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Alla scoperta di due chiesette di Mezzane

Sabato 7 luglio, alle 18.30 a San Cassiano, una visita guidata con l'associazione "I Ruini"

Parole chiave: Perle da scoprire (1), Mezzane di Sotto (1), Devozione (1), San Cassiano (1), Turismo (16), Chiese (4), Est Veronese (2), Provincia (13)
Alla scoperta di due chiesette di Mezzane

Due testimonianze antiche di devozione. Due chiesette sconosciute ai più: sant’Ambrogio e san Cassiano, a Mezzane di Sotto. Della prima non resta nulla, se non il sito originario, nella sorgente del rio Dugal; la seconda, invece, si è ben preservata, grazie alla presenza di un convento e alla cura dei residenti della corte in cui è situata.

A rispolverare la memoria di questi due siti d’interesse ci ha pensato la ricerca condotta da Germano Burro, insegnante di Lettere e storico locale, che ha ricostruito tassello dopo tassello le vicende delle due chiese nel libro “Il duello”, fresco di stampa. Spulciando gli archivi parrocchiale e diocesano, l’autore ha messo insieme i documenti che testimoniano la presenza, lunga secoli, di queste due realtà. 

«Si tratta di due chiese molto diverse – spiega Burro –. La cappella di sant’Ambrogio si trovava sopra a una risorgiva e oggi sopravvive solo nella toponomastica, perché la maggior parte delle persone non sa che lì un tempo esisteva una chiesa. L’oratorio di San Cassiano, invece, ha lasciato una traccia più solida ed è ancora ben visibile nell’omonima contrada». 

Non si sa per certo come mai la chiesetta di sant’Ambrogio sia caduta in rovina. Oggi, guardando le verdi acque della sorgente del Dugal, in località Sulvago, vengono in mente tante ipotesi. Il primo riferimento storico della chiesa risale al 1.185: la capelam sanctii Ambrosii in curia Mezane è citata in una bolla di papa Lucio III. Il tempietto, probabilmente localizzato su un sito romano (forse su un tempio dedicato a Giove), fu costruito dai monaci benedettini di Badia Calavena, che contavano anche questo territorio fra i loro possedimenti. Avevano pure un mulino, che sfruttava le acque del rio: quello, invece, è rimasto ed è identificabile nell’Antico mulino Sartori, tuttora funzionante in località Villa (lo si pensava risalente al 1589, in realtà è ben precedente). Proprio l’acqua e l’umidità potrebbero essere all’origine del degrado della chiesa; le varie visite pastorali cinquecentesche attestano infatti numerose infiltrazioni. I vari passaggi di proprietà – dalla famiglia Frassalasta alla Maffei – non ne frenarono il declino, divenuto irrimediabile nel Seicento.  

Di tutt’altro esito è la storia di san Cassiano, l’oratorio “gemello” eretto sulla dorsale a est di Mezzane. Immerso nei vitigni, oggi come ieri, il piccolo edificio sacro si può far risalire intorno all’anno Mille: viene citato in un documento del 1091, come ecclesiam sancti Cassianied era legato al monastero veronese dei santi Nazaro e Celso. «Nel XIII secolo san Cassiano conosce una fase di autonomia, in cui arriva perfino a contrapporsi alla sua matrice urbana; in questo processo si trovano alcune figure significative, come l’eremita Sofia – ricostruisce Burro –. Altra peculiarità di san Cassiano è di essere stata una comunità religiosa mista, poi soppressa nella seconda metà del Duecento». 

La proprietà religiosa del nucleo originario prosegue nei secoli successivi, fino alla fine del ’700, quando l’ondata napoleonica travolge molti enti monastici. Ma è solo nel Seicento che, grazie all’intervento della famiglia Sartori, il piccolo luogo di culto viene salvato dalla decadenza. Il suo stato, ai giorni nostri, appare ben preservato: all’interno è conservata una tela settecentesca, raffigurante una Vergine con Bambino, affiancata dai santi Francesco e Cassiano.

Il prossimo 7 luglio sarà possibile visitare la chiesetta, a partire dalle 18.30. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’azienda agricola San Cassiano, è promossa dalla neonata associazione culturale “I Ruini”, di cui fa parte anche l’autore del volume. «L’idea è di far conoscere il territorio di Mezzane coinvolgendo le realtà locali, come abbiamo fatto il 14 giugno per la chiesa di sant’Ambrogio, raccontata alla pizzeria La Fonte insieme all’Antico mulino Sartori», precisa Burro. A margine della visita sarà possibile acquistare il volume (il costo è di 12 euro), disponibile anche on line sui principali siti di e-commerce o all’edicola Pittondo di Mezzane.

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