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Avesa. Proseguono i lavori di restauro della chiesa

di VERONICA NICOLIS

Importanti interventi di recupero e restauro conservativo della chiesa, dopo i danni causati dal sisma, grazie ai fondi messi a disposizioni dalla Cei con l'8xmille alla Chiesa cattolica

Parole chiave: Restauro chiesa (1), Avesa (3)
Vista dell'abside della chiesa di Avesa restaurata e piena di luce

di VERONICA NICOLIS

Nella chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, che sorge all’inizio del paese di Avesa, stanno continuando i lavori di recupero e restauro conservativo estesi ai soffitti e alle pareti che circoscrivono l’abside e le cappelle laterali. L’intervento edilizio, finanziato in buona parte dalla Conferenza episcopale italiana con l’8xmille alla Chiesa cattolica e da altri contributi, prosegue dal 29 gennaio 2020 grazie ad un progetto firmato dall’ingegnere Attilio Castellani e dall’architetto Sabina Bocconcello, al fine di ripristinare le parti lesionate dal sisma del 2012. La chiesa, fondata nel 1520, è oggi il risultato di una serie di interventi architettonici che, a partire dal 1792, ne conferiscono un aspetto elegante ed armonioso, in perfetto stile neoclassico. Nel 1797, infatti, l’architetto Luigi Trezza firmò un importante progetto d’ampliamento, finanziato dai fedeli, che coinvolgeva gran parte delle componenti strutturali, portanti ed ornamentali che attualmente compongono l’edifico stesso. Qualche anno dopo, nel 1806, cavatori di pietre, artigiani e falegnami intervennero per sopperire alle Leggi eversive promulgate da Napoleone, a causa delle quali venne soppresso l’antichissimo monastero agostiniano che, fino a quel momento, era parte integrante dell’architettura ecclesiale. Alla parrocchia, pertanto, rimanevano solo la chiesa, la sacrestia e la canonica cosicché, tra il 1827 e il 1829, l’architetto Giuseppe Barbieri avviò i lavori di costruzione del campanile e dell’oratorio che terminarono nel 1861 sotto la direzione dell’ingegnere Ippolito Scopoli. Tra il XIX e il XX secolo la parrocchiale di Avesa ha subìto altre operazioni di ripristino ma ora, a distanza di un anno, l’impresa “Restauro e Conservazione di Opere d’Arte” di Massimo Tisato ha terminato una parte dei lavori il cui costo complessivo si aggira intorno ai 250mila euro. Tra le opere di consolidamento e restauro, si annotano i due soffitti che sormontano gli altari laterali, uno dedicato alla Madonna Addolorata e l’altro alla Vergine con Bambino, e quelli che sovrastano la cappella del Santissimo Sacramento e, sul lato opposto, quella che custodisce il Crocifisso. Nella zona presbiteriale, invece, le scosse del sisma avevano causato ingenti danni lungo la trave e l’arco della volta absidale che ora, dopo interventi di consolidamento, pulizia e ridipintura, torna a splendere anche dal punto di vista figurativo grazie agli elementi pittorici che rappresentano la colomba dello Spirito Santo, i volti dei quattro evangelisti e i loro rispettivi simboli iconografici. Ancora in fieri sono invece i lavori di restauro conservativo che riguardano il grande soffitto centrale realizzato con un motivo geometrico a cassettoni e fiori neoclassici. Per conoscere l’andamento della raccolta fondi e contribuire dunque all’intervento di restauro è facile, basta seguire le indicazioni e i riferimenti bancari riportati nel sito www.parrocchieavesamontecchio.it.

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