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«Insegniamo l’italiano ai bambini immigrati»

di MARIA VITTORIA ADAMI

Due fratelli pakistani “rendono” l'aiuto che ricevettero da piccoli

Parole chiave: Insegnamento (1), Immigrazione (18), Storie (15), Villafranca (9)
«Insegniamo l’italiano ai bambini immigrati»

di MARIA VITTORIA ADAMI

Un bene ricevuto e restituito ad altri diventa circolare. È il bene nel suo più profondo significato. E a Villafranca ha il volto di Asma e Shoaib Siddique, sorella e fratello pakistani di 23 e 22 anni, che oggi seguono nei compiti bambini e ragazzini stranieri a fianco della volontaria Anna Maria Caliari (nella foto al centro, affiancata dai due ragazzi), la “maestra”, come la chiamano tuttora, che li aiutò da piccoli nello studio pomeridiano e nell’imparare la lingua. Ciò che hanno ricevuto da lei ora lo rendono a bambini e ragazzini che hanno il loro stesso passato. Quello di chi arriva in un Paese straniero ed è catapultato subito in una realtà sconosciuta, in cui la prima regola è imparare a... nuotare. E lo fanno senza chiedere nulla in cambio.
Quando nel 2009 il papà li chiamò in Italia perché aveva trovato un lavoro e poteva provvedere alla sua famiglia, arrivarono con la mamma che erano bambini. A Villafranca li attendevano i banchi delle scuole elementari e medie in centro. Ma quella lingua sconosciuta, l’italiano, in quel paese mai visto li faceva sentire spaesati. «L’accoglienza che abbiamo ricevuto è stata grande e tale che ha influenzato la nostra vita. La generosità di Anna Maria è stata fondamentale: ci aiutò da subito. E oggi noi vogliamo fare lo stesso».
E così, con Caliari, conducono una scuoletta estiva improvvisata sui tavolini del ristorante Walle’s burger, in piazzetta Tosoni, l’area pedonale di via Marconi, dietro il duomo: il titolare, Dario Pasquetto, lascia stare lì ogni mattina, dalle 10.30 alle 12.30, la volontaria con una trentina di bambini che vengono per fare i compiti delle vacanze. Con lei ci sono insegnanti in pensione che ogni tanto si fermano, ma soprattutto i fratelli Siddique: «Sono dei gran ragazzi», dice Pasquetto mentre allunga sui tavoli dei piatti di patatine fritte offerti ai bambini.
Asma e Shoaib, grazie a Caliari, hanno superato elementari e medie e si sono iscritti alle superiori. Si sono diplomati, lei all’istituto Carlo Anti e lui all’Ettore Bolisani. Ora entrambi seguono il corso universitario di Economia e gestione delle imprese a Mantova, una sede staccata della facoltà di Brescia. Nel frattempo, affiancano la “maestra” insegnando ai bambini matematica, ma anche aiutando i più grandi delle scuole superiori a recuperare dei debiti di tedesco, matematica ed economia. E l’iniziativa non si ferma con la fine dell’estate. I due aiutano Anna Maria anche durante l’anno, sempre nell’assistenza nei compiti dei bambini stranieri, dove Caliari riesce a trovare uno spazio.
«Quando eravamo piccoli, dopo la scuola, la maestra ci insegnava l’italiano e ci aiutava a finire i compiti. È una persona disponibile sempre. Non pretende nulla in cambio. Siamo cresciuti vedendo questo e ora vogliamo fare altrettanto – spiegano –. Abbiamo iniziato facendo i compiti con lei, poi pian piano, diventando grandi, abbiamo cominciato ad affiancarla, per aiutarla, e così ci siamo uniti a lei». I due fratelli non dimenticano il bene ricevuto. Shoaib, in particolare, soffriva di una malattia genetica, che nel 2013 si portò via una sorella: «La maestra ci mise in contatto con Marisa Tumicelli (amica di Caliari che sta a due passi dalla piazzetta, ndr) che ci trovò un medico e ci indirizzò a Padova, dove sono stato operato. Marisa mi ha salvato la vita», racconta. «Quando siamo arrivati eravamo in difficoltà. Anna Maria trovò delle persone che potevano darci anche ripetizioni gratuite – continua la sorella –. La maestra mi ha ispirata. Era felice quando ottenevamo dei risultati e volevo diventare come lei».
Asma sogna ora di diventare una youtuber per far conoscere l’Italia, un Paese che le ha dato tanto: «L’Italia è bellissima, ci è piaciuta soprattutto l’accoglienza: quando arrivi in un posto estraneo non conosci la lingua, non capisci. Ma se qualcuno ti aiuta, come Anna Maria ha aiutato noi, è tutto diverso e si inizia ad amare quel posto». I due fratelli hanno viaggiato per l’Italia insieme: dopo aver studiato la Shoah, hanno cercato un luogo simbolo in Italia e hanno visitato il campo di Fossoli. E poi via per città d’arte da Venezia a Roma, e poi Milano, il Trentino... Anche Shoaib vuole fare lo youtuber. «Conduciamo già un canale insieme per far conoscere ai pakistani l’Italia. Ma vogliamo dedicare un secondo canale solo alle città italiane». Nel frattempo, però, entrambi progettano di trovare un lavoro in qualche azienda non profit grazie ai loro studi: «Possiamo occuparci della gestione finanziaria e amministrativa o della logistica». I genitori? «Sono fieri di noi per quello che facciamo qui. E continueremo ad aiutare la maestra finché ce la facciamo. Qui ci hanno accolto, sono stati gentili con noi e generosi e vogliamo ora fare lo stesso con altri bambini». 

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