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Il Grest della ripartenza

di REDAZIONE

Vi raccontiamo tre proposte estive organizzate dai circoli Noi a Salizzole, Gesù Divino Lavoratore e Borgonuovo

Parole chiave: Gesù Divino Lavoratore (1), Grest (9), Salizzole (4), Borgonuovo (3), Noi Verona (4)
Il Grest della ripartenza

di REDAZIONE 

Finalmente, era ora! Dopo un anno e mezzo caratterizzato dalla pandemia, con l’ingresso nella zona bianca anche i circoli Noi hanno potuto “riaccendere i motori” e riprendere l’attività. Visto il periodo dell’anno, ovvero l’estate, la ripartenza è avvenuta con il Grest, ovvero l’attività per bambini e ragazzi che nella maggior parte dei casi nel 2020 non si era potuta svolgere, visti i protocolli molto restrittivi che dovevano essere adottati, costringendo così numerosi circoli a dover rinunciare, sia pure a malincuore.

Quest’anno invece, pur con alcune regole ben precise da osservare, c’è maggiore libertà e, fattore non secondario, possono nuovamente essere coinvolti gli adolescenti minorenni nell’animazione.

Abbiamo incontrato tre circoli Noi, due della città e uno della Bassa veronese, che il 14 giugno hanno riaperto le porte a bambini e ragazzi che non vedevano l’ora di iniziare il Grest.

I giochi olimpici a Gesù Divino Lavoratore

Un Grest inclusivo, che coinvolge anche bambini e ragazzi di altre confessioni e fedi religiose, «perché si fa comunità con tutti» sottolinea Elisa Nerlini, presidente del circolo Noi Gesù Divino Lavoratore, in Borgo Roma. Una settantina i bambini coinvolti, con una quarantina di animatori adolescenti e un gruppo di adulti, soprattutto mamme, per una proposta che si svolge al pomeriggio, dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 18.30, fino al 2 luglio nel parco giochi parrocchiale.

«Come tema abbiamo scelto le olimpiadi – ci spiega Luisa Mori, una delle coordinatrici del Grest –, con attività ludiche che valorizzano le capacità di ogni partecipante. Infatti attraverso il gioco ognuno può esprimersi e sentirsi incluso». E proprio per favorire l’inclusione è stato creato il dado del fair-play. «Su ogni faccia è riportata una regola, sempre in positivo, e quindi tutti riusciranno a dare il meglio di loro stessi, se non dal punto di vista fisico, almeno rispettando le regole».

Grande attenzione è riservata quotidianamente all’osservanza delle norme anti-Covid, con due diversi punti di ingresso e mantenendo separati i bambini della primaria dai ragazzi delle medie. Per questi ultimi sono state programmate anche alcune uscite: una biciclettata, una passeggiata in montagna all’aria aperta e, nell’ultima settimana, la gita per tutti in un parco tematico.

«Finalmente siamo potuti ripartire con un po’ di serenità nel rispetto pieno delle regole, ovviamente – evidenzia don Andrea Ronconi, parroco e consigliere spirituale del circolo Noi – ma anche con l’opportunità di far incontrare questi ragazzi che per mesi sono stati a casa, non si vedevano neppure a scuola; a catechismo si poteva fare ben poco, magari solo in chiesa qualche momento di preghiera, mentre adesso si può stare insieme e giocare ed è bello vedere i loro sorrisi; anche dietro la mascherina si vedono gli occhi che sorridono. In un quartiere di periferia come il nostro è importantissimo che i ragazzi possano incontrarsi, altrimenti si disperdono, e la Chiesa per fortuna ha ancora questa funzione aggregante».

Il Grest è quindi importante sia per i bambini e le loro famiglie, ma anche – se non soprattutto – per gli animatori adolescenti «la maggior parte dei quali sono figure presenti in parrocchia continuativamente durante l’anno, molti anche come aiuto catechisti», ci dice Giovanna Totolo, una delle coordinatrici del Grest. «Lo scopo che come comunità ci proponiamo è di tenerli agganciati – evidenzia Mori – e il Grest sicuramente è un’attività che li valorizza e permette loro di esprimersi. Sono stati formati con incontri specifici e la presenza di noi mamme intende essere di supporto nella relazione tra di loro e con i bambini, ma soprattutto nell’attività pratica, perché anche per loro sia un’esperienza positiva».

Il Piccolo Principe in scena a Borgonuovo

Il Grest organizzato dal circolo Noi Borgonuovo, nell’omonimo quartiere cittadino, si svolge al mattino dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì, fino al 9 luglio, «ed è diviso in due “bolle” che di fatto poi diventano quattro – spiega don Luca Composta, vicario parrocchiale e responsabile dell’attività –. Per la prima metà della mattinata due gruppi di bambini (all’incirca 25) sono impegnati qui in parrocchia con attività di laboratorio, mentre altrettanti giocano nel parco qui vicino, recintato e dotato di cancello di ingresso, poi a metà mattina si danno il cambio».

