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Legnago. Vigo recupera la scuola materna chiusa per il sisma

Era stata danneggiata dal terremoto che nel maggio del 2012 aveva gravemente colpito l’Emilia Romagna e parte di Lombardia e Veneto. Il sisma, all’epoca, aveva fatto sentire i suoi effetti nel Basso veronese, in particolare a Legnago, dove la scuola materna di Vigo risultò l’edificio più danneggiato. 

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Un'aula nuova nella scuola materna rimessa a nuovo

Le poesie dei bambini, il taglio del nastro con le autorità e la visita alle aule rimesse a nuovo. Dopo sette anni di attesa, gli abitanti di Vigo (frazione a sud di Legnago) sabato 19 ottobre hanno potuto festeggiare il recupero della scuola materna del paese.
L’ala più vecchia del fabbricato, infatti, era stata danneggiata dal terremoto che nel maggio del 2012 aveva gravemente colpito l’Emilia Romagna e parte di Lombardia e Veneto. Il sisma, all’epoca, aveva fatto sentire i suoi effetti nel Basso veronese, in particolare a Legnago, dove la scuola materna di Vigo risultò l’edificio più danneggiato. Tanto che il Comune decise di revocare l’agibilità nella parte meno recente, risalente al 1935, in quanto dal punto di vista statico non era più sicura.
Il provvedimento, necessario per garantire l’incolumità degli oltre 30 alunni che frequentavano il centro per l’infanzia, cadde come una tegola sulla frazione che conta più di 1.700 abitanti. Anche perché l’asilo, di proprietà della parrocchia, è sempre stato considerato un’istituzione a Vigo. Fin da quando nel 1935 il grande fabbricato che sorge a fianco della chiesa venne costruito e inaugurato dal parroco di allora, don Eugenio Franco.
Negli 84 anni di vita della struttura, generazioni di bambini hanno trascorso migliaia di giornate nella materna. “Tra i più vivi ricordi della mia infanzia – scriveva lo storico Alberto Bologna nel 1995, in occasione dei 60 anni della materna – c’è quello di una calda e luminosa domenica della tarda primavera del 1935 quando, dopo la Messa, il parroco don Eugenio invitò mio padre e me a visitare l’asilo infantile in quel tempo in costruzione. Il fabbricato, ancora circondato dalle impalcature, era in via di ultimazione, giacché gli operai stavano terminando di dare gli intonaci alle stanze interne del piano superiore”. A oltre ottant’anni di distanza i ponteggi e i muratori sono riapparsi attorno all’asilo, ma per un altro scopo: ripristinare i danni del sisma.
A tale intervento si è giunti dopo una “battaglia” durata oltre sei anni. Ovvero da quando, una volta dichiarata inagibile l’ala instabile, è iniziata – da parte del comitato di gestione della materna paritaria e da un gruppo spontaneo di parrocchiani, il “Crisma” – la ricerca di appoggi e fondi per riportare la scuola all’antico splendore. La parte rimasta utilizzabile dopo le scosse telluriche era troppo piccola per ospitare tutti gli alunni. Tanto che le autorità competenti hanno rinnovato le certificazioni per l’occupazione di questo settore, allo scopo di non chiudere totalmente la materna, soltanto a patto che venisse ricostruito pure il blocco risalente agli anni Trenta. Scopo principale del comitato di gestione e del “Crisma”, pertanto, era quello di non privare il paese di un servizio che, assieme alla scuola elementare, permette ancora alla frazione di poter sopravvivere e di non trasformarsi in un paese dormitorio.
I promotori della ricostruzione dell’asilo, fin dal 2013, hanno interessato gli amministratori locali e la Regione, allo scopo di usufruire dei fondi statali, erogati attraverso Venezia, destinati proprio al ripristino degli edifici danneggiati dal terremoto del 2012. La trafila burocratica e amministrativa per riottenere un asilo attivo al 100% a Vigo è stata dunque lunga e piuttosto tortuosa.
L’ex amministrazione guidata dal sindaco Clara Scapin, che lo scorso maggio ha passato il testimone al primo cittadino Graziano Lorenzetti, ha fatto propria la causa degli abitanti di Vigo. Accettando dalla Curia veronese la donazione dell’edificio da sistemare, l’amministrazione ha potuto riscuotere i fondi regionali necessari, a cui ha aggiunto risorse proprie e un contributo della Fondazione Cariverona, per ripristinare la materna del paese.
Il 15 novembre 2017, quindi, è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di ripristino dei danni subiti, per un importo complessivo di 750mila euro. Il cantiere, nei mesi successivi, è stato aperto dalla ditta “Costruzioni Manutenzioni Cecchin” di Castelfranco Veneto (Treviso), che si è aggiudicata l’appalto.
Nel corso della ricostruzione dell’asilo è stato necessario approvare una variante in corso d’opera, per modifiche e migliorie alla riqualificazione. Lo scorso 20 marzo, la Giunta municipale ha modificato il quadro economico di investimenti sull’opera, innalzando la spesa di 124mila euro. L’intervento, nel suo complesso, è arrivato quindi a costare 834mila euro.
A primavera, terminati i cantieri, le chiavi della struttura a due piani rimessa completamente a nuovo sono state consegnate al Comune. Durante l’estate appena trascorsa l’ente locale ha definito e sottoscritto con il comitato di gestione della scuola paritaria la convenzione che assegna il fabbricato in comodato gratuito per 15 anni all’associazione di genitori.
La materna, che ha riaperto i battenti a settembre, attualmente ospita 37 bambini. I responsabili dell’istituto, pertanto, hanno voluto chiudere questo lungo iter progettuale con una festa, allo scopo di restituire alla frazione uno dei suoi beni più preziosi. Per Luciano Dian, presidente dell’associazione di genitori che si occupa dell’asilo, «l’aspetto principale di questa ricorrenza è quello di far capire ai residenti che la materna rinnovata appartiene a tutta la comunità».
Al taglio del nastro, accanto a Dian e al parroco don Luciano Bozza, erano presenti i bambini con i loro genitori e i rappresentanti dell’amministrazione locale. A fare le veci del primo cittadino, con tanto di fascia tricolore, ci ha pensato il consigliere Nicola Negri: al suo fianco sono intervenuti anche i colleghi consiglieri Stefano Pasqualini e Mattia Lorenzetti. Tra il pubblico, inoltre, c’era pure l’ex sindaco Silvio Gandini, residente nella frazione.
La nuova scuola al pian terreno ospita le aule per le due sezioni di bambini, mentre al piano superiore vi sono la sala mensa, gli uffici e altri locali di servizio. «Grazie a questa ristrutturazione – ha concluso Dian – la scuola potrà svilupparsi ulteriormente, visto che il fabbricato ristrutturato sarà in grado di accogliere fino a 50 bambini».

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