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Un’immensa liquidità

Durante questi mesi la percentuale di reddito risparmiato dalle famiglie occidentali è sostanzialmente raddoppiata. E non è una bella notizia

Parole chiave: Risparmio (3), Liquidità (2), Economia (63)
Cassetta salvadanaio (foto: Marcato Baffner - Saargemund. Raccolta Clerici. www.carloclerici.com)

Novantamila miliardi di euro. Questa dovrebbe essere la somma della liquidità in circolazione in questo momento nel pianeta (e per liquidità s’intende contante e ciò che può essere facilmente e velocemente reso liquido). Con il criterio del pollo di Trilussa, sarebbero 10mila euro a testa per ogni essere umano, se non sapessimo perfettamente che c’è chi mangia due cosce e chi sta di lato a guardare. Ma la cifra rende l’oceano di denaro che si aggira tra banche, Borse, intermediari finanziari e altro. Più di quanto l’intero pianeta produca come ricchezza in un anno, misurata in Pil.
Alla liquidità andrebbero aggiunti gli strumenti finanziari di medio-lungo periodo, gli immobili che nel caso italiano quasi pareggiano a valore la stessa liquidità, certi metalli preziosi… Ma soffermiamoci sui contanti perché hanno una storia recente, in quanto a dimensioni.
Dopo la crisi del 2008, le banche centrali di mezzo mondo (quello che mangia il pollo) hanno abbassato il costo del denaro verso lo zero, se non oltre, con lo scopo di inondare appunto di liquidità le economie in affanno. Lo fecero gli Stati Uniti, seguì l’euro di Mario Draghi, la sterlina inglese, lo yen giapponese, certe monete più esotiche. Il tutto doveva promuovere gli investimenti e i consumi, per innescare quel circolo virtuoso che al massimo porta un po’ d’inflazione.
Ebbene, il circolo non è sostanzialmente partito come si sperava, di inflazione nemmeno l’ombra (brutto segno se non c’è: i consumi sono fermi), molti denari erogati sono finiti direttamente al sicuro come fieno messo in cascina da parte di una media borghesia mondiale che si è molto spaventata.
I posti di lavoro stanno cambiando pelle e in buona sostanza stanno calando; i figli faticano a trovare occupazione; il welfare è in costante restrizione mentre l’aspettativa di vita si allunga… Infine il Covid, maledetto. Durante questi mesi la percentuale di reddito risparmiato dalle famiglie occidentali è sostanzialmente raddoppiata, toccando punte da record proprio in Italia. E non è una bella notizia perché siamo nella spirale opposta a quella agognata: meno consumi, meno investimenti, meno lavoro.
Permane il fiume di liquidità, che ora va “asciugato” perché potenzialmente dannoso: qual è la ricchezza sottostante che ne determina il valore? Si pensi alla carta moneta venezuelana.
Intanto tutti quei soldi cercano disperatamente sfoghi, rischiando di provocare immense bolle speculative. Ecco l’assalto ai mattoni (ma solo quelli “buoni”); a qualsivoglia titolo di Stato anche di repubbliche delle banane; ecco le Borse ai massimi livelli non tanto perché le aziende vanno bene, ma perché continua ad affluire nuova liquidità in cerca di occasioni.
Ora i banchieri centrali devono trovare un Covid per la liquidità che elimini quella superflua non intaccando quella buona. Mossa rischiosissima che nessuno vuole fare per primo. Ma tutti sanno che va fatta. Attendiamo il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Fonte: Sir
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