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Telepace compie 40 anni

Festeggia l'emittente creata da mons. Guido Todeschini: una realtà unica nel suo genere

Parole chiave: Telepace (1), Guido Todeschini (1), Cerna (1)
Telepace compie 40 anni

Compie 40 anni l’emittente Radiotelepace, nata il 27 novembre 1977 sulle colline veronesi della Valpolicella, a Casa Gioiosa di Cerna, dove sono passati migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze veronesi (si facevano i campi-scuola diocesani e i ritiri in preparazione alla Comunione e alla Cresima). E proprio dal desiderio dei ragazzi che frequentavano i campi estivi nacque l’esigenza di condividere con le famiglie quanto di bello stavano vivendo.
Erano i tempi in cui stavano nascendo le prime televisioni private e Telepace, da questo punto di vista, fu una vera pioniera, ancor più coraggiosa se si pensa che si affidava solamente alla Provvidenza. Segno distintivo questo; e forse i più grandi economisti, con questi presupposti, le avrebbero dato pochi anni di vita. Niente pubblicità, infatti, per statuto.
Ma l’impegno di un direttore, il fondatore mons. Guido Todeschini, allora giovane prete, che bussava di porta in porta per avere sostegni, trovò innanzitutto l’appoggio dell’allora vescovo mons. Giuseppe Carraro. Da quella piccola radiolina che trasmetteva in una zona circoscritta, la realtà si espanse e, dopo due anni di Radiopace, nacque Telepace. Tutto volontariato, persone che ci credevano e che dedicarono a questo scopo le loro energie.
Poi, negli anni, si susseguirono tante tappe importanti:
1985: Telepace è la prima televisione privata ad essere ammessa ai voli papali di S. Giovanni Paolo II;
1992: papa Wojtyla benedice l’immagine della patrona di Telepace, Maria Stella dell’Evangelizzazione e, consegnandola il 21 ottobre, dice: «Vedrai quanti miracoli!»;
1996: Telepace sale sul satellite Hot Bird II che porta il segnale in tutto il mondo;
2003: per i 25 anni di fondazione, Giovanni Paolo II incontra gli operatori con le loro famiglie.
Tante sono le difficoltà incontrate all’inizio. In una recente intervista, mons. Gino Oliosi, collaboratore dei primi anni, ha ricordato quanto siano stati difficili gli esordi, ma anche tutto l’entusiasmo per un’avventura a servizio della gente: «Don Guido ha voluto che al Centro Carraro... si chiamassero gli insegnanti dell’Università Cattolica di Milano per fare un corso per tutti gli operatori e per quelli che intervenivano...». Nel racconto fatto da mons. Oliosi c’è il ricordo di segni concreti di vicinanza di una Provvidenza operosa, quando vi fu da investire in nuove, costose attrezzature per trasmettere.
E poi l’amore di san Giovanni Paolo II per un’emittente che sentiva un po’ come sua, tanto che nel 1995, rientrando da Trento, fece sorvolare l’elicottero che lo stava portando a Roma sopra la sede di Telepace, nella sconosciuta località di Cerna, per dare più volte la sua benedizione.
Mons. Franco Fiorio, che fu segretario del ven. Giuseppe Carraro per quindici anni, ricorda quando il vescovo si fermò a Cerna per incontrare i ragazzi e don Guido: «Ricordo i ragazzi che avevano, a giudizio mio, una voce profetica, anche a nome di tante altre categorie che di solito non riescono a esprimersi, come le famiglie, gli ammalati, tutti i bambini di questo mondo. Ma ricordo anche l’opposizione non del tutto illuminata da parte dei preti di fronte a questa realtà. I preti si rifacevano a una visione, chiamiamola, di pauperismo, di povertà dei mezzi di comunicazione; invece mons. Carraro, don Guido e i ragazzi si sono rifatti con gioia ed entusiasmo al fatto di esprimersi attraverso i mezzi di comunicazione. In una scelta di questo tipo io vedevo una visione profetica».
Nel tempo, il segnale di Telepace si diffonde nel mondo: nel 1990 viene aperta la sede di Roma e l’emittente raggiunge con il satellite l’America, l’Europa e perfino l’Australia. Cresce il numero di dipendenti, tecnici, operatori, giornalisti, e aumenta soprattutto il gruppo di sostenitori: i promotori, persone motivate di qualsiasi età e provenienza sociale, che si impegnano a diffondere lo spirito di Telepace.
Alle attività di trasmissione, con programmi, rubriche culturali, celebrazioni in diretta, spazi religiosi, si affiancano iniziative di solidarietà promosse da don Guido: l’assistenza ai condannati a morte in un penitenziario del Texas (visitato più volte); la promozione di borse di studio per gli studenti stranieri; l’aiuto a zingari, donne con figli, sacerdoti in difficoltà.
Nel 1998 viene fondato il Cenacolo, associazione pubblica di fedeli suggerita da san Giovanni Paolo II e approvata dall’allora amministratore apostolico mons. Andrea Veggio, che risponde al vescovo locale e si impegna a portare avanti lo spirito di Telepace; basato su alcuni punti fermi che vanno dal promuovere le trasmissioni, in sintonia con la Chiesa, all’assistenza ai carcerati e ai poveri e agli aspetti più spirituali.
Attualmente, con una quarantina di dipendenti, Telepace è presente con le sedi di Verona (Cerna), Roma e Terra Santa.
Per ricordare il 40° anniversario, sabato 25 novembre nel santuario Maria Stella dell’Evangelizzazione di Cerna, il vescovo mons. Giuseppe Zenti ha presieduto un solenne pontificale alle 10.30, che è stato trasmesso in diretta, e al quale è seguito per tutti il pranzo offerto da un’ascoltatrice di Vigevano.
Sono moltissime le figure che in questi anni hanno trovato un aiuto concreto a Telepace, così come tanti sono coloro che hanno dato il loro sostegno, diventando le mani e il cuore della Provvidenza per gli “ultimi”. In quarant’anni di attività, dagli studi di Radiotelepace sono passate moltissime persone, operatori, tecnici, giornalisti, amici che hanno prestato volto e professionalità all’emittente.
Motto di Telepace, da sempre, è questo: “Fedeltà a Dio e all’uomo, nella Chiesa”. Tanti auguri per questi primi 40 anni.

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