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Legnago. I ricordi finiscono on line per ricordarci come eravamo

Le vecchie immagini si possono vedere on line mostrano una Legnago con un aspetto ben diverso dall’attuale. Si può anche interagire aggiungendo racconti personali da allegare alle immagini

Parole chiave: fondazione Fioroni (1), Legnago (9), Storia (10)
Cartolina con l'antica Piazza Vittorio Emanuele II

Se la gente non viene al museo, il museo va dalla gente. In tempi di restrizioni legate all’emergenza Coronavirus, la Fondazione “Fioroni” di Legnago, nell’impossibilità di tener aperti al pubblico le proprie collezioni storiche e il suo ricco archivio di documenti e immagini d’epoca, ha deciso di fare di necessità virtù. Si intitola infatti “Borghi nella (nostra) memoria” il progetto lanciato on line dai responsabili dell’ente culturale fondato nel 1958 dalla “signorina” Maria Fioroni, studiosa e benefattrice cittadina scomparsa nel 1970.
L’iniziativa sul filo dei ricordi, promossa dalla Fondazione attraverso la propria pagina Facebook e il sito internet www.fondazione-fioroni.it, punta a far emergere direttamente dalla memoria dei residenti della città e, più in generale, della Bassa, aneddoti e testimonianze riguardanti il passato dei quartieri legnaghesi (gli antichi “borghi”), prima che le devastazioni della Seconda Guerra mondiale e del successivo boom economico cambiassero radicalmente i connotati e la vita nei vari rioni. Pertanto la Fondazione ha messo a disposizione degli internauti collegamenti on line a materiale fotografico d’epoca e informazioni tratte dai propri archivi, allo scopo di facilitare l’ispirazione per i racconti individuali.
«Purtroppo – spiega Federico Melotto, direttore della Fondazione Fioroni – il museo e l’annesso archivio dovranno rimanere chiusi al pubblico fino a nuovo ordine. Parimenti abbiamo dovuto sospendere tutte le nostre iniziative culturali già in programma. Per questo abbiamo deciso di attivarci con questa proposta “virtuale”, che ci consentirà di riallacciare i rapporti con la cittadinanza».
Melotto rimarca come la Fondazione abbia preferito adottare una formula diversa rispetto alle attività in rete di altri enti culturali: «Non volevamo proporre su Facebook la solita visita guidata o soluzioni simili. Se è vero che ora tutti quanti non possiamo spostarci fisicamente dalle nostre abitazioni, nessuno può tuttavia impedirci di viaggiare con la nostra fantasia e di sfruttare i nostri ricordi». «Pertanto – prosegue il direttore – abbiamo pensato di “far uscire” la gente dalle quattro mura di casa con la propria immaginazione e di renderla protagonista della nuova offerta culturale».
A partire da lunedì 23 marzo, i responsabili del progetto hanno iniziato a pubblicare sulle pagine Facebook della Fondazione e dell’ufficio Informazioni e accoglienza turistica (Iat) della Pianura veronese, riferimenti ad angoli storici della città, alternando una piazza a una via.
In base alle istruzioni fornite on line dalla “Fioroni”, gli utenti da casa potranno scrivere brevi racconti legati ai siti proposti. «Di ciascuna strada o piazza – prosegue Melotto – i commentatori potranno scegliere l’insieme o un singolo particolare, come un monumento, un palazzo storico o una chiesa. In questo modo potremo costituire assieme alla cittadinanza un prezioso archivio di racconti che avranno come protagonista Legnago e la sua comunità».
I partecipanti dovranno spedire i propri testi all’indirizzo e mail: museo@fondazione-fioroni.it. I contributi scritti potranno essere di due tipi: o un testo breve, al massimo di tremila battute, che colleghi uno scorcio della città a ricordi personali, testimonianze dirette, storie di vita e sensazioni; oppure un racconto strutturato più lungo, fino a 10mila caratteri, incentrato sempre su storie di vita ed esperienze personali legate alle varie zone di Legnago.
«Se il materiale raccolto sarà sufficiente – annuncia Melotto – a emergenza finita organizzeremo una serata in cui illustreremo e premieremo i racconti migliori». Il direttore non esclude che i testi possano finire in una pubblicazione: «Il titolo dell’opera potrebbe essere Legnago: una comunità vista da noi».
Il primo “spunto” pubblicato on line riguarda l’attuale piazza della Libertà. Tale spazio, antistante il duomo dedicato a San Martino Vescovo, fu letteralmente devastato dalle bombe dell’ultima guerra. Al termine del conflitto, il piazzale mutò fisionomia e nome, trasformandosi da piazza Vittorio Emanuele II a piazza della Libertà. Alcuni edifici storici che si affacciavano sull’area furono distrutti, tra questi il palazzo comunale. Restò, ed è visibile tutt’ora, il Torrione, risalente al 1475, residuo dell’antica roccaforte di epoca veneziana.
La Fondazione ha poi diffuso informazioni e immagini dei primi del Novecento concernenti via XX Settembre. Simbolo della prima grande espansione edilizia legnaghese di fine Ottocento, lungo l’imponente viale si affacciano, ancora oggi, alcuni dei più importanti fabbricati storici, fulcro della vita amministrativa e culturale della città. 

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