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La Grotta di Lourdes trova il suo spazio grazie ai giovani

di LINO CATTABIANCHI

Attorniata dall'edera "tenace come la fede"

Parole chiave: Lourdes (5), Bussolengo (5)
La Grotta di Lourdes trova il suo spazio grazie ai giovani

di LINO CATTABIANCHI
Significativo passaggio di consegne della Grotta di Lourdes, ora sul marciapiede davanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore e un tempo nel bròlo della canonica.
«Nel 90º anniversario della costruzione del capitello, risalente al settembre del 1931 – spiega il parroco don Diego Righetti –, i giovani del gruppo “Come il pane band” della parrocchia di Santa Maria Maggiore hanno risistemato la grotta e ricordato questa importante pagina di storia della nostra comunità parrocchiale e civile, vedendo nel gesto compiuto dai giovani di quasi un secolo fa un passaggio di testimone. Dai giovani del 1931 a quelli di oggi risuona intatto e forte l’invito a non aver paura, ad essere con la vita e con le azioni intrepidi testimoni di fede e di carità».
La storia ci riporta al settembre del 1931, a due anni dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio del 1929 che sancirono la “Conciliazione” tra l’Italia e il Vaticano, dopo la rottura delle relazioni nel 1870, con l’entrata dei bersaglieri italiani in Roma attraverso la breccia di Porta Pia. La grotta della Madonna di Lourdes di Bussolengo fu inaugurata e benedetta in un clima politico difficile e via via più restrittivo. Il 26 maggio 1931, infatti, il governo aveva deciso lo “scioglimento di tutte le associazioni giovanili non dipendenti direttamente dal Partito Nazionale Fascista e dall’Opera Nazionale Balilla”.
Come tutte le altre organizzazioni giovanili cattoliche, anche l’Associazione cattolica di Bussolengo venne chiusa: le bandiere e i vessilli furono confiscati o bruciati; i documenti e gli elenchi degli iscritti furono sequestrati. In questa dura situazione di contrapposizione, l’Azione cattolica di Bussolengo, rimasta ben radicata nonostante la repressione, decise di compiere un gesto forte di testimonianza cristiana e di coraggiosa sfida.
Non le fu concesso un luogo pubblico e fu scelto allora il “bròl” della Canonica, cinto dal muro che partendo dall’attuale comando della Polizia locale arrivava fino alla torre dell’acquedotto. Iniziò così la costruzione della grande grotta dedicata alla Madonna di Lourdes. Il 27 settembre 193 il parroco di allora, don Angelo Bacilieri inaugurò e benedisse la grotta.
Tutta l’Azione cattolica, i giovani, gli uomini, le giovani e le donne deposero la statua e, ai piedi della grotta, piantarono simbolicamente l’edera, tenace e sempreverde. L’edera diventò così il simbolo della fede che, pur provata dalle difficoltà, resiste. «È la stessa edera – precisa don Righetti – che dal 1931 ancora oggi si arrampica e continua a proteggere la grotta».
In occasione della benedizione don Pietro Silvestrini, detto el maestrìn, compose un’ode celebrativa intitolata “Exultemus”, una strofa della quale viene riportata dalla targa a lato della grotta.

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