Il Fatto di Bruno Fasani

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L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

Che l’immigrazione costituisca un problema è fuori discussione. Quanto il problema sia oggettivamente quantificabile nei suoi effetti, a parte i numeri degli arrivi che ci vengono riportati, è una variabile che dipende molto da chi la racconta. Politica e media sembrano fare a gara nel farsene carico, entrambi convinti che a cavalcare l’onda ci sia comunque da far bottino. Si chiami audience o si chiamino voti, l’importante che la storia renda. E così anche nella gente cresce la diffidenza e qualche volta il rifiuto...

Una notizia apparsa nei giorni scorsi ci riferisce di un’indagine scientifica condotta da una équipe di psicologi e psichiatri. I risultati dell’indagine sono lapidari nella loro essenzialità: nelle nuove generazioni starebbe sparendo l’io. Tranquilli, non siamo a Chi l’ha visto? Forse qualcosa di più grave. Ovvero staremmo perdendo progressivamente la coscienza...

In questi giorni la città di Verona ospita un’importante mostra dedicata a Tamara De Lempicka (si pronuncia Lempiz-ca), artista di fama mondiale, morta nel 1980. Figlia di una donna polacca e di un ebreo russo, trascorse una vita complicata ed avventurosa...

Altre volte le domande intercettano paure neppure tanto velate. E se portassero via il lavoro ai cittadini nostrani? E se tra loro si annidassero pericolosi terroristi, pronti a trasformare le nostre città in scenari di violenza? Neppure papa Francesco esclude questa ipotesi, come ha ricordato nei giorni scorsi...

Un amico mi segnala un passo biblico su cui dovremmo riflettere con maggiore pensosità. Il passo è preso dal profeta Amos (Am 6, 12) e recita testualmente: “Corrono forse i cavalli sulle rocce e si ara il mare con i buoi?”. L’immagine parla da sé, con rara potenza letteraria...

Eravamo bambini, quando dentro le stalle si consumavano i riti dello stare insieme, ovvero del filò come lo si chiamava dalle mie parti. Un vero e proprio cortile educativo, dove i bambini diventavano grandi e i vecchi trasmettevano il loro sapere...

Con l’avvicinarsi dell’autunno e quindi del Sinodo sulla famiglia, che dovrà dare risposte a tante questioni in sospeso, anche nella Chiesa, e neppure tanto velatamente, si è aperto una sorta di dualismo tra guelfi e ghibellini. Se, da una parte, c’è chi inneggia al nuovo stile di papa Francesco e alla sua carica trascinatrice...

Non sono un esperto di economia, anche se non c’è cosa sotto il sole che non mi incuriosisca. Soprattutto quando di mezzo c’è il destino della gente e, in particolare, di chi sente i morsi della crisi che stiamo attraversando.

Uno dei documenti più straordinari custoditi nella Biblioteca Capitolare di Verona è certamente costituito dalle Istituzioni di Gaio. Un codice che non è forzato definire patrimonio dell’umanità. Si di un codice antichissimo, che riporta il diritto romano, com’era nella sua forma più antica, ossia quella del II secolo, diverso da quello in circolazione, e cioè quello rielaborato da Giustiniano nel VI secolo d.C.

La chiamano Kirchensteuer, ovvero tassa per la Chiesa e va pagata dichiarando la religione di appartenenza. L’ammontare va dall’8 al 9 per cento ed è obbligatoria, come obbligatorio è il dovere di dichiarare a quale confessione si appartiene: cattolica, protestante, ebraica. Siamo in Germania, ovviamente...