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Verso la Giornata mondiale della Gioventù: ricordiamo Parigi 1997

di LUCA PASSARINI

Due coppie veronesi che erano presenti, raccontano la “conquista” della Francia

Parole chiave: Gmg (11), Giornata mondiale della Gioventù (4), Coppie (2), Chiesa (182), Papa (156), Diocesi di Verona (73), Giovani (99), Famiglia (54)
Verso la Giornata mondiale della Gioventù: ricordiamo Parigi 1997

di LUCA PASSARINI

 

Se è vero che Parigi è la città del romanticismo e delle coppie innamorate, ci si potrebbe chiedere se questo è stato valido anche nel contesto della Giornata mondiale della gioventù del 1997. Paolo Albertini ed Elena Graizzaro parteciparono come sposi della parrocchia di Caldiero, vivendo un modo diverso di assaporare quella città. Massimo Leali e Luisa Merici, che oggi sono sposi, erano all’epoca nient’altro che conoscenti e Cupido non ha approfittato delle rive della Senna. 

Ci racconta proprio Luisa: «Ci conosciamo praticamente da sempre, essendo entrambi originari di Manerba, ma i sei anni di differenza hanno comportato legami e situazioni diverse; Massimo per me era solo un giovane che era stato mio animatore al Grest e poi compagno nello stesso gruppo giovani, quando spesso facevamo le cene a casa sua». Continua Massimo: «Proprio quelle cene sono state anche occasioni fondamentali per mettere le basi della Gmg del 1997. Dalle nostre zone nessuno era andato alle precedenti o almeno non ne avevamo mai sentito parlare più di tanto. Don Claudio Savio, che arrivò in parrocchia da noi a fine estate 1995, iniziò da subito a creare gruppo e a proiettarci verso Parigi». Ricorda Luisa: «Era così tanto il coinvolgimento che una volta, io e mia sorella, pure lei poi partecipante alla Gmg francese, abbiamo portato ad una delle cene a casa di Massimo il tiramisù decorato con una grande torre Eiffel fatta con la polvere di cacao». 

Di quel gruppo di Manerba ne partirono circa 25 verso la Gmg francese: «In tutto – sottolinea Massimo – siamo partiti in un intero pullman dal vicariato del Lago bresciano, con tanta preparazione sotto differenti punti di vista, tra cui vari incontri a Peschiera». 

Paolo ed Elena, invece, insieme al resto del gruppo di Caldiero, si unirono al Bus 10 che aveva come riferimento don Moreno Roncoletta. 

Per tutti la prima destinazione fu Grenoble, nella storica regione del Rodano-Alpi, dove l’ospitalità fu data dalle famiglie francesi: Luisa, con un gruppetto di una decina di giovani più don Claudio in una grande cascina di campagna dove era possibile regalarsi qualche bella passeggiata, tra un servizio e l’altro; Massimo e altri due da una signora anziana che, con molto orgoglio, la domenica li accompagnò alla Messa parrocchiale, dove alzarono notevolmente il numero di giovani presenti. 

Paolo ed Elena da una coppia di giovani sposi, nella vicina La Côte-Saint-André, con cui hanno provato a comprendersi con il poco inglese a disposizione e con i quali sono poi rimasti in contatto per anni. 

Tra i vari momenti comuni per tutta la Diocesi di Verona ci fu il ritrovo presso il santuario di Nostra Signora di La Salette, con Elena che ricorda il forte caldo nella camminata a piedi e Luisa il grande freddo durante la celebrazione eucaristica all’aperto presieduta dall’allora vescovo Attilio Nicora. L’entusiasmo e il calore tornarono però ben presto pure per Luisa, dato che l’attesa più lunga del previsto in un parcheggio per il suo gruppo, divenne l’occasione buona per giocare a “Un, due, tre, stella”, con l’aggiunta di spiegarlo ad un gruppo di giovani provenienti dall’Albania. 

