Caro don Maurizio Patriciello (nella foto sopra), abbiamo imparato a conoscerti da tempo. All’inizio, ti leggevamo su Avvenire e ogni volta era un domandarsi a quale calamaio attingessi la penna prima di scrivere. L’incertezza oscillava tra il cuore e il Vangelo. Poi abbiamo capito in quale contesto operavi e allora tutto ci è diventato chiaro, perché non si può vivere in certi ambiti se non per doni di Grazia particolari, che amplificano la fede e, in contemporanea, la capacità di amare...
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