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La leggenda nera dell'Euro

L'Euro ha tutelato il debito pubblico italiano e ci ha inserito all’interno della moneta più forte e stabile del mondo

Parole chiave: Euro (16), Moneta unica (1)
Banconote e monete dell'Euro

Ma davvero c’è qualcuno – di cui sia accertata la presenza della testa sulle spalle – che sogna una fuoriuscita dell’Italia dall’euro? Inteso come italiano, perché di tedeschi (e olandesi, e finlandesi…) che vorrebbero farci tornare alla vecchia lira ce ne sono a camionate. Perché la leggenda che l’euro ci abbia portato alla rovina (quale rovina?) è appunto una leggenda. Nera. 
È stata invece la nostra salvezza. Non solo perché ci ha inserito all’interno della moneta più forte e stabile del mondo, più del dollaro stesso che troneggiava prima dell’euro. Ma soprattutto perché il nostro colossale debito pubblico è dentro un sistema monetario che lo tutela e lo tiene sotto controllo. 
Lo tutela, perché i tassi d’interesse che paghiamo per quella montagna sono niente rispetto a quelli che dovremmo pagare se Btp e Cct fossero in lirette. Quando ci fu la bufera, nel 2012, la Bce di Mario Draghi sostenne l’acquisto di titoli di Stato senza limiti allo scopo di non far esplodere lo spread soprattutto negli anelli più deboli della catena: Italia, Grecia, Spagna, Portogallo. Acquisti che calmieravano qualsiasi spinta speculatrice, e che ci hanno letteralmente salvato fino ad oggi. 
Ma la Bce tiene pure sotto controllo le manine dei governanti italiani, sempre pronti a spendere di più lasciando in eredità – al prossimo governo, alle prossime generazioni – le loro spese fatte a debito. Stare dentro l’euro significa non poter fare tutto ciò che si vuole, ma solo ciò che è giusto fare. E si capisce che questa limitata sovranità stia sulle scatole ai descamisados che profetizzano libera stampa di carta moneta per finanziare questo e quello senza alcuna copertura. Come in Venezuela e Zimbabwe, due esempi di Paesi che hanno ridotto il popolo alla fame. 
L’esperienza racconta delle terribili tempeste che ogni tanto si abbattono sul rublo russo, sulla lira turca, sul rand sudafricano. Tali da mettere in ginocchio l’intero Paese, come recentemente la Turchia. 
Quindi libertà monetaria per fare quel che ci pare – che in Italia significa farci del male? O vincoli che limitano la nostra sovranità ma che non ci permettono di diventare un Paese africano in terra europea? È una domanda che ha una sola risposta. Sensata, s’intende. Eppure c’è chi, in questo governo, spinge per l’emissione di mini-Bot (illegali, e già lì…) sognandoli come primo passo verso una nuova moneta. Con il compiacente sorriso di tutti quei tedeschi che vorrebbero tanto lasciarci verso una deriva africana e vedono che il “lavoro sporco” lo vogliamo fare addirittura noi

Fonte: Sir
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