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Specialisti di nuove tecnologie

Logistica, addetti alle vendite, articolazioni digitali tra le opportunità formative di Enaip Veneto

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Nel mondo del lavoro è in atto un’evoluzione, addirittura una rivoluzione, che ha avuto l’inevitabile conseguenza della trasformazione di molte professioni. Per farla breve: certi lavori, come li intendevamo in passato, non esistono (quasi) più. Del resto, oggi, il riscaldamento di casa si può accendere da remoto, la lavatrice si può programmare stando seduti alla scrivania dell’ufficio; se le abitazioni sono “intelligenti”, non sono da meno le automobili con pannelli digitali, e parlanti, che oltre a indicare il percorso da seguire, leggono i messaggi ricevuti e segnalano eventuali anomalie.

La conseguenza logica è che c’è sempre più bisogno di chi nelle aziende o nelle officine oppure a domicilio, in queste tecnologie, sappia dove mettere le mani. Logica, fino a un certo punto, perché molti ragazzi – e con essi i genitori – pensando al futuro non considerano le opportunità che questo cambiamento ha innescato. E in generale la formazione professionale in Italia, perché all’estero accade il contrario, rimane la Cenerentola tra le scelte. Con un dettaglio trascurato: possibilità di occupazione ce ne sono, eccome... Pensiamo al mestiere dell’elettricista: deve saper fare una traccia, tirare fili, armeggiare col quadro elettrico; ma sono altre le competenze che gli vengono richieste adesso nel settore dell’elettronica e della domotica per quanto riguarda allarmi e video-sorveglianza, energia alternativa con pannelli solari, controllo del riscaldamento. «Abbiamo forti richieste dalle imprese, ma c’è carenza di forza lavoro, perché le famiglie pensano ancora alla figura tradizionale dell’elettricista», esemplifica Sandro Dal Piano, direttore della comunicazione dell’Ente nazionale Acli per l’istruzione professionale (Enaip).

Tra le figure emergenti c’è l’addetto delle vendite, che non è un semplice commesso in questi tempi in cui il digitale la fa da padrone. «Amazon sta portando avanti una campagna mondiale per avere i cosiddetti “influencer ambasciatori”, che non sono altro che dei commerciali. In maniera diversa, però, narrano e raccontano come durante il giorno usano un prodotto o un’attrezzatura», fa notare. Bene inteso, non serve essere un colosso americano: «Chiunque ha un negozio, seppur tradizionale, deve prevedere una piattaforma on line e approcciarsi al commercio elettronico, ma per questo servono competenze». Come il sapersi proporre sui social network o il prevedere modalità di pagamento in modalità digitale. La capacità di narrazione deve appartenere anche all’operatore turistico, sia di persona che da remoto, a cui è richiesta la conoscenza minimo di due lingue straniere. Altro ambito in espansione, specie nel Veronese, è la logistica, dove non sono impiegati esclusivamente carrellisti: nei magazzini moderni e nella distribuzione commerciale, l’operatore supervisiona le attività tracciando la merce dalla spedizione alla consegna al cliente finale. Nella meccanica industriale, aggiunge, «la richiesta da parte delle imprese è molto forte di operatori alle macchine utensili che devono saper programmare e fare progettazione in 3D». Rivoluzione che, col passaggio al motore elettrico, interessa pure il settore automobilistico per quanto riguarda vendita, produzione e manutenzione: i meccanici sono diventati meccatronici, perché la parte meccanica è integrata con l’elettronica.

«Tra le competenze particolarmente richieste e ricercate dal mercato del lavoro ci sono quelle digitali, assieme al sapersi esprimere correttamente in italiano e, al tempo stesso, al conoscere l’inglese. Inoltre avere la capacità di lavorare in team, la curiosità, la voglia di fare», chiarisce. Attinge esperienze positive dalla rosa di percorsi formativi offerti in Veneto oltre che tra Verona, Isola della Scala, Legnago con una media di iscritti all’anno di 320 allievi che frequentano il triennio per ottenere la qualifica di operatore professionale o il quadriennio per il diploma di tecnico. Molti vengono intercettati dalle aziende quando ancora sui banchi o durante lo stage; al quarto anno è prevista l’alternanza scuola-lavoro con la possibilità di attivare un contratto di apprendistato. Insomma: non fanno in tempo a terminare gli studi, che già possono avere un posto fisso; se specializzati, dopo quindici anni di carriera, lo stipendio supera i 2mila euro al mese.

Perché allora la formazione professionale è tanto snobbata da ragazzi e famiglie che orientano più volentieri le scelte verso i licei? «I genitori hanno probabilmente in testa figure professionali in vecchio stile. In un’azienda metalmeccanica oggi ci sono le isole di lavoro, i robot di carico e i dipendenti non si sporcano le mani. I carrozzieri lavorano con il camice bianco», chiarisce. Ci sono le mode, per cui trasmissioni televisive hanno attirato l’attenzione verso alcune professioni, come lo chef: «La cucina non è per tutti – chiosa –. Perciò è fondamentale l’orientamento, da fare con cuore e testa, perché in ballo c’è il futuro delle nuove generazioni. Serve onestà intellettuale nel capire qual è la vocazione del ragazzo e quali sono le sue potenzialità, per indirizzarlo verso il percorso più adatto». A tal proposito, sul portale di Enaip Veneto è attivo uno sportello on line a cui qualsiasi famiglia può rivolgersi per capire come funziona il sistema della formazione professionale e confrontarsi con un operatore. 

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