Condiscepoli di Agostino
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La Confessione nell’Anno della Misericordia

Tutte le indicazioni contenute nella Bolla Misericordiae vultus, con cui Papa Francesco ha indetto l’Anno Giubilare, sono segno della disposizione d’animo di voler entrare nella logica di conversione propria dell’Anno Giubilare della Misericordia. Ne abbiamo già illustrato il senso e l’importanza. Vi sono tuttavia due realtà di carattere sacramentale senza le quali l’Anno della Misericordia rischierebbe di ridursi più a una larva appariscente che a una vera opportunità di conversione...

Tutte le indicazioni contenute nella Bolla Misericordiae vultus, con cui Papa Francesco ha indetto l’Anno Giubilare, sono segno della disposizione d’animo di voler entrare nella logica di conversione propria dell’Anno Giubilare della Misericordia. Ne abbiamo già illustrato il senso e l’importanza. Vi sono tuttavia due realtà di carattere sacramentale senza le quali l’Anno della Misericordia rischierebbe di ridursi più a una larva appariscente che a una vera opportunità di conversione. Si tratta dei Sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia. Focalizziamo ora il Sacramento della Confessione, detto altrimenti della Riconciliazione o della Misericordia.
In esso a noi è data la grazia di confessare, nel senso anzitutto di proclamare, la Misericordia di Dio, mentre confessiamo, nel senso che riconosciamo, a noi stessi, davanti alla Chiesa e a Dio, i nostri peccati. Ci riconosciamo peccatori. Bisognosi dunque di essere salvati. È il primo passo della conversione, che corrisponde in buona sostanza con il rientrare in se stessi, proprio del figlio prodigo, cioè con la presa di coscienza del nostro stato di peccato. In altre parole, il penitente prende coscienza di aver allentato, intiepidito o persino reciso la relazione filiale con Dio, per superbia e arroganza. Alla ricerca della felicità, intesa come piacere individuale, lontano da Dio. In effetti, ogni peccato è una concretizzazione della logica del peccato originale: un insano e insipiente atto di sfiducia nei confronti di Dio.
Il Sacramento della Confessione è finalizzato a riagganciare le relazioni filiali con il Padre per mezzo del Figlio nello Spirito dell’Amore. Quali sono le tappe che la Chiesa pedagogicamente ci presenta? Dopo aver preso coscienza dello stato di peccato, ancor prima di fare un “esame di coscienza”, è quanto mai opportuno metterci davanti al Crocifisso e guardarlo con fede. Nessuno si sente a disagio davanti ad un Crocifisso. Nessuno si sente condannato da un Crocifisso. Al contrario, ognuno si sente accolto, abbracciato da quelle braccia aperte sull’umanità intera, capito e amato per quello che è. È bene che il nostro sguardo commosso si incroci con lo sguardo benevolo del Crocifisso. Allora viene la voglia di affidarsi alla sua Misericordia, come il ladrone sulla croce. Segue poi la lettura meditata di un tratto, sia pur breve, della Parola di Dio, che illumina il senso del peccato e il senso della Misericordia. C’è poi l’incontro con un presbitero, per il quale si rivolge a Dio una preghiera, perché sia la presenza umanamente amabile, oltre che sacramentale, di Gesù stesso. Davanti a lui, che rappresenta simultaneamente Gesù e la Chiesa, si espongono le fragilità più significative, già affidate al Crocifisso. Senza angoscia e senza scrupolosità. Con semplicità disarmante, unendo in cuor proprio alla manifestazione delle proprie ferite la lode a Dio che in Cristo le risana.
La risposta è il perdono sacramentale, che è l’essenza dell’atto di Misericordia, in quanto ristabilisce una bella relazione filiale con Dio, che fa sperimentare quanto si sta bene con Dio, rispetto al quanto si sta male, nelle profondità del proprio essere, nel permanere lontano da Lui.
Non può che conseguirne una grande festa del cuore. Risanato. Rinnovato. Inondato della gioia di essere una creatura nuova, non più schiava dei vizi, ma segnata dal respiro della libertà dei figli. E, soprattutto, ne consegue una vita nuova: raggiunti dalla Misericordia, siamo abilitati a una vita di Misericordia nei confronti di quanti incrociamo nelle nostre giornate.

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