La prima cosa che guardo quando incontro una persona è la bocca. Con un po’ di intuito e un po’ di esperienza capisci subito molte cose. Capisci se è disponibile a comunicare. Soprattutto ne intuisci lo stato d’animo. L’unica accortezza da tenere presente è non fidarsi di sorrisi troppo esibiti, che quasi sempre, più della felicità, esprimono la forzatura dentale dell’ipocrisia...
Se facessimo un ipotetico sondaggio per sapere cosa pensa la gente della felicità, forse finiremmo travolti dalla valanga dei luoghi comuni. Quelli emotivi, che la considerano un sentimento, legato a qualche momento di piacere e quindi momentaneo e fugace, e quelli razionalisti, convinti che si tratti di un imbroglio semantico, perché tanto ci pensa la vita a portarti coi piedi per terra...
Qual è lo Stato più felice? Non è la Svezia della seriosa Greta Thunberg, o un altro Paese nordico campione di ecosostenibilità, nemmeno la ricchissima Svizzera, ma un posto che di primo acchito ci fa pensare solo a vacanze esotiche e mari cristallini: la Costa Rica...
Penso che il sogno di ogni creatura sia quello di star bene. Non solo e non soltanto fisicamente. Star bene in senso lato. Leggo un dato statistico: in Inghilterra la prima causa di morte delle persone sotto i 45 anni è il suicidio. Questo vuol dire che c’è una morte interiore che è talmente dolorosa, per cui la morte fisica è percepita come un bene, una liberazione.
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