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Api in via d’estinzione? Ci pensa Soroptimist Verona

di MARTA BICEGO

Per il centenario del club scaligero, le socie hanno donato un’arnia all’apicoltura Mulini Perduti di Pastrengo. Un contributo al progetto “Oasi delle Api”

Parole chiave: Arnie (1), Api (6), Biodiversità (2), Natura (6)
Api in via d’estinzione? Ci pensa Soroptimist Verona

di MARTA BICEGO

Piccole amiche della natura e preziose alleate della sopravvivenza umana, eppure a rischio d’estinzione. Alle api hanno pensato le socie del Soroptimist International Club di Verona che, con il progetto “L’Oasi delle api” creato in occasione del centenario del sodalizio internazionale, hanno donato un’arnia in grado di ospitare fino a 60mila insetti impollinatori. A ricevere il dono è stata Daniela Begnini, ambasciatrice e donna dei mieli, che nella sua apicoltura Mulini Perduti di Pastrengo svolge il ruolo di custode delle api. Luogo, a due passi dal lago di Garda, che le professioniste hanno visitato lo scorso 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api, tra momenti di condivisione e degustazione.

All’ombra delle vigne, l’incontro ha offerto «concreta testimonianza di un impegno che sentiamo da sempre, quello della cura dell’ambiente e salvaguardia della biodiversità», ha evidenziato la socia Roberta Girelli. «In tutto il mondo i club Soroptimist celebrano il centenario dell’associazione con un evento a memoria delle socie fondatrici che avevano salvato una foresta di sequoie, quindi con iniziative legate a questioni ambientali. E l’Italia ha optato per il service “Oasi delle Api”», ha spiegato la presidente del club di Verona Annamaria Molino, oncologa. «Un mondo che permette di perdere queste piccole collaboratrici, utili a garantirci – grazie al processo di impollinazione – gran parte della frutta e verdura che finisce sulle nostre tavole, oltre che alla produzione di alimenti altrettanto benefici quali miele e pappa reale, è destinato a povertà e diseguaglianze. Con tale service vogliamo dunque sensibilizzare cittadinanza, istituzioni e giovani generazioni, e aiutare le api a vivere meglio», ha proseguito.

L’arnia, impreziosita dal logo del Soroptimist di Verona, è posizionata all’ingresso dell’apiario: un’area incontaminata, ricca di “sorgive di nettare”, dove la casetta può accogliere nuove popolazioni di api. Colonie che ogni anno, a causa di cambiamenti climatici, uso intensivo di pesticidi, malattie e parassiti, sono messe a dura prova. «I continui sbalzi di temperatura e le gelate hanno bruciato moltissime fioriture – ha precisato l’apicoltrice –, riducendo la biodiversità e privando i nostri insetti di fonti di sostentamento. Ad oggi, dunque, l’ape mellifera non è in grado di sopravvivere da sola, dev'essere accudita, nutrita e curata da un apicoltore». D’aiuto sarebbe inoltre una maggiore collaborazione tra apicoltori e agricoltori, per far sì che questi ultimi non trattassero le coltivazioni durante il periodo di fioritura, quando c’è vento e nelle ore di sole (mentre le api vanno a bottinare); e che i possessori di un giardino o di un balcone vi piantassero erbe aromatiche o fiori melliferi.

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