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Una Fondazione per far spiccare il volo alla Biblioteca Capitolare

Mons. Bruno Fasani: più diffusione e ricerca scientifica per valorizzare un patrimonio immenso 

Parole chiave: sasani (1), Biblioteca Capitolare (12), Cultura (11)
Una Fondazione per far spiccare il volo alla Biblioteca Capitolare

«La Biblioteca Capitolare è uno dei tesori più preziosi della città di Verona perché conserva documenti di inestimabile valore storico e culturale. Ma per diventare un luogo fruibile a tutti, come merita, e non soltanto uno scrigno nascosto per la conservazione dei suoi codici necessitava di uno strumento manageriale capace di farle intraprendere una nuova strada al passo con i tempi. Per questo è stata creata una fondazione: per permettere al più antico scriptorium ancora esistente, di fare quel salto di qualità indispensabile per garantire non solo la sua tutela, ma anche la diffusione, la conoscenza e la ricerca scientifica». Così mons. Bruno Fasani presenta la nascita della Fondazione Biblioteca Capitolare, resa possibile anche grazie al sostegno economico dell’imprenditore Michele Bauli.
L’ambizioso progetto può contare sulla collaborazione dell’Università di Verona che eseguirà la nuova schedatura e la digitalizzazione dei codici usando nuovissime tecnologie. Queste permetteranno di leggere, mediante particolari raggi luminosi non invasivi, i testi con una straordinaria “profondità” fino agli strati più interni delle pagine, rivelando nuovi ed inediti particolari dei testi antitchi. Ciò significa che per molti anni ci sarà materia di studio in ambito storico, filologico ed epigrafico per gli studiosi di tutto il mondo che potranno consultare le opere senza il pericolo di danneggiarle e soprattutto senza dover spostarsi dalla propria sede.
La nuova veste giuridica è finalizzata inoltre a reperire i fondi necessari per far vivere la biblioteca, facendone un punto di riferimento per la cultura cittadina. Sarà così possibile ricevere donazioni deducibili da parte di privati ed aziende, e accedere anche ai fondi pubblici. «A tal riguardo – precisa Fasani – non possiamo ragionare in termini autarchici, ma ci dobbiamo aprire a nuove e più stimolanti relazioni con altre fondazioni. Già abbiamo stabilito una efficace sinergia con il Museo Egizio di Torino e con il suo direttore Cristian Greco. Questo ci permette fin d’ora di avere la disponibilità di alte professionalità manageriali per elaborare un master plan che prevede una serie di tappe che riguardano la sicurezza, l’accessibilità, la climatizzazione, il recupero degli ampi ambienti collegati alla biblioteca, l’apertura al pubblico e l’organizzazione di eventi». L’ing. Maurizio Prete, con un’ampia esperienza nel management aziendale, svolge tutto il lavoro burocratico necessario per far girare una macchina così sofisticata.
Verrà infine potenziata la parte museale che sarà quella più immediatamente frubile dai visitatori mediante visite libere e guidate: sono già in funzione percorsi specifici per le scuole mediante apposite convenzioni. E poi mostre, convegni, conferenze troveranno qui un ambiente prestigioso, ma non elitario. L’idea che sta alla base è che la vita della città non progredisce senza una identità culturale più consapevole; e al contempo la cultura non deve mai essere appannaggio di pochi eletti e slegata dal contesto sociale e civile del suo territorio. Aziende, università, categorie professionali, associazioni e gruppi di interesse sono il tessuto con cui viene realizzata la mappa della città. Esattamente come è documentato con la prima immagine integrale di una città medievale – Verona –, nota come l’Iconografia rateriana.
Se è vero che la Capitolare è un patrimonio dell’umanità, e l’operazione realizzata con la Fondazione permetterà il suo riconoscimento anche presso i competenti enti internazionali, «ce l’abbiamo noi», conclude il prefetto della biblioteca. E la Chiesa la custodisce con la coscienza di non racchiuderla tra le mura e per pochi, ma di aprirla alla cittadinanza universale. Per questo mons. Fasani chiama a raccolta le forze economiche e culturali di Verona per dare nuova vita al patrimonio che da 16 secoli è consegnato alla nostra responsabilità, perché lo consegniamo alle nuove generazioni non come «i preziosi gioielli di famiglia da chiudere in cassaforte», ma come capitale di valori culturali e di civiltà da investire per l’avvenire.
Sul sito bibliotecacapitolare.it si possono trovare tutte le informazioni relative agli orari, alle iniziative in programma, e la “lista nozze” per coloro che vogliono collaborare con il finanziamento di progetti specifici di riqualificazione della struttura. Stefano Origano

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