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Dopo 85 anni le Comboniane hanno salutato San Felice

di FRANCESCA GARDENATO

Nella loro casa giungeranno le monache Carmelitane Scalze

Parole chiave: Comboniane (1), Carmelitane (2)
Dopo 85 anni le Comboniane hanno salutato San Felice

di FRANCESCA GARDENATO

Per San Felice del Benaco è arrivato il momento dell’addio alle suore Comboniane. Dopo 85 anni di presenza sul territorio, la comunità ha salutato domenica 31 luglio le religiose, che hanno lasciato la Casa del Sacro Cuore, dove da metà agosto si trasferiranno le Carmelitane Scalze di Verona.
Nella Messa il parroco don Graziano Benetti e i fedeli di San Felice e Portese, insieme ai padri Carmelitani del vicino santuario della Madonna del Carmine, hanno abbracciato le sorelle per l’ultima volta prima della partenza. Non è voluto mancare per il saluto anche mons. Evelino Dal Bon, già parroco di San Felice. Una celebrazione partecipata, un momento di saluto e affettuoso ringraziamento per tutto il tempo in cui le religiose hanno prestato servizio in paese, offrendo agli ospiti della casa un clima di spirituale raccoglimento, un’atmosfera sempre serena e familiare.
La casa delle Comboniane, a meno di un chilometro dal lago, è stata punto di riferimento per chi cercava un luogo di tranquillità e di silenzio, un momento di ritiro o per trascorrere le ferie immersi tra le verdi colline del Garda. Il parco di 26mila mq e la struttura con 37 camere e 54 posti letto sono stati meta di seminari, ritiri spirituali e corsi di formazione, ma anche di ciclisti e sportivi che qui si sono fermati per rigenerarsi. A luglio e agosto arrivavano anche le suore dalle missioni che riposavano in quest’oasi con i loro familiari.
Il testimone ora passa a dodici Carmelitane Scalze di Verona che vi si trasferiranno dopo Ferragosto. Tra l’altro la casa di San Felice è vicinissima al santuario della Madonna del Carmine, dove risiede una comunità di Carmelitani dell’Antica Osservanza. Dunque, la comunità del monastero “Regina Carmeli”, salutata nelle scorse settimane la città di Verona alla presenza del vescovo Zenti, inizierà sulla sponda bresciana una nuova pagina del suo cammino.
La superiora delle Comboniane, suor Francesca Bonanomi, ricorda che le consorelle dell’Istituto sono presenti a San Felice dal 1937, quando lavoravano nell’asilo di Portese. Nel tempo, tante religiose si sono avvicendate tra queste mura. «Ora – precisa la madre – siamo rimaste in quattro. Ci alternavamo nei servizi, ma siamo poche e ormai tutte acciaccate e anziane. Questo cambio è stato deciso dall’Istituto perché le sorelle in Italia sono ormai quasi tutte malate e su d’età e faticano a venire a San Felice. Molte suore sono originarie delle missioni dell’Africa e del Sud America e non vengono spesso in Italia. Così la Congregazione, non avendo altro personale, ha pensato di vendere la casa alle Carmelitane Scalze».

È un luogo perfetto per la preghiera e il riposo, rimarca la madre superiora, «ma la Congregazione ha fatto una scelta legata principalmente a una questione economica: mantenere una struttura così grande ormai era un costo, ed erano più le uscite delle entrate». Conclude suor Francesca: «Abbiamo ricevuto molto da chi è passato di qua in questi anni e siamo grati alla comunità di San Felice per l’affetto ricevuto. Ora per noi quattro si apriranno strade diverse, nelle varie case: chi a Bergamo, chi a Verona e chi a Erba...».
Alla concelebrazione eucaristica di saluto hanno partecipato anche alcune suore che sono state in passato presso la casa e alcune novizie. Prima della casa per ferie erano impegnate nell’asilo a Portese e ancora oggi molti parrocchiani condividono con le Comboniane i loro ricordi d’infanzia; per questo, come ha ricordato don Graziano, «la notizia della loro partenza è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Stavamo pensando a come festeggiare il 150° di fondazione delle Missionarie Comboniane, che ricorre proprio quest’anno, e abbiamo avuto la notizia che ha rattristato molte persone di San Felice; ma il Signore ha voluto così e noi lo leggiamo come un segno del tempo, di ripartenza. Ringraziamo tutte le sorelle, vive e defunte, nella certezza che la ricompensa più grande è il Signore a darla».
Anche la vicesindaco Sandra Tarmanini ha portato il saluto per conto dell’amministrazione comunale. Mentre, a nome della Congregazione, la madre provinciale suor Maria Bellezzoli ha ricordato tutte le sorelle che si sono impegnate prima nella scuola materna, poi nell’assistenza agli anziani, nel servizio in parrocchia e nella casa di accoglienza. «Abbiamo cercato di fare tutto con dedizione. Molti si ricordano i nomi delle nostre sorelle. Grazie della comunione che esprimete con noi e per noi, grazie per essere un paese missionario che offre accoglienza a chi passa di qui. Le suore che qui hanno sostato si sono sempre sentite a casa e sono partite rinfrancate. Lasciamo a malincuore San Felice: questi 85 anni vissuti qui fanno parte della storia della nostra Congregazione e anche voi siete una tappa fondamentale del carisma comboniano. La Provvidenza non verrà mai meno e questo ci terrà sempre uniti nell’affetto e nella preghiera». La casa delle Comboniane sorse grazie a un lascito testamentario; è stata ristrutturata da un vecchio cascinale immerso tra le colline gardesane per diventare luogo di accoglienza e di preghiera, ora rinasce come monastero di clausura. 

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