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A Bovolone i bersaglieri hanno una via e (di nuovo) una iscrizione

di FABIO TOMELLERI

La targa era andata distrutta: ora ricorda il loro valore

Parole chiave: Bersaglieri (1), Bovolone (10)
A Bovolone i bersaglieri hanno una via e (di nuovo) una iscrizione

di FABIO TOMELLERI

Davanti all’ospedale di Bovolone c’è un monumento un po’ strano. Si tratta di una struttura complessa, fatta di lastre verticali in cemento armato e travature in ferro che può anche essere percorsa al suo interno. Un bassorilievo e una iscrizione ricordano ai passanti che si tratta del monumento ai Bersaglieri che la cittadina del mobile dedicò ai “fanti piumati” il 20 settembre 1987. Ben prima di tale data, tuttavia, il Comune della Bassa aveva dedicato una via ed una targa ai soldati bovolonesi che avevano indossato la divisa dalla storica specialità di fanteria dell’Esercito italiano: in origine era formata da soldati addestrati al tiro con fucili di precisione da cui derivò il nome di “bersaglieri”.
Nei primi anni Settanta, infatti, l’amministrazione municipale inaugurò nella contrada di San Pierino, che allora si stava espandendo grazie ai capannoni sempre più numerosi dedicati alla nascente industria del mobile, la via del Bersagliere con tanto di insegna recante una lunga dedica a questi militari. Tale tabella, realizzata in marmo, con il passare degli anni andò più volte distrutta, a causa dei veicoli che accidentalmente finivano contro tale insegna. Di volta in volta il Comune provvedeva a raccogliere i frammenti di questa insegna e la ripristinava.
Ad un certo punto, tuttavia, la targa non fu più sostituita, tanto che per molti anni è rimasta la sola lapide con l’intestazione della via mentre il riquadro sottostante è rimasto inesorabilmente vuoto. Tuttora, navigando su internet, cliccando su via del Bersagliere a Bovolone, si può notare lo “scheletro” metallico dove un tempo era inserita l’insegna. La “scomparsa” di tale iscrizione commemorativa era passata inosservata ai più. A tutti tranne che agli iscritti della sezione bovolonese “Amedeo Bezzetto” dell’Associazione nazionale bersaglieri (Anb), sodalizio guidato da Giorgio Beltrame che conta in città una sessantina di iscritti. A loro la vista del supporto stradale vuoto faceva venire in mente quando, una cinquantina di anni fa, tale tabella era stata inaugurata in pompa magna. I bersaglieri bovolonesi, supportati dal presidente provinciale dell’Anb, Marco Cavallaro, che pure risiede nel quartiere di San Pierino, hanno quindi iniziato le ricerche per poter riprodurre l’antica targa perduta. Soltanto frugando nei cassetti dei ricordi sono riusciti a trovare alcune immagini dell’epoca, che ritraggono proprio i rappresentanti dell’associazione bovolonese il giorno dell’inaugurazione dell’iscrizione.
Sono quindi riusciti a riprodurla, con tutte le parole al loro posto che sono state nuovamente lette domenica 14 novembre, alle 11.30, quando l’insegna, stavolta realizzata in materiale infrangibile, è stata scoperta alla presenza del sindaco Orfeo Pozzani, di Beltrame, di Cavallaro e di alcune decine di rappresentanti delle 12 sezioni dell’Anb veronese con tanto di medagliere provinciale del sodalizio. Il ripristino della targa ha costituito il momento più importante della festa provinciale dei bersaglieri, ospitata nel capoluogo bovolonese, che ha incluso la Messa di commemorazione di tutti i “fanti piumati” deceduti, celebrata nella serata di sabato 13 nel “duomo”. In tale occasione sono stati pure ricordati i due bersaglieri di Bonavigo, Giancarlo Pavan ed Ercole Quinto, morti il 26 novembre del 1976 in Sardegna, dopo essere stati travolti da un’auto nel corso di un addestramento militare. Per i bersaglieri bovolonesi, la cui sezione fu aperta nel maggio del 1953, poter rivedere l’insegna con i versi dedicati a loro è stato un po’ come tornare indietro di mezzo secolo: “Io vorrei che ogni mattina giungesse all’orecchio di ogni italiano lo strepito veloce e baldanzoso della fanfara dei bersaglieri. Nella giornata di ogni italiano ci sarebbe così qualche lacrima in meno e qualche sorriso in più...”.
Sempre nel rione di San Pierino, a poche centinaia di metri dalla strada dedicata ai “fanti piumati”, un’altra strada ricorda Amedeo Bezzetto: il bersagliere di Bovolone caduto il 23 agosto del 1942 sul fronte russo e del quale non furono mai ritrovati i resti mortali. A lui fu attribuita la medaglia d’argento al valor militare e venne intitolata la sezione Anb di Bovolone. 

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