Il Fatto di Bruno Fasani

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L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

Gradasso, sbruffone, cinico, sarcastico, beffardo. E assassino. Assassino di quattro innocenti, ammazzati a nome dei proletari comunisti armati, prima di scappare in Francia, poi in Brasile e quindi l’ultimo tentativo di passare in Bolivia, una volta fiutato che le arie carioca stavano diventando poco salubri per la sua situazione giudiziaria.

Non passa giorno senza che qualche presunta Madonna non faccia la sua apparizione a casa di qualche devoto. L’ultima sembra in Centro Italia, nell’Ascolano per l’esattezza. Dice il santone di turno che il quadro trasuda olio. La Madonna del frantoio, la chiameremo per comodità.

Non passa giorno senza che i media ci consegnino episodi di cronaca nera legati alla presenza dei profughi dentro le nostre città. Li chiamiamo profughi, cioè gente che scappa da terre devastate dalla guerra e dalla violenza, anche se in realtà solo il 10% tra di loro risulta idoneo ad essere classificato tale...

Leggo che nel 2005 il premio Nobel per l’Economia è stato dato all’americano Thomas Schelling. Non lo ricordavo, soprattutto non ricordavo il motivo per cui gli era stato assegnato. La sua genialità era stata quella di aver studiato e messo a fuoco la ricaduta economica e sociale dei comportamenti quotidiani, che spesso siamo portati a guardare con superficiale indifferenza...

C’è uno spot pubblicitario che sta risvegliando gli scrupoli di qualche italiano. Scrupoli un po’ pelosi, a dire la verità, anche se sembrano supportati da un rilievo mediatico degno di una causa col botto. Lo spot è quello che pubblicizza una merendina di una nota casa di prodotti dolciari. In campo entra una bambina, che sembra uscita dal pennello di Antonello da Messina, la quale, tutta perfettina, chiede alla madre una «colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la voglia di leggerezza e golosità»...

Ci sono storie che sembrano uscite dal libro Cuore, ovvero una sorta di concentrato di sentimento, che non ti viene neppure l’idea che possano esistere nella realtà. Eppure quello che è accaduto a Mortigliano, in provincia di Udine, forse è il miglior antidoto per sconfiggere i luoghi comuni, quelli degli esseri umani incapaci di fraternità, soprattutto quando di mezzo ci sono gli affari, quelli che scivolano sul pelo lungo dell’indifferenza...

Tutto bene. O quasi. Parliamo della vicenda che ha visto protagonista don Massimo Biancalani, parroco a Vicofaro, diocesi di Pistoia. Erano i giorni a cavallo di Ferragosto, torridi come tutti quelli di questa estate asfissiante. In parrocchia un gruppo di giovani immigrati di colore, provenienti da Gambia, Senegal e Nigeria, si erano impegnati lavorando per una Onlus come cuochi e camerieri...

Tra le letture che mi hanno accompagnato in questi giorni assolati, la più bella in assoluto è stata quella di un libro di Giacomo Biffi, cardinale arcivescovo di Bologna morto due anni fa, dal titolo: Lettere a una carmelitana scalza. Più che il contenuto, a farmi decidere di comprarlo era stata la grande stima per il suo autore. Ero giovane prete quando cominciai ad avvicinarmi a lui. Mi era capitata tra le mani una sua pubblicazione, Contro Maestro Ciliegia...

Il bacio, da sempre, ha segnato gli appuntamenti della storia. I cristiani magari corrono immediatamente a quello più tragico, consumato nell’orto dell’agonia, quando un certo Giuda fece di un gesto d’amore il segnale più alto del tradimento...

Davanti al male cui ci tocca assistere ogni giorno c’è una domanda che si impone inquietante. A cosa sono serviti duemila anni di cristianesimo, se questo è il risultato? Mi chiedo spesso cosa direbbe Gesù se tornasse al mondo ai nostri giorni. Di sicuro, se duemila anni fa ha accettato di venire a morire per riscattarci dal nostro male, non sarebbe stupito più di tanto.