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Prepariamo il nostro prato ad affrontare l’inverno

Il clima di Verona non è quello del Nord Europa: quindi pretendere di avere un prato sempre perfetto, come si vede nei parchi inglesi, è un’illusione. Tuttavia con alcuni accorgimenti possiamo anche noi avere un bel prato verde di cui andare giustamente orgogliosi.  Non è complicato: si tratta solo di intervenire per favorire la crescita e lo sviluppo delle graminacee del prato e deprimere quella delle altre erbe.

Parole chiave: Erba (1), Prato (1), Lorenzo Tosi (5), Agrea Centro Studi (7)
Prepariamo il nostro prato ad affrontare l’inverno

Il clima di Verona non è quello del Nord Europa: quindi pretendere di avere un prato sempre perfetto, come si vede nei parchi inglesi, è un’illusione. Tuttavia con alcuni accorgimenti possiamo anche noi avere un bel prato verde di cui andare giustamente orgogliosi.  Non è complicato: si tratta solo di intervenire per favorire la crescita e lo sviluppo delle graminacee del prato e deprimere quella delle altre erbe.
L’operazione più importante, da fare in ottobre, è senz’altro l’arieggiatura. Con il tempo il prato viene invaso dal feltro, costituito dall’accumulo dei resti organici indecomposti, che ostacola la respirazione delle radici e che è la prima causa di deperimento del cotico erboso. È quindi molto importante eliminare questo strato di residui organici e restituire alle radici la possibilità di scambiare aria e ossigeno. Questa operazione si fa  utilizzando l’arieggiatore, attrezzo dotato di lame o denti rotanti che, grattando la superficie del suolo tra i fili d’erba, rimuove lo strato di materiale morto permettendone l’eliminazione.
Terminata l’arieggiatura, è opportuno procedere a quello che in termini tecnici si chiama top dressing. Questo termine inglese indica la copertura del terreno con sabbia mista (o torba) utile per livellare il suolo e favorire la formazione di nuove radici e nuovi steli. Una semplice ricetta per la miscela da top dressing prevede tre parti di sabbia di fiume grossolana, sei di sabbia fine e una parte di torba. Si distribuiscono circa 2 kg di miscela per metro quadro, poi si passa con un rastrello per livellare il tutto. Nelle zone dove il prato è un po’ rado, o se si vuole ringiovanire un po’ il cotico erboso, il periodo autunnale è ottimo per la distribuzione della semente da trasemina (detta anche “da rigenerazione”), che si trova già pronta in commercio. Nelle aree interessate, dopo l’arieggiatura, si possono distribuire circa 15-35 g/mq di seme che andranno ricoperti con la miscela del top dressing.
Dopo le operazioni di arieggiatura e trasemina è opportuno distribuire del fertilizzante. In questo modo le graminacee possono arricchire i loro tessuti con un buon contenuto in nutrienti e quindi resistere meglio alle gelate invernali. Il concime, preferibilmente del tipo a lenta cessione, va sparso in modo uniforme e quando il terreno è umido. Nei giorni successivi, se non dovesse piovere, sarà opportuno irrigare il prato in modo da favorire l’assorbimento degli elementi nutritivi.
Con l’avanzare dell’autunno calano le ore di luce e questo ha come conseguenza un rallentamento della crescita dell’erba: quindi andranno anche diradati gli sfalci fino alla loro sospensione.
In autunno, con le giornate miti e umide, è facile notare un gran numero di lombrichi che scavano tra i fili d’erba e portano in superficie dei mucchietti di terra. Sono preziosi alleati che, grazie alla loro presenza, rendono il terreno più fertile e vitale. Se però i mucchietti sono troppo numerosi l’aspetto estetico del prato ne può risentire: per ovviare al problema si può grattare la superfice del prato trascinando una rete metallica morbida. In questo modo potremo disperderli senza dare fastidio ai nostri preziosi alleati.
* Agrea Centro Studi

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