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Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone

di REDAZIONE

Giovedì 8 febbraio, alle ore 20.30, una veglia di preghiera e riflessione nella chiesa di San Giacomo Maggiore

Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone

di REDAZIONE

In occasione della "Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la tratta di Persone"giovedì 8 febbraio, si terrà a Verona alle ore 20.30 una veglia di preghiera e riflessione presso la chiesa di San Giacomo Maggiore Via Combattenti Alleati, 6.

L’evento è organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano, il Centro di Pastorale Immigrati di Verona , il Centro di Pastorale Adolescenti e Giovani e l’Opera Famiglia Canossiana Nuova Primavera e con l’adesione della Diocesi di Verona, delle Figlie della Carità Canossiane ed i Padri Canossiani.

L'appuntamento sarà occasione per ascoltare testimonianze sul tema della tratta, spesso minacciata da trafficanti che mercificano donne e uomini chiedendo loro un prezzo per il viaggio e riducendole in schiavitù durante il tragitto per arrivare al paese desiderato, fonte di sogni e speranze. Su questo sfondo scuro e triste si fanno spazio esperienze di prevenzione al fenomeno attraverso la parola di Jude Otu, promotore del "Progetto Eyefon" in Nigeria della Onlus "Condivisione tra i popoli", che valorizza la formazione e il supporto alla creazione di cooperative di giovani che cercano di trovare nuove opportunità di lavoro e stabilità nel paese di origine; oppure, attraverso la voce di Silvia C. che racconta esperienze di supporto ai migranti in fuga dai conflitti attraverso l'attivazione di un call-center gratuito che permetta al migrante di poter chiedere aiuto e di essere ascoltato e accolto.

La Giornata Mondiale contro la tratta è stata istituita da Papa Francesco in memoria di Santa Bakhita, sudanese, sfruttata come schiava ma poi liberata e diventata suora canossiana.

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha attivato nel territorio veronese una Unità di strada che, grazie al supporto di volontari, da oltre trent’anni esce settimanalmente per incontrare le giovani donne, talvolta minorenni, trafficate e sfruttate dal racket della prostituzione, oltre che dai clienti italiani che approfittano della loro condizione di vulnerabilità.

«Ogni tanto qualcuna di loro trova il coraggio di scappare – spiegano i volontari –. Allora la accogliamo nelle nostre case famiglia, e inizia un lungo percorso di superamento dei traumi subiti e recupero della piena di dignità. Ma tante altre non ce la fanno. Solo un intervento coordinato, che coinvolga in maniera decisa tutte le istituzioni, può sradicare questo inaccettabile fenomeno».

Il Covid ha cambiato il volto della prostituzione e la presenza in strada delle ragazze si è un po’ ridimensionata rispetto al periodo precedente pre-pandemico, ma questo non deve trarre in inganno: «Dalla strada il fenomeno della prostituzione si è spostato negli appartamenti, in finti locali per massaggi controllati da sfruttatori e trafficanti. E qui noi volontari facciamo più fatica a intervenire. La situazione delle donne costrette al chiuso ha peggiorato la loro situazione ed ha reso più facile a sfruttatori e trafficanti coprire le proprie operazioni illegali e rendere le vittime ancora più invisibili. Alla veglia ci rivolgeremo soprattutto ai cosiddetti clienti: queste ragazze potrebbero essere le vostre sorelle, le vostre figlie. Fermatevi».

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