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Veronetta riscopre il Ciak come sala della comunità

Progetto per recuperare l’ex sala di proiezioni nel quartiere

Parole chiave: Veronetta (1), Ciak (1), Cinema (36)
Veronetta riscopre il Ciak come sala della comunità

A volte ci sono esempi eclatanti a ricordarci che noi veronesi siamo promotori di un regolamento per la tutela condivisa dei beni comuni. È il caso dell’ex cinema Ciak di Veronetta, che a dir la verità è privato, anche se non si può dire che per la città non sia stato un simbolo. Ebbene, potrebbe rialzare presto la saracinesca e trasformarsi da sala un tempo nota per le proiezioni a luci rosse, a cinema di comunità, ovvero un polo multifunzionale partecipato con al centro le proposte dei cittadini.
Alla base c’è un progetto di riqualificazione battezzato Ri-Ciak!. A dargli vita è stata l’impresa sociale ViveVisioni, “veste” giuridica che un gruppo di trenta persone con diverse esperienze e competenze si è cucita addosso per intercettare finanziamenti tramite bandi. «Da un anno – spiega Debora Meggiolaro, appartenente all’associazione – ci riuniamo nei giardini dell’ex liceo artistico Nani», a pochi passi dalla galleria Embassy che collega le vie XX Settembre e Cantarane, «e pensiamo a come rigenerare questo luogo, abbandonato ormai da un decennio, che però si trova nel cuore di un quartiere vivacissimo».
Così, già da qualche tempo Veronetta si è affrancata dall’etichetta di quartiere ostaggio del degrado per trasformarsi in un rione bohémien, ricchissimo di attivismo culturale e locali di tendenza non solo fra i giovani universitari.
Comunque, la sala ha bisogno di essere ristrutturata e ammodernata. Stando alle stime preliminari, ancora approssimative, servirebbero 300mila euro. Ma ne bastano 100mila per dare il via ai lavori. Una prima tranche arriverà a breve dalla Regione, che di recente ha inserito Ri-Ciak! in una lista di progetti finanziabili con un contributo di 47mila euro. Si punta a metterne insieme altri 55mila grazie all’azionariato popolare, in pratica col contributo delle prime mille persone che decideranno di dare una mano associandosi all’impresa con una quota di 55 euro. Per informazioni su come aderire e diventare sostenitori attivi del progetto, si può cliccare sul sito internet bit.ly/cinericiak, oppure scrivere a cinemariciak@gmail.com.
Emanuela Gamberoni, presidente di ViveVisioni e docente all’ateneo di Verona, spiega che «Ri-Ciak non si limiterebbe alla sola proiezione di pellicole; sarebbe un cinema di comunità dove ci sarà spazio per un social bar e per sale di aggregazione per le associazioni del quartiere. Un tipo di realtà che ha già molto successo all’estero, negli spazi urbani che rilanciano l’azione degli abitanti».
A favore di Ri-Ciak! si sono già schierati il dipartimento di Culture e civiltà dell’Università, l’Accademia di Belle Arti, Mag Verona e la Camera di Commercio con l’azienda di servizi T2i (Trasferimento tecnologico e Innovazione, ex Verona Innovazione) che in questo momento segue il progetto triennale Artistic per la valorizzazione del capitale culturale intangibile della città e affiancherà ViveVisioni nella ricerca di finanziamenti on line. Oltre alle manifestazioni d’interesse degli enti, c’è anche il supporto della famiglia di Paolo Valerio (il direttore artistico del Teatro Nuovo) che è proprietaria dello stabile, costruito nel 1972, in cui è inserito il cinema.

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