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Anche Verona alla prova della ripartenza

Dal 18 maggio il ritorno graduale alla normalità. Finalmente riprese le Messe con il popolo

Parole chiave: Ripartenza (3), Covid-19 (10), Chiesa (36), Società (10), Coronavirus (72), Comune di Verona (11), Federico Sboarina (2)
Foto Siciliani-Gennari/SIR

Con prudenza, mascherine e guanti, Verona è ripartita. Dal 18 maggio città e provincia si sono rimesse in moto, dopo l'allentamento dei vincoli introdotti per prevenire il contagio da Covid-19. Molte più persone per strada (ma niente turisti), negozi ed esercizi commerciali con le serrande rialzate (pur con le dovute cautele), e finalmente l'atteso ritorno alla Messa con la presenza dei fedeli.

«Finalmente dopo due mesi torniamo a fare ciò che più ci manca; ricordatevi di indossare sempre le mascherine e di rispettare le distanze. Verona è forte, ce la faremo», è il commento del sindaco Federico Sboarina

Il graduale ritorno alla normalità era stato anticipato il 16 maggio dalla diffusione dei dati relativi all’indagine epidemiologica condotta su un campione di cittadini veronesi. L'analisi, attraverso i tamponi e la ricerca degli anticorpi anti SARS CoV2, ha fotografato statisticamente la distribuzione del virus nella nostra città e il numero di positivi asintomatici residenti. Gli esiti? Sono 10.575 cittadini veronesi che nelle settimane di contagio hanno contratto il virus ma erano asintomatici (quindi con un ruolo fondamentale nella diffusione), 1.645 i cittadini che adesso sono positivi asintomatici (in grado di infettare), mentre il 95% della popolazione non ha contratto il virus. Lo studio, il primo in Italia effettuato in un capoluogo di provincia, è frutto della collaborazione tra il Comune di Verona e l’Ospedale Sacro Cuore di Negrar; nel Comitato scientifico anche l’Università di Verona e l’Azienda ospedaliera con la partecipazione dell’Ulss 9 Scaligera. 

«Grazie ai provvedimenti restrittivi attuati nei mesi scorsi, il 95% della popolazione cittadina è stata preservata dalla malattia; questo dato indica la bontà delle scelte fatte e l’importanza dei costanti richiami allo "stare a casa" – è il commento del primo cittadino –. Se è stato ottenuto un risultato così positivo lo si deve alle ordinanze della Regione, ai provvedimenti del Comune, talvolta più restrittivi e capaci di anticipare la normativa nazionale, e all’impegno dei cittadini che hanno saputo adeguarsi alle norme e le hanno rispettate. Un plauso va a tutti e, in particolare, ai veronesi. Tra loro, i giovani hanno dimostrato di essere particolarmente attenti al rispetto delle regole: si sono ammalati in percentuali molto basse proprio perché hanno saputo rimanere a casa, quindi, vanno ringraziati per il loro impegno».

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