che si potesse immaginare (ne parliamo a pag. 11).  E pensare che nelle intenzioni originarie di questa grande nazione c’era la mission (quasi un mandato divino) di essere un faro di civiltà e giustizia per tutti gli uomini.
Sono questioni americane, ma hanno riflessi anche da noi, di natura economica per cominciare e poi militare e geopolitica. In questa bagarre anche i cristiani non sono stati esempi fulgidi di pace e riconciliazione, se è vero, come dicono le cronache, che in qualche chiesa nel momento in cui è stata pronunciata una preghiera dei fedeli che invocava l’aiuto del Signore per la nuova amministrazione, metà dei fedeli ha abbandonato l’assemblea liturgica. Specificatamente il cattolicesimo degli Stati Uniti non è monolitico e lo dimostra il diverso modo di pensare e di mostrare la propria religione di numerosi personaggi di entrambe la parti. Avere un candidato cattolico non ha dunque garantito il sostegno degli elettori cattolici. Rovesciando la medaglia, le statistiche dicono che quando si tratta di questioni politiche “sensibili” (aborto, immigrazione, diritti delle minoranze) i cattolici sono spesso più allineati con il loro partito politico che con gli insegnamenti della Chiesa. Roma e il Papa appaiono lontani per tanti americani. Noi, che invece ce li abbiamo vicinissimi, siamo incamminati ugualmente sulla stessa strada.

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