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«C’è salvezza per le giovani generazioni»

di REDAZIONE
Lo scrittore Daniele Mencarelli in dialogo con oltre 200 ragazzi 

«C’è salvezza per le giovani generazioni»

di REDAZIONE
«C’è salvezza per le giovani generazioni». Ha parlato con franchezza lo scrittore Daniele Mencarelli intervenuto l'11 marzo, nell’Aula Magna dell’Istituto Alle Stimate, davanti a oltre 200 studenti. Ad affiancarlo: Jessica, trentaduenne che per quattro anni ha vissuto in una casa di accoglienza e adesso è mamma; poi Eugenio Stalteri, genitore affidatario e insegnante, che ha moderato l’incontro organizzato dalla sezione veneta dell’Associazione Famiglie per l’Accoglienza.
Era l’evento inaugurale della mostra ”Non come ma quello: la sorpresa della gratuità” visitabile fino a domenica negli spazi espositivi di Sala Birolli, in via Macello a Verona. Alle 20.45, l’appuntamento era al Teatro Stimate (in piazza Cittadella) per la presentazione alla cittadinanza dell’esposizione, dove Mencarelli è tra gli artisti coinvolti. Con lui, hanno partecipato: Luca Sommacal, presidente nazionale di Famiglie per l’Accoglienza; mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona; l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Verona, Luisa Ceni.
Tanti i temi affrontati da Mencarelli, autore di romanzi autobiografici – tra cui “La casa degli sguardi” e “Tutto chiede salvezza” (che ha liberamente ispirato una serie televisiva di successo) – nelle cui pagine affonda lo sguardo dentro l’animo inquieto delle giovani generazioni, a partire innanzitutto dalla propria esperienza personale. L’amore verso se stessi, che aiuta ad amare gli altri. L’esperienza del dolore, da affrontare con sincerità e coraggio in quanto parte sostanziale della vita. L’accoglienza del prossimo, come atto eversivo in una società ormai troppo digitalizzata. Contro il fenomeno delle “baby gang” propone una contro-narrazione: «È vero che questi fenomeni esistono ma credo siano sempre esistiti. Siamo noi per primi attraverso la narrazione che facciamo della vita dei ragazzi, dei loro valori e delle loro capacità a non doverli sminuire e avvilire. Credo molto nelle nuove generazioni e, dopo aver incontrato dal vivo oltre 100 mila ragazzi, posso dire che spesso sono migliori dei loro genitori», spiega Mencarelli. Anche la fragilità può essere un elemento positivo, secondo lo scrittore: «Per noi nativi analogici, era impensabile parlare di certe cose. Per le giovani generazioni la fragilità è un tema da esporre, condividere, spezzare. Questo può essere un bene enorme. Evidentemente serve una presenza adulta capace di farla fiorire e diventare qualcosa di costruttivo, attraverso la parola». Il mondo degli adulti ha un diritto-dovere: «Riprendere gesti e abitudini, a partire da uno sguardo o dall’arte dell’incontro, per ricordare che senza l’altro non riusciamo a esistere e sopravvivere. Senza l’alterità, non siamo nulla».

La mostra Non come ma quello: la sorpresa della gratuità” è stata ideata nel 40° anniversario della costituzione di Famiglie per l’Accoglienza. Presentata al Meeting per l’Amicizia tra i popoli di Rimini nel 2022, è stata apprezzata da migliaia di visitatori. Il progetto artistico nasce con l’intento di mostrare che l’accoglienza e la gratuità sono il modo vero di rapportarsi tra le persone e di contribuire a superare il clima di indifferenza e solitudine accentuati ancor più dalla pandemia. A 14 noti artisti di varie discipline (scrittori, poeti, attori, fotografi, musicisti, pittori, scultori) è stato proposto di trascorrere del tempo con altrettante famiglie dell’Associazione, condividendo la quotidianità e raccontando poi attraverso la propria arte quanto visto e vissuto. Insieme alle opere esposte, pannelli e audiovisivi aiutano a scoprire i sentimenti che hanno guidato l’artista nel processo creativo. 
Uno spazio è dedicato alla storia dell’Associazione, con brevi testimonianze. Un incontro tra la gratuità e la bellezza, per documentare che la passione per l’uomo si trasmette non solo nel “come” dell’accoglienza ma in “quello” che ne è all’origine. Un pensiero che si può sintetizzare nell’installazione di Matteo Negri “(Approssimativamente) Mille stelle e oltre”, diventata il simbolo dell’esposizione. Una luce che illumina il buio: indica una strada che permette di vivere le circostanze faticose con uno sguardo positivo, nella certezza che esiste sempre una possibilità di ripartenza. Così le ferite possono diventare presagio di una rinascita.
La mostra gode del Patrocinio di Comune di Verona, dell’Ulss 9 e Diocesi di Verona. È stata realizzata con la collaborazione di 1^ Circoscrizione del Comune di Verona, Associazione Rivela, Associazione Amici Casa San Benedetto e Studio Impresa Professionisti Associati.

Orario di apertura: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 22; il sabato e la domenica, dalle 9 alle 22. Ingresso libero. Sarà possibile visitare la mostra su prenotazione attraverso il seguente link: https://buytickets.at/famiglieperlaccoglienza/1130531
Per maggiori informazioni scrivere a: noncomemaquello@gmail.com.

(Fonte: Comunicato stampa)

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