A spasso con il cane
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Qui rimane un ricordo dell’antica Pianura Padana

Ci dirigiamo a sud-ovest di Verona, dove a circa 25 chilometri dalla città, ai confini con la provincia di Mantova, si potrà visitare una parte del piccolo Comune di Erbè, insediamento di origine medievale. In questa zona della provincia si trovano i Comuni riuniti nel Consorzio Pro loco “Le Risorgive”...

Parole chiave: Erbè (3), Parco dei due Tioni (1), A spasso con il cane (61), Silvia Allegri (46)

Ci dirigiamo a sud-ovest di Verona, dove a circa 25 chilometri dalla città, ai confini con la provincia di Mantova, si potrà visitare una parte del piccolo Comune di Erbè, insediamento di origine medievale. In questa zona della provincia si trovano i Comuni riuniti nel Consorzio Pro loco “Le Risorgive”: qui il territorio è contraddistinto dalla presenza di due fiumi, il Tartaro e il Tione che, segnando le linee naturali di confine tra Mantova e Verona, sono sempre stati al centro di interessi politici e soprattutto economici, come testimoniano le numerose strutture difensive lungo le loro rive. Le risorse idriche di questa zona sono state dunque determinanti anche nel ridisegnare il paesaggio dal punto di vista morfologico e abitativo, e le deviazioni dell’acqua per mezzo dei canali hanno permesso un costante drenaggio che ha dato vita nei secoli a colture di grandissimo valore, prima fra tutte quella del riso, affiancata adesso anche da quella di zucche e meloni.
Per arrivare ad Erbè si può attraversare il territorio di Isola della Scala, o in alternativa proseguire lungo la strada Statale 12 e poi svoltare a destra, in via Madonna, all’altezza delle indicazioni per Erbè. Subito all’angolo si potrà osservare come il paesaggio si trasformi e come la presenza dei corsi d’acqua abbia dato una forte impronta anche all’architettura delle corti e degli edifici circostanti, immersi in questa zona in una fitta vegetazione. Proseguendo lungo via Madonna e poi via Castelletto, si arriva a Erbè e si seguono le indicazioni per il Parco dei due Tioni. Si può parcheggiare l’automobile nello slargo ben segnalato fuori dall’ingresso.
Per entrare nel bel parco urbano, istituito nel 1993 e che si estende per 8 ettari lungo il corso del fiume Tione vecchio e del Tione nuovo creando con la sua diramazione, in forma simbolica, un’isola, si varca il cancello e si noterà proprio di fronte la struttura che ora è sede della Pro loco, luogo di feste, sagre ed eventi sportivi, mentre nell’adiacente area verde subito dietro l’edificio si trovano un campo da calcio e un piccolo parco giochi.
Sempre all’ingresso, ma alla propria sinistra, si potranno notare anche due monumenti che costituiscono una vera chicca specialmente per gli appassionati di automobilismo: il primo è opera dello scultore Fulvio Sandri, detto Cassan, e fu realizzato nel 1983 per ricordare la morte prematura del pilota di Formula 1 Gilles Villeneuve. A commissionare l’opera fu il Club Ferrari Erbè, poi rinominato appunto Club Ferrari Gilles Villeneuve Erbè.
Accanto alla scultura è stato installato, nel 2006, un modello di aereo F104 ASA-M Starfighter, donato dall’Aeronautica militare italiana in ricordo della sfida tra le monoposto di F1 e gli aerei a reazione, avvenuta il 21 novembre 1981, e durante la quale Villeneuve fu il pilota più applaudito.
Superato il parco giochi si arriva a un ponticello di cemento che ci conduce nel cuore del parco, un fitto bosco che conserva le caratteristiche della vegetazione presente nella Pianura Padana prima che questa fosse drasticamente ridotta dalle opere di bonifica. In questa zona umida, dove è anche stato predisposto un percorso della salute di circa due chilometri e che vede dunque la presenza di molti sportivi soprattutto durante il fine settimana, si potranno osservare la vegetazione e i numerosi animali che vivono nelle zone di pianura e scelgono questa zona incontaminata come dimora: dagli aironi ai piccoli uccelli acquatici, dagli anfibi agli insetti.
Percorso tutto il sentiero, si ritorna al parco giochi e qui si potrà fare una sosta rinfrescante sulle panchine all’ombra dei grandi alberi. Si procede quindi nella direzione del ponte che oltrepassa il ramo principale del Tione, una zona molto ben curata e suggestiva, anch’essa immersa nel verde. Dopo poche centinaia di metri si arriva di fronte a un piccolo gioiello che è tipico esempio di architettura minore in ambiente rurale: la pieve romanica di Santa Maria Novella di Erbedello (qui sopra), un tempo nucleo abitativo confinante con Erbè. La pieve, ignorata dagli storici dell’arte per secoli, è stata citata dallo studioso Carlo Cipolla nel Foglio periodico della Prefettura di Verona del 1882. Risalente al IX secolo, presenta un interno interamente affrescato, un insieme eterogeneo di riquadri, prevalentemente votivi e dedicati soprattutto a Maria, opere di differenti artisti girovaghi e che si inseriscono in un arco di tempo che va dalla fine del Duecento alla metà del Quattrocento, momento storico di intensi contatti con altre province venete e lombarde. La pieve non è aperta al pubblico se non negli orari di preghiera indicati all’ingresso; per visitarla si possono chiedere informazioni alla Pro loco.
Oltrepassata la pieve, si può fare ritorno percorrendo nuovamente il parco oppure, in alternativa, rientrare alla nostra auto lungo le vie del paese. Uscendo dall’area del parco, si noterà come l’edificio sacro volti le spalle alla strada, con le sue case in linea secondo i dettami urbanistici della pianura, mentre la facciata principale è rivolta ai campi attraversati dal fiume.

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