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Sea Watch presenta esposto in Procura: “Accertare reati delle autorità marittime”

Riprende la battaglia legale fra ong tedesca e vertici italiani. Tutte le ipotesi in campo. Bisogna attendere la polizia giudiziaria a bordo della nave, che coincide con uno sbarco effettivo dei migranti

Parole chiave: Sea Watch (1), Immigrazione (8)
Immagine della nave Sea Watch

MILANO - “Eventuali condotte di rilevanza penale” che coinvolgono “le autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso”.Ecco il cuore dell'esposto presentato dalla Sea Watch in Procura ad Agrigento. Lo fa sapere la stessa ong in una nota. “Gli avvocati Alessandro Gamberini del foro di Bologna e Leonardo Marino del foro di Agrigento – si legge – hanno trasmesso un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento per portare all'attenzione dei magistrati i tratti essenziali della vicenda, relativa alla presenza, avanti al Porto di Lampedusa, della nave Sea Watch 3, con a bordo, oltre all’equipaggio, 43 persone, tra le quali 3 minori non accompagnati, soccorsi in data 12 giugno 2019 in acque internazionali, a circa 47 miglia dalle coste libiche”. 
Bisogna “demandare alla valutazione dell'autorità giudiziaria – scrive la ong tedesca – l'adozione di tutte le misure necessarie a porre fine alla situazione di gravissimo disagio a cui sono attualmente esposte le persone a bordo della nave” dopo che il Capitano della nave Sea Watch 3, battente bandiera olandese, ha già messo in atto una “ricognizione del caso” segnalata alla Guardia costiera nella giornata di ieri. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha definito la donna “sbruffoncella” e ha detto che bisogna “arrestarla” dopo che la comandante è salita alla ribalta delle cronache in queste ore per la decisione di fare ingresso nelle acque territoriali italiane dopo due settimane di attesa e nonostante l'alt intimato dal Viminale. Ma sono molte le strade che istituzioni e la Procura di Agrigento guidata dal magistrato Luigi Patronaggio possono decidere di seguire in questo momento. Come scrive Meridionews  una prima scelta spetterà al “prefetto che, stando alle novità introdotte dal decreto, ha la possibilità di sanzionare con una multa fino a 50mila euro la comandante, l'armatore e il proprietario della nave”.
A riguardo il prefetto di Agrigento Dario Caputo ha già dichiarato di attendere indicazioni da Roma. Una scelta a suo modo prevedibile, se si considera che le prefetture sono gli organi territoriali del governo che dipendono strettamente dal ministero degli Interni. Nella fattispecie da Salvini. Dal punto di vista giudiziario, se la procura guidata dal magistrato che per primo ipotizzò il reato di sequestro di persona a scopo di coazione a carico di Matteo Salvini dovesse decidere di aprire un'inchiesta su Sea Watch per un reato associativo finalizzato al favoreggiamento dell'immigrazione irregolare, anche non aggravata, il fascicolo sarebbe trasferito immediatamente alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo come prevedono le nuove norme del decreto Sicurezza bis. Vi è inoltre la possibilità che l'esposto di Sea Watch apra la strada a responsabilità più gravi per i vertici delle autorità portuali, marittime o, come – avvenuto in passato – del Dipartimento immigrazione del Viminale. Ma per avere una qualunque ipotesi di reato la Procura deve attendere l'esito dell'attività di polizia giudiziaria a bordo della nave. Operazione che può coincidere solo con lo sbarco concreto ed effettivo dei migranti a bordo. 
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