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Una vita low-cost

di NICOLA SALVAGNIN

Da una parte c’è un boom di acquisti di prodotti a minore costo unitario (pasta soprattutto, più 20% in un anno; quindi riso, pane, legumi in scatola); dall’altra, un rimodellamento della composizione della nostra borsa della spesa

Parole chiave: Povertà (31), Low cost (1), Borsa della spesa (1), Consumi (3), Economia (120), Rincari (2)
Carrello del supermercato vuoto davanti ad un frigo-vetrina pieno

di NICOLA SALVAGNIN

Ci sono i mille prodotti nuovi lanciati in una nota fiera agroalimentare tenutasi a Parma. Ci sono gli oltre 100mila posti di lavoro stabilizzati in più registrati di recente. C’è la continua crescita dei risparmi – cioè della liquidità in banca – degli italiani. Buone notizie, eppure qualcosa non va per chi vive nelle pieghe più nascoste e strette di questo strano momento.
Non sono solo le Caritas e le altre associazioni caritatevoli a segnalare un continuo crescere delle richieste di aiuto. Non è un caso che il Governo abbia deciso di regalare 200 euro ai possessori di redditi medio-bassi. I dati Nielsen sulla composizione del nostro carrello della spesa segnalano un dato chiaro e inequivocabile: acquistiamo sempre di più prodotti a basso costo.
Da una parte c’è un boom di acquisti di prodotti a minore costo unitario (pasta soprattutto, più 20% in un anno; quindi riso, pane, legumi in scatola); dall’altra, un rimodellamento della composizione della nostra borsa della spesa. Soffrono i prodotti più costosi (crolla il pesce fresco, quindi prosciutto crudo e bresaola, formaggi…) a vantaggio di salame e mortadella, carne in scatola, carne di pollo e suino… Insomma si compra quel che ci si può permettere.
Segnale inequivocabile che per alcuni milioni di italiani la situazione economica sta peggiorando. E gli indiziati sono quelli di cui meno si parla in generale: i pensionati, oltre 9 su 10 saranno destinatari del bonus governativo. Redditi fissi (e spesso bassi) che hanno dovuto affrontare lo tsunami del rincaro dell’energia. Al raddoppio delle bollette elettriche e del metano hanno fatto fronte tirando la cinghia in ogni modo.
Molte multiutilities energetiche hanno approntato un piano di rateizzazione, di diluizione dei pagamenti; alcune amministrazioni locali sono intervenute a sostegno delle fasce più bisognose proprio nelle bollette (si veda l’esempio virtuoso del Comune di Treviso); sta crescendo il fenomeno della vendita della nuda proprietà delle abitazioni, un modo per conservare un tetto avendo a disposizione la liquidità che serve ad affrontare una vecchiaia con meno problemi.
Insomma ci si adatta. Prova ne è il boom di vacanze prenotate in Italia e nelle località vicine. Sacrificare le ferie no, ma anche quelle devono essere low cost. Il minaccioso autunno ci sta aspettando.

Fonte: Sir
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