Altra tappa di quei giorni fu l’abbazia gotica di Sant’Antonio abate (Saint-Antoine-l’Abbaye), nel dipartimento dell’Isère, dove secondo la tradizione erano state portate proprio mille anni prima, nel 997, le spoglie del grande padre del deserto. 

Conclusa l’esperienza a Grenoble, l’intero gruppo fu alloggiato appena fuori dalla città di Parigi. Molti erano nelle palestre, altri (tra cui Elena e Paolo) presso le famiglie. Per tutti era previsto lo spostamento quotidiano al centro per vivere le catechesi e i momenti in comune della Giornata, oltre che le visite al museo del Louvre, alla basilica del Sacro Cuore e alla cattedrale di Notre-Dame; altri gruppetti preferirono uscire dal centro (con la sua folla e la sua cultura) per qualche ora di puro divertimento a Disneyland. 

Durante la Messa di apertura, presso Champ de Mars, Massimo e altri salirono sull’adiacente Torre Eiffel, dato che era proprio il momento in cui non c’era fila e il posto migliore per gustarsi quella folla oceanica. Un’occasione speciale fu la Messa allo stadio con gli italiani, cantando l’inno scelto dalla pastorale nazionale: Celebrate. Non mancarono, del resto, circostanze in cui riproporre altri bans o momenti di divertimento comune con spagnoli, vietnamiti, tedeschi e ovviamente francesi. 

La città fu letteralmente invasa da questi giovani, arrivati in numero ben maggiore del previsto, provocando anche momenti di apprensione soprattutto quando le fermate della metropolitana erano prese d’assalto, in modo pacifico ma non sempre ordinato: per fortuna con qualche canto e risata la tensione si stemperava presto. 

Tutti i pellegrini arrivarono alla Veglia di sabato 23 agosto molto stanchi, ma altrettanto entusiasti. Paolo confida: «Il grande caldo era alleggerito dall’acqua gettata dagli idranti e da quella offerta nelle bottigliette. La sera c’era una distesa impressionante di persone, di cui non vedevi la fine. Peccato che eravamo davvero distanti dal palco». 

Confermano Massimo e Luisa: «La posizione in cui eravamo non era certo delle migliori, lontani e praticamente dietro un boschetto. Tutto però diventava un’occasione di gioia e di riflessione. Nei momenti di attesa abbiamo scritto e colorato la grande bandiera tricolore che ci siamo portati dalla parrocchia e che ancora conserviamo in casa; poi con radiolina e auricolare siamo riusciti a seguire la veglia e il resto». 

Ad Elena sono rimasti bene in mente anche i canti dei gruppi di giovani del cammino neo-catecumenale che hanno continuato tutta la notte, impedendo di fatto almeno un po’ di meritato riposo. Per Massimo e Luisa questa Gmg ha voluto dire soprattutto il porre le basi ad un gruppo di giovani della loro zona che ha portato a una grande partecipazione all’edizione di Roma 2000, dove sono andati di nuovo come semplici conoscenti: qualche mese dopo sarebbe iniziata la loro storia che ora li vede anche genitori di Gabriele (che parteciperà a Lisbona 2023) ed Elisabetta, ancora troppo giovane per l’esperienza portoghese. 

Pure Michela e Anna, le figlie di Elena e Paolo, saranno alla prossima Gmg, anche per aver gustato i frutti di Parigi 1997; racconta Elena: «Quell’esperienza ci ricorda l’armonia di tanti giovani di diverse culture e ci ha spronato a tenere sempre lo sguardo e il cuore aperti alle varie proposte e a differenti modalità di vivere la fede e di impegnarci per la parrocchia e la Diocesi». Aggiunge Paolo: «Abbiamo gustato l’essere Chiesa, con l’emozione di vedere da vicino papa Giovanni Paolo II, che ha messo un sacco di energie per i giovani ed è il Pontefice con cui siamo cresciuti. Tutto questo ci ha portato pure ad aprire le porte di casa nell’estate del 2000, quando abbiamo ospitato tre ragazze polacche nella settimana in diocesi prima della Gmg di Roma».

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