In tutto ciò sono assistiti da una ventina di animatori che nel corso dell’anno hanno seguito il percorso formativo per adolescenti, e da una quindicina di adulti. Considerata l’incertezza che ha regnato fino all’ultimo riguardo a quanto si sarebbe potuto fare, gli organizzatori hanno deciso di far costruire il Grest ai bambini durante l’attività, mettendo in scena il racconto del Piccolo Principe.

«Una delle quattro bolle infatti è la “bolla teatro”. Le scenografie le realizzano con i loro lavoretti, quindi alla fine del Grest ci sarà la rappresentazione fatta da loro “in diretta”. In questo modo i bambini si divertono e si mettono in gioco, visto che il primo giorno era tutto spoglio, non c’era la scenografia, non c’era nulla».

Tra le misure di prevenzione anticovid, la suddivisione in piccoli gruppi che restano immutati e la misurazione della temperatura corporea all’inizio e alla fine dell’attività giornaliera. «La merenda – sottolinea don Luca – andiamo a prenderla al supermercato vicino, e questo ci permette di offrire un preciso segnale di attenzione alle persone del quartiere “a tirarsi su”, dopo un’annata difficile».

Particolarmente originale l’uscita programmata a porta San Zeno, presso la sede del Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco A.D. 1531. «I bambini suddivisi in due gruppi, uno un venerdì e l’altro quello successivo, potranno conoscere la storia del Carnevale veronese, vedere come si veste il Papà del Gnoco, ammirare la sala delle feste e gustare il piatto tipico, gli gnocchi», spiega don Composta.

Il Grest ha segnato la ripresa dell’attività del circolo dopo un anno e mezzo di sosta forzata. «Inoltre da venerdì 11 abbiamo dato il via a “Cortile aperto” che offre la possibilità ai tesserati di poter vedere sul maxischermo le partite serali degli Europei di calcio – segnala Vincenzo La Cava, consigliere del circolo –. Così pure da poco abbiamo creato la pagina Instagram “noiborgonuovo” nella quale cerchiamo di portare a conoscenza della comunità giovanile le attività che facciamo di volta in volta».

Salizzole, oltre al gioco un progetto educativo

Centocinquanta bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni ripartiti in 15 gruppi, con 52 animatori formano la bella realtà del Grest del circolo Noi “San Martino” di Salizzole, che si svolge al mattino, dal lunedì al venerdì, fino al 16 luglio negli ampi spazi della scuola elementare, del circolo – dove è stata montata anche una tensostruttura – e della baita degli alpini.

«Il tema è quello di Guerre stellari – spiega Emanuele De Santis, responsabile e ideatore del Grest insieme al parroco don Massimiliano Lucchi –. La storia racconta di una bambina senza nome – in modo che ogni partecipante possa immedesimarsi in lei – proveniente da un pianeta desertico dove non c’è nulla, ma educata a diventare Jedi. Prende coscienza delle proprie capacità e comprende che rispettando la natura, collaborando con gli altri e impegnandosi nella società, quindi mettendosi al servizio della propria comunità, può diventare un esempio da seguire, può realmente fare la propria parte nella società in cui abita, sia essa la città o il piccolo paese».

Lo scopo dell’attività estiva non è solo quello di offrire ai bambini un’opportunità per divertirsi, ma anche di creare uno spazio per i giovani desiderosi di impegnarsi. «Tre sono i nostri obiettivi educativi: dare un luogo a questi ragazzi dove ogni giorno possono ritrovarsi per stare insieme e per mettere a disposizione dell’intera comunità di Salizzole ma non solo – visto che gli iscritti provengono anche dai paesi vicini – le proprie capacità. Inoltre vogliamo dare loro un ruolo, facendogli capire che sono importanti e, anche se giovani, possono comunque prendersi sulle spalle la responsabilità e la felicità dei bambini loro affidati. Infine, ed è la cosa più difficile, cerchiamo di essere noi di esempio e di far comprendere agli animatori che tra di loro possono aiutarsi, possono creare un minigruppo dove sanno di poter contare sull’aiuto dell’altro».

«Abbiamo avuto un buon riscontro da parte delle famiglie – illustra Marzia Bonfante, presidente del circolo San Martino – anche se negli anni pre-Covid il Grest era forse maggiormente atteso e incentivato dalla presenza nella giornata di martedì dei gonfiabili per i giochi con l’acqua, cosa che quest’anno non è possibile. Comunque i bambini li vedo belli affiatati ed entusiasti». È in programma anche un’uscita alla valle del Menago, a Bovolone, mentre la festa finale sarà… diversa dal solito.

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