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Il variegato mondo delle rose: ecco come trattare le regine dei nostri giardini

Oggi dedichiamo un po’ di attenzione alla rosa, pianta che in maggio arricchisce i nostri giardini, terrazze o balconi con le sue splendide fioriture. In realtà sarebbe più corretto parlare di rose, al plurale, perché esistono nel mondo più di duemila varietà e tipi diversi: rose antiche, tappezzanti, da taglio, profumate...

Parole chiave: Agronomo (8), Consigli (7), Lorenzo Tosi (5), Agrea Centro Studi (7), Rose (4)
Il variegato mondo delle rose: ecco come trattare le regine dei nostri giardini

Oggi dedichiamo un po’ di attenzione alla rosa, pianta che in maggio arricchisce i nostri giardini, terrazze o balconi con le sue splendide fioriture. In realtà sarebbe più corretto parlare di rose, al plurale, perché esistono nel mondo più di duemila varietà e tipi diversi: rose antiche, tappezzanti, da taglio, profumate... però tutte sono accomunate da alcune esigenze: il conoscere le quali è importante per avere sempre fioriture abbondanti e durature.
Prima di tutto la posizione: le rose vegetano bene nei posti con una buona luminosità e ben arieggiati. È una specie che ama il sole e le fioriture più abbondanti si ottengono con esposizioni ben soleggiate: occorre quindi evitare di metterle a dimora vicino a siepi folte o in posti perennemente in ombra e con poca luce. A questo fanno eccezione le rose rampicanti, che preferiscono invece una posizione parzialmente ombreggiata.
Per quanto riguarda il terreno, la rosa non ha esigenze particolari: è importante che il substrato non trattenga troppo l’acqua e che sia ricco in sostanza organica. Un misto di terra da giardino, sabbia e compost o terriccio è un buon mix che garantirà un ottimo sviluppo alla giovane pianta.  La rosa vegeta bene in un terreno ricco di sostanza organica: un tempo i giardinieri avevano l’abitudine di ricoprire le piante di rosa in autunno con del letame, con il duplice scopo di proteggerle dal freddo invernale (cosa che ormai è solo un ricordo) e di fornire il nutrimento in forma organica di cui la pianta avrebbe beneficiato nella primavera successiva.
Naturalmente oggi è complicato fornire del letame fresco alle nostre rose; tuttavia si può ovviare a ciò acquistando del letame pellettato, decisamente più facile da manipolare, da distribuire a fine inverno, magari interrandolo un po’ nel terreno.
La potatura è un’operazione molto importante: la rosa fiorisce sui germogli nuovi dell’anno, per cui bisogna stimolare la pianta ad emettere nuovi getti sani e vigorosi.
In verità il tipo di intervento può variare in funzione della specie, della varietà, ecc.; ma in linea generale possiamo dire che è sempre necessario togliere i rami secchi o troppo vecchi e deperiti per permettere il rinnovo della vegetazione e raccorciare i rimanenti, mantenendo 4-5 gemme in totale, avendo cura di effettuare il taglio poco sopra all’ultima gemma. La potatura si esegue a febbraio, prima del germogliamento.  
Va sempre tenuto presente che più si taglia, maggiore sarà la risposta della pianta nell’emettere nuovi germogli. Per cui, nel caso la nostra rosa fosse un po’ debole, bisogna fare un taglio massiccio per stimolare la pianta a produrre rami più robusti; se invece abbiamo una rosa già vigorosa e forte, effettueremo un taglio leggero. Nel corso della stagione ci si limiterà raccorciare i rami con i fiori ormai appassiti in modo da dare spazio allo sviluppo di nuove fioriture.
Per quanto riguarda le annaffiature va ricordato che la pianta della rosa è un arbusto legnoso, resistente e con apparato radicale fittonante. Non bisogna eccedere quindi con le annaffiature, le quali di regola devono essere abbondanti, più che frequenti. Naturalmente fanno eccezione i rosai coltivati in vaso che invece hanno bisogno di più acqua.
Infine le malattie: sono tre le principali avversità che colpiscono la rosa: l’oidio, una muffetta bianca che colpisce le foglie e i fiori; la ticchiolatura, che provoca delle macchie brune sulle foglie che poi ingialliscono e cadono; e gli afidi o pidocchi.
I rimedi per contrastare queste avversità sono molti, ma quelli praticabili da tutti sono i sali di rame, lo zolfo e il piretro naturale. Il rame e lo zolfo hanno attività preventiva contro l’oidio e la ticchiolatura: bisogna quindi somministrarli prima della comparsa dei sintomi, ogni 10-15 giorni, a partire dal germogliamento, fino a giugno, quando le condizioni ambientali non sono più favorevoli allo sviluppo delle malattie.
Il piretro naturale invece è molto efficace contro gli afidi e va spruzzato sulla vegetazione alla loro comparsa. Per chi volesse attuare la lotta biologica, è anche possibile utilizzare le coccinelle, voraci predatrici di afidi: liberate sulle foglie, provvederanno in poco tempo a far piazza pulita degli sgraditi ospiti. Si possono acquistare nei negozi specializzati o anche on line, su siti dedicati al giardinaggio.

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