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Imprudenza e superficialità uccidono più della criminalità

L’imprudenza, la superficialità, la trascuratezza, la sottovalutazione delle norme possono portare gravi conseguenze e spesso noi italiani non ce ne accorgiamo. Le consideriamo delle colpe veniali, specialmente quando ci sentiamo sicuri...

Parole chiave: Andrea Casavecchia (1), Incidenti Stradali (2), Vittime (2), Opinione (62)
Casavecchia Andrea

L’imprudenza, la superficialità, la trascuratezza, la sottovalutazione delle norme possono portare gravi conseguenze e spesso noi italiani non ce ne accorgiamo. Le consideriamo delle colpe veniali, specialmente quando ci sentiamo sicuri.
Se applicassimo questi atteggiamenti di costume ai nostri comportamenti sulla strada potremmo osservare quale peso possono realmente assumere.
Sono sufficienti pochi numeri: le vittime che hanno perso la vita in un incidente stradale, ci dice l’Istat, in una ricerca condotta insieme all’Aci (Automobile Club d’Italia), sono state 3.419 nel 2015. Se si considera che i reati per omicidio nel 2014 sono arrivati a 475, ci si rende conto di quanto sia pericoloso affrontare le strade.
E di quanto i mass media condizionino l’immagine dell’opinione pubblica: la prima fonte di insicurezza non viene dalla criminalità, ma spesso dalla nostra incuria.
Il picco si raggiunge nei mesi estivi, quando generalmente si va in ferie.
La ricerca ci avvisa che i decessi per la prima volta da quindici anni ritornano ad aumentare. I più coinvolti sono i giovani, tra i 20 e i 24 anni, con 234 vittime e gli adulti, tra i 40 e i 54 anni, che superano le 600 vittime. La presenza in queste statistiche di pedoni, ciclisti e passeggeri ci indica anche che il portato delle conseguenze non tocca solo chi è alla guida, ma coinvolge anche altri. L’errore, la distrazione o l’imprudenza ci ricordano l’importanza della responsabilità: una nostra azione ha effetti che vanno oltre il perimetro della nostra singola vita.
Ci sono due indicazioni che sottolineano la poca attenzione alle regole e la superficialità alla guida. Le riscontriamo nella rilevazione delle principali violazioni. In primo luogo c’è un problema soggettivo: nella ricerca si sottolinea che tra i comportamenti errati i più frequenti sono la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e la velocità troppo elevata. Insieme queste tre violazioni totalizzano il 44% dei casi. In particolare si sottolinea la guida con cuffie alle orecchie e l’utilizzo del cellulare.
In secondo luogo c’è un problema oggettivo, che proviene da una responsabilità collettiva e che chiama in causa la condizione delle strade che in alcuni casi è trascurata: in particolare si deve tenere in considerazione, da una parte, la manutenzione del manto stradale, soprattutto per le strade extraurbane, dall’altra parte, c’è la congestione delle grandi città che insieme contano il 25,6% del totale degli incidenti in Italia.
Insomma dall’imprudenza o dalla trascuratezza dei singoli o collettiva poi si originano parte delle nostre vulnerabilità e insicurezze.

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