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È sempre un Buon Albergo sulle orme di san Martino

di FRANCESCO OLIBONI
Emporio della solidarietà, Centro di ascolto, laboratori vari... 

È sempre un Buon Albergo sulle orme di san Martino

di FRANCESCO OLIBONI

Una Caritas molto attiva, quella della parrocchia di San Martino Buon Albergo, capitanata dal parroco don Francesco Grazian, ma sostenuta e resa vivace dai volontari che la animano e permettono a questo territorio della diocesi veronese di organizzare tante attività per le persone più bisognose. E così, accanto al Centro di ascolto, ecco l’emporio della solidarietà per la parte alimentare, i laboratori, soprattutto per mamme straniere, ma anche l’accoglienza di due richiedenti asilo da ormai cinque anni attraverso un progetto in sinergia con Il Samaritano di Caritas diocesana, la formazione e altre iniziative in programma per il prossimo futuro.
Queste le parole di don Grazian: «Qui la Caritas è storica, ha una lunga tradizione. Il perno è sempre stato il Centro di ascolto fin dall’inizio e quindi l’attenzione alle persone e alle situazioni con particolari bisogni di assistenza. Farei due considerazioni: la prima è che San Martino si può definire un luogo di recente “invasione abitativa”, anche con l’arrivo di molte persone extracomunitarie. La Caritas segue attualmente 110 famiglie su un territorio di circa 17mila abitanti, e quasi tutte sono famiglie straniere. La seconda osservazione è relativa al fatto che Caritas in questo territorio aiuta sia dal punto di vista economico (ad esempio con le bollette delle utenze), sia dal punto di vista del supporto alimentare. E in questi anni si è lavorato per crescere e per mettersi in linea con le indicazioni di Caritas diocesana: ad esempio, già con il parroco precedente, l’aspetto alimentare è stato reso autonomo attraverso l’emporio della solidarietà “Casa di Martino”. Stiamo cercando di implementare tutta una serie di progetti come i laboratori per le famiglie. Stiamo lavorando anche per cercare di supportare i minori a scuola aiutarli con gli abbonamenti, i prestiti dei libri e, in collaborazione con il circolo Noi, è previsto anche un piccolo sussidio per lo studio. Un altro aspetto su cui vorremmo concentrarci è l’integrazione, la partecipazione di tutti i ragazzi del territorio ad attività come Grest e Campiscuola, in modo da favorire anche l’integrazione delle loro famiglie e la conoscenza reciproca. C’è anche una bella collaborazione con i servizi sociali del Comune con cui ci troviamo in maniera stabile una volta al mese per scambiarci le informazioni».
Appoggio a mamme straniere
Ascolto dei bisogni del territorio e interventi mirati, questo contraddistingue la Caritas di San Martino, proprio come ci racconta la volontaria Maria Pernigotti: «Quest’anno, oltre a seguire le persone che si rivolgono al nostro Centro di ascolto, insieme a volontarie anche di altre associazioni abbiamo organizzato un’attività di supporto per le mamme che frequentano la scuola di italiano del Cpia di San Martino Buon Albergo: una sorta di spazio baby-sitter per mamme straniere. Questo perché durante gli ascolti ci siamo accorti che alcune mamme hanno difficoltà a frequentare i corsi di italiano, avendo bambini piccoli e non sapendo dove lasciarli mentre frequentano il corso di lingua. Si tratta di un servizio davvero molto apprezzato».
La sartoria
Accanto all’emporio della solidarietà, ecco anche i laboratori per le famiglie. Non ultimo quello di sartoria, descritto da un’altra volontaria, Marilena Ruffo: «Abbiamo iniziato circa sette anni fa un’attività di sartoria con l’obiettivo di recuperare indumenti usati, anziché buttarli. Al laboratorio di sartoria partecipano ogni anno più o meno una decina di persone, provengono da nazioni diverse e sono tutte persone seguite dal Centro di ascolto della Caritas. Un’attività utile per le famiglie, ma anche per l’ambiente. Tra l’altro queste attività laboratoriali ci permettono anche di conoscere le persone che partecipano, tutte donne sposate con figli, e spesso intercettare delle forme importanti di povertà e difficoltà famigliari». Anche la sartoria funziona grazie all’impegno delle volontarie: «E ne stiamo cercando altre – conclude la signora Ruffo – anche perché è un laboratorio impegnativo che va da settembre a giugno per due mattine a settimana».
La Caritas in parrocchia
Continua don Francesco Grazian: «La Caritas all’interno della realtà parrocchiale sollecita al non cadere nella tentazione di richiudersi nell’individualismo anche religioso e di non limitarsi alla sola frequentazione della Messa domenicale, senza uno sguardo a quello che succede nel mondo esterno, dove spesso nemmeno ci si accorge del vicino di casa che potrebbe aver bisogno di aiuto. Quindi la nostra priorità formativa-educativa resta indispensabile: per questo Caritas cura una pagina sul giornalino parrocchiale, promuove attività di sensibilizzazione per la Giornata della povertà e poi la forma più bella è quella attraverso l’esperienza dei volontari che si raccontano e raccontano la loro esperienza nei territori. Inoltre abbiamo organizzato anche una serie di incontri formativi mensili in collaborazione con il Centro missionario e la Caritas veronese sull’enciclica Fratelli tutti: un percorso aperto alla comunità che alla fine ha portato un paio di persone ad inserirsi come volontari in Caritas».
L’importante numero di volontari e la storia della Caritas locale permette comunque di avere in parrocchia persone che hanno una certa disponibilità al servizio e su cui si può sempre contare. Inoltre, conclude don Grazian, «si è lavorato molto sull’aspetto di fare rete con altre realtà del territorio delineando degli obiettivi comuni. Siamo in una zona in cui riscontriamo una certa disponibilità e generosità e la risposta da parte dei volontari è sempre positiva».
Obiettivi e sogni futuri
Integrazione, emergenza nuove povertà, ma anche emergenza lavoro e casa. Su questi aspetti si concentra la Caritas locale per il prossimo futuro. «La zona – spiega Maria Pernigotti – offre molti appartamenti in vendita, ma pochi in affitto. Inoltre, vediamo un’importante fragilità tra le donne, soprattutto straniere, divise tra culture e spesso veri e propri mondi diversi, quello di origine e quello dove si trovano oggi. Poi c’è tutto un aspetto riguardante la solitudine di queste signore, ma anche di molti italiani, che sono in difficoltà e che hanno bisogno di aiuto, ma che sono difficili da intercettare. Anche perché, per alcuni, chiedere aiuto alla Caritas sembra quasi un’umiliazione. Per noi è un impegno provare ad essere una presenza per tutti sul territorio». Conclude il parroco: «La prospettiva della Caritas è quella di cercare di lavorare sul progetto che porta all’autonomia delle persone che si rivolgono a noi, quindi sperando che queste persone piano piano non abbiano più bisogno del nostro aiuto. È importante dirci quali obiettivi abbiamo e pensare un progetto che guardi in avanti e che apra delle prospettive future, che non si limiti quindi al solo bisogno immediato. Questo penso che sia il senso di tutti i progetti e i laboratori che abbiamo cercato di aprire in questi anni». La Caritas San Martino ospita in questo weekend il coordinamento dei Centri di ascolto Caritas Verona, con la presentazione del rapporto povertà 2022 e la presenza del nuovo vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili e delle rappresentanti di Caritas italiana, Federica De Lauso e Vera Pellegrino. 

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