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Didattica a distanza per i corsi Cestim per minori stranieri

Già iscritti 460 ragazzi alla sessione estiva. I laboratori sono realizzati da circa 50 operatori

Parole chiave: Lezioni (1), Lingua (1), Scuola (60)
Didattica a distanza per i corsi Cestim per minori stranieri

Le attività del Cestim non si fermano nemmeno con l’arrivo dell’estate. Si svolgeranno dal 6 al 31 luglio i corsi estivi del Centro studi immigrazione: quasi un mese di laboratori di italiano L2 dedicati ad alunni stranieri della scuola primaria e secondaria.
Quest’anno per la prima volta, dopo quanto sperimentato con l’emergenza Covid-19 e visto l’obbligo del distanziamento sociale, rispetto alle aule tradizionali sarà privilegiata la modalità della didattica a distanza: la videoconferenza è un’ulteriore tappa nell’evoluzione di questa modalità formativa che il Cestim porta avanti con successo ormai da vent’anni e che ha favorito il coinvolgimento nel tempo di oltre 10mila alunni. Ideato come percorso linguistico limitato alla città scaligera, un anno dopo l’altro il progetto di supporto linguistico a studenti immigrati ha interessato sempre più giovani, scuole e operatori fino a estendersi alla provincia di Vicenza.
I ragazzi già iscritti alla sessione estiva sono 460: c’è chi deve imparare l’italiano da zero, chi deve perfezionarne la conoscenza o comunque mantenersi in allenamento in attesa di ritornare sui banchi di scuola a settembre. «I laboratori, che coinvolgeranno circa 50 operatori, sono realizzati con istituti scolastici di Verona e provincia. I corsi, come sempre sostenuti dalla Fondazione San Zeno, si tengono per quattro giorni alla settimana suddivisi tra lezioni di lingua italiana e altre attività laboratoriali e di approfondimento», sottolinea il direttore del Cestim Matteo Danese. «Pur nella modalità a distanza – prosegue – si vuole mantenere il carattere di laboratorio creativo che contraddistingue i corsi estivi del Cestim».
Così come la creatività, pure la continuità è importante nel percorso dell’apprendimento di una lingua straniera. Lo dimostra la storia della studentessa quindicenne Leticia, tra i circa 80 iscritti ai doposcuola del Cestim che hanno di recente sostenuto (rigorosamente online e a distanza) gli esami di terza media. Racconta che l’emozione più grande della prova superata è stata poter raccontare di sé e della sua crescita personale, dei cambiamenti che l’hanno fatta maturare in fretta dopo il trasferimento dal Brasile all’Italia avvenuto nel 2018. «Ho voluto iniziare il mio esame mostrando la fotografia che ho scattato la sera prima della mia partenza – spiega –. Mi ricordo bene cosa provavo in quel momento: ero triste perché stavo lasciando i miei amici e la mia famiglia, ma ero emozionata e curiosa per quello che mi aspettava».
Non è solamente questione di essere supportati nello studio, nel preparare i compiti e le interrogazioni. Imparare a trovare le parole giuste, soprattutto quando ci si esprime in una lingua diversa dalla propria, aiuta a oltrepassare le barriere geografiche e a sentirsi meno soli nel Paese in cui si è scelto di vivere. «L’uso della lingua è anche questo», fa notare Danese. È quella condivisione di pensiero che permette di gettare solide basi per una convivenza serena. A partire da un principio che caratterizza l’impegno dell’associazione: «Dare la dignità a tutti di essere liberi di essere quello che si è. Da una parte offrendo la possibilità di esprimersi, dall’altra fornendo gli strumenti per farlo». L’insegnamento di una lingua è sempre mediato dal linguaggio del corpo e dalla prossimità, condizioni che la didattica a distanza non consente. Per questo negli ultimi mesi la sfida è stata ancora più ardua, sia per gli operatori che per i ragazzi che si sono trovati a che fare con difficoltà quali la mancanza della connessione a internet, dei dispositivi tecnologici o di un adeguato supporto da parte della famiglia.
Gli interventi di supporto linguistico e i doposcuola del Cestim sono realizzati nell’ambito del progetto “Primo, imparare bene la lingua!” sostenuto dalla Fondazione San Zeno e “Prevenzione educativa di comunità” supportato dalla Fondazione Cariverona e sono realizzati grazie anche all’8x1000 della Chiesa Valdese. 

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