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A Gazzo decolla una nuova realtà che mette insieme sei parrocchie

di FRANCESCO OLIBONI
Partita nel 2019, sta ora strutturandosi per affrontare le "piaghe" della pandemia 

Parole chiave: Gazzo (3), Caritas (56), Verona (210)
A Gazzo decolla una nuova realtà che mette insieme sei parrocchie

di FRANCESCO OLIBONI

Nasce una nuova Caritas nella Bassa veronese e nasce ai confini con la Lombardia, in un Comune molto esteso sul territorio come Gazzo Veronese e comprendente ben sei parrocchie: Gazzo appunto, quindi Correzzo, Maccacari, Pradelle, Roncanova e San Pietro in Valle. Il logo, ancora in fase di ultimazione, richiama proprio tutte e sei le chiese che oggi compongono due unità pastorali con due diversi parroci: tre comunità con don Michele Fiore e altre con don Renato Perusi.
La nuova Caritas interparrocchiale è nata proprio su iniziativa di don Michele Fiore ad inizio 2019: «Quando sono arrivato in questa nuova realtà – racconta il parroco – mi sono subito chiesto cosa si poteva fare per i poveri di questa zona, per tutto il vicariato. Poi è arrivata la pandemia, che da un lato ha rallentato la partenza del progetto Caritas zonale, ma dall’altro ha dato un incentivo in più: famiglie in difficoltà, senza lavoro, bollette e affitti da pagare. I poveri bussavano alla porta delle nostre comunità e c’era bisogno di intervenire. Così abbiamo pensato di cercare volontari sul territorio e di chiedere aiuto alla Caritas diocesana veronese. Fortunatamente il vicario di Isola della Scala-Nogara, don Roberto Bianchini, aveva proposto un corso di formazione proprio di Caritas Verona in loco, e alcune persone delle nostre parrocchie vi hanno partecipato con entusiasmo. Proprio da questo nucleo di persone è partita l’iniziativa».
Il nome della nuova realtà, Caritas San Giovanni Calabria di Gazzo Veronese, è un chiaro segnale di territorialità e desiderio di aiutare: «Un santo – spiega don Michele – che è di Verona e che rappresenta la carità cristiana». Tra i primi volontari, due oggi hanno un ruolo fondamentale: Davide Fracca, braccio destro di don Michele Fiore alla presidenza, e Paola Bisoffi, organizzatrice e segretaria della Caritas locale: «Ma siamo un gruppo fantastico – spiega Fracca – dove nessuno si conosceva prima di questa iniziativa, dove si stanno mettendo insieme le capacità e le conoscenze di ciascuno; ma è soprattutto un gruppo di una ventina di persone che rappresenta tutte le comunità e quindi che conosce bene il territorio e le sue esigenze».

Prima di noi
«Questa zona di Verona – continua Fracca – una volta era povera e tante persone presenti hanno vissuto in prima persona difficoltà economiche. E infatti stiamo parlando di famiglie oggi molto attente alle povertà, sensibili a questo tema, con un occhio di riguardo in più verso chi è nel bisogno: quando abbiamo detto “partiamo”, tutta la zona ha accolto positivamente la proposta». A Gazzo Veronese è presente da anni un gruppo San Vincenzo, «con il quale abbiamo iniziato a collaborare fin da subito, come pure con tutte le altre realtà di volontariato del territorio».

I passi per partire
«Fin dall’inizio – racconta Paola Bisoffi – le iniziative sono state due: creare rete sul territorio e formarci come volontari. Così è stato organizzato più di un incontro con il Comune di Gazzo: l’assistente sociale da subito si è dimostrata disponibile alla collaborazione e anche il sindaco ci ha dato fiducia e a sua volta si è messo a disposizione per qualsiasi esigenza. Poi abbiamo voluto riproporre il corso di Caritas diocesana direttamente qui a Gazzo, dove abbiamo partecipato tutti. E questo, oltre ad essere un’importante opportunità formativa, è servito a farci sentire ancora più gruppo, ad aumentare l’affiatamento. In un modo del tutto spontaneo, stiamo diventando una vera e propria famiglia senza campanilismi. Artefice di tutto ciò? Senza dubbio don Michele, un vulcano pieno di idee che cerchiamo di seguire in tutte le sue iniziative. Ma un grande grazie va anche a tutta Caritas diocesana veronese che ci è stata davvero molto vicina e anche adesso è sempre presente in caso di necessità».
Oggi
«Siamo partiti con il Centro di ascolto – spiegano i due volontari – e abbiamo scelto come sede l’ex canonica di Correzzo, disabitata, ma anche idonea alle nostre necessità: è un ambiente riservato, nascosto, che rispetta la dignità delle persone che non vogliono farsi vedere in difficoltà. Dalla porta principale si entra per il Centro di ascolto, sul retro invece avviene l’eventuale distribuzione di cibo per chi ne avesse bisogno. Anche per gli orari di apertura, abbiamo scelto momenti dove il traffico di persone sia minimo: l’obiettivo è quello di rispettare il più possibile la dignità di chi viene in cerca di aiuto». Un numero di telefono dedicato, una mail, la possibilità di bussare anche al parroco, non è difficile raggiungere la Caritas di Gazzo: «Sul territorio ci conoscono ancora in pochi, d’altronde siamo partiti da un paio di settimane, ma anche grazie alla stretta collaborazione con i servizi sociali siamo sicuri che chi è difficoltà troverà presto risposta».
E domani?
«Nel 2022 – spiega don Fiore – siamo partiti con un progetto di distribuzione di cibo e medicinali per le famiglie che ne hanno bisogno, in collaborazione con i servizi sociali del Comune. Vogliamo cercare di affrontare il tema della distanza tra i vari paesi dell’unità pastorale, perché per alcune persone le distanze sono un limite. Abbiamo poi in cantiere due progetti: uno per gli anziani, molti dei quali in queste zone sono soli visto che i figli sono lontani per lavoro. E un altro per i più piccoli, per proporre forme di aggregazione, anche con l’ausilio di figure professionali, per essere una presenza in questo periodo di post pandemia e di isolamento. Nel frattempo, continuiamo con il Centro di ascolto, con la risposta ai bisogni che ci vengono segnalati dal Comune e con il lavoro di animazione pastorale verso l’aiuto al prossimo». «E poi – conclude Davide Fracca – aspettiamo tempi migliori post-pandemia per inaugurare ufficialmente la nostra Caritas San Giovanni Calabria!».
Spazio ai sogni
Davide Fracca: «Che non sia un fuoco di paglia. Ora siamo partiti e c’è entusiasmo, ma è la costanza l’aspetto più importante. Non sono le persone che fanno la carità, ma è la carità che forma le persone». Paola Bisoffi: «Un sogno riguarda il nostro gruppo di volontari. Perché questa ricchezza spontanea di talenti, generosità e condivisione possa continuare senza sosta, coinvolgendo sempre più persone». Don Michele Fiore: «Il Papa continua a lanciarci messaggi sull’attenzione verso gli ultimi. La nostra speranza è che attraverso la carità, Gazzo Veronese con le sue sei parrocchie possa crescere di più come comunità e anche nell’ambito dell’ecclesialità». Per sostenere concretamente le iniziative della neonata Caritas di Gazzo Veronese, è possibile fare una donazione a: Banca Etica S.c.p.a.  Ag. 18 – Verona - Iban:  IT 40 Z 05018 11700 000017091380 - Causale: Caritas Gazzo Veronese; intestato a Associazione di Carità San Zeno Onlus, con agevolazione fiscale. 

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