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A Verona un patentino per addomesticare i social

Negli ultimi anni, per chi si prende cura degli adolescenti, è diventato molto importante combattere fenomeni di cyberbullismo e di uso distorto della rete...

Parole chiave: Cyberbulli (3), Studentvoice (5), Social (13)

Negli ultimi anni, per chi si prende cura degli adolescenti, è diventato molto importante combattere fenomeni di cyberbullismo e di uso distorto della rete. L’Osservatorio permanente Adolescenti-Studenti di Verona da due anni porta avanti un progetto di educazione, denominato Sndl (ovvero Social network driving licence), che prevede un percorso formativo-didattico per gruppi di studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado.
Quattro sono i moduli formativi che costituiscono il percorso.
Il primo, tenuto da un esperto informatico, approfondisce il funzionamento della rete; fa sperimentare l’uso sano e formativo di una chat o di un social, ma ne evidenzia anche le criticità. Si parlerà quindi di sicurezza sul web e di web reputation.
Un secondo modulo è dedicato ai risvolti psicologici che sottostanno all’uso dei social, dello smartphone, della rete. Attraverso un’attività di role playing, si conducono i ragazzi a sperimentare i ruoli e le emozioni del bullo, della vittima, dei complici, dei gregari.
Il terzo modulo è lasciato all’esperto di giurisprudenza che presenta i rischi legali di un uso superficiale e non consapevole dei social.
Per concludere, nel quarto modulo, un pedagogista-counselor raccoglie le impressioni e le riflessioni degli studenti attivando in loro consapevolezza e senso di responsabilità. È previsto anche un esame conclusivo che ha l’obiettivo di rilasciare un vero e proprio “patentino” che certifichi un uso consapevole dello smartphone e dei social network. Infine un pedagogista e un avvocato incontreranno i genitori per “restituire” il lavoro svolto dai loro figli e mostrare tutte le implicanze legali dell’uso distorto dello smartphone.
Il percorso presentato è già stato portato a termine, con soddisfazione degli studenti, dei genitori e degli insegnanti, con diversi gruppi di allievi delle scuole secondarie di primo grado. “Perucci”, “Cappelletti-Turco” e “Provolo” e Istituto Tecnico per il Turismo “Romano Guardini” sono le scuole che hanno aderito quest’anno, per un totale di 8 classi. Sono stati coinvolti complessivamente circa 250 ragazzi, che hanno ammesso di aver cambiato il loro modo di utilizzare i diversi dispositivi e che potranno ora “navigare” in modo più informato, consapevole e quindi sicuro.
Durante la proposta formativa abbiamo incontrato anche alcune vittime di bullismo e cyberbullismo che hanno notevolmente apprezzato questo percorso, ringraziato per il forte intervento di prevenzione e affermato che se alcuni bulli avessero partecipato a questo progetto probabilmente loro non sarebbero mai state vittime.
O.P.Ado.S. è una onlus e come associazione di promozione sociale si pone in un’ottica di servizio e non di profitto. Chiunque volesse partecipare o lasciarsi coinvolgere nelle attività dando il proprio contributo anche economico, sarà accolto a braccia aperte.

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A Verona un patentino per addomesticare i social
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