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Festa della donna

Molestie nei luoghi di lavoro, esperti a confronto

Giovedì 8 marzo, nella sala convegni del Banco Bpm, una tavola rotonda aiuta a fare chiarezza sul fenomeno

Parole chiave: Molestia (1), Violenza (12), Donne (9)
Molestie nei luoghi di lavoro, esperti a confronto

Sono vittime di molestie, ma difficilmente denunciano gli episodi che subiscono o ricorrono alle vie legali. I numeri riflettono la situazione: sono un milione e 404mila le donne italiane che nel corso della vita lavorativa hanno subito molestie o ricatti durante la loro attività professionale, secondo gli ultimi dati Istat. Responsabile è in genere un uomo (97%): molesta promettendo l’avanzamento di carriera, preferendo ricorrere a allusioni pesanti più che al contatto fisico.

“Le molestie sui luoghi di lavoro” è il tema della tavola rotonda organizzata da Vega, Veronesi Giuriste Associate, giovedì 8 marzo (dalle 13) nella sala convegni del Banco Bpm, in Via San Cosimo 10. Come relatrici interverranno: Donatella Fanini, avvocata giuslavorista che parlerà di “Le molestie sui luoghi di lavoro nel quadro delle discriminazioni”; Cristina Angeletti, magistrata del Tribunale scaligero – Sezione lavoro che tratterà delle “Considerazioni giurisprudenziali: casi affrontati nel foro veronese”; Paola Zamboni, responsabile coordinamento donne Cisl Verona con un intervento dal titolo: “Che male c’è? Progetto per il contrasto alle molestie e violenze sul lavoro”. Silvia Azzini, psicologa psicoterapeuta tratterà il tema: “Vediamoci prima per un caffè …”. Alcuni casi pratici saranno illustrati da Emilia Greco, avvocata penalista del Foro scaligero. A introdurre l’incontro saranno Elisabetta Baldo, presidente dell’associazione Vega, Francesca Briani, assessora alle Pari opportunità e cultura del Comune di Verona, Alessandro Rigoli e Gessica Todeschi, rispettivamente presidente del Consiglio e presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Verona. 

«Con questa iniziativa desideriamo riflettere sulla necessità di prevenire la nascita di un clima umano che permetta lo sviluppo di comportamenti qualificabili come molestie sessuali, alla stessa stregua in cui si prevengono i pericoli fattuali, concreti, quali i guasti elettrici, gli incendi e gli allagamenti ­– evidenzia Elisabetta Baldo –. Nello stesso tempo vorremmo sensibilizzare le donne a imparare a interpretare un comportamento molesto sin dal suo nascere e ad avere subito gli strumenti per contrastarlo e il coraggio di denunciarlo. Del resto, le molestie, perpetrate per lo più dagli uomini, non sono tanto determinate da un interesse sessuale, ma dal desiderio di intimidire e umiliare, dimostrando il proprio potere e considerare la donna come proprio oggetto (sessuale)». 